MF e compagnia bella

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lunedì, 31 luglio 2006

ANTONIO LATELLA TORNA AL TEATRO OUT-OFF DI MILANO!!!

dal 2 al 12 novembre 

Teatro Stabile dell’Umbria, Totales Theater International, Festival delle Colline Torinesi, presentano

STUDIO  SU MEDEA

2,3,4 novembre: cap. I MEDEA & GIASONE  

6,7,8 novembre : cap. II MEDEA & FIGLI   

9,10,11 novembre: cap. III MEDEA DEA  

12 novembre  (ore 17; ore 19;  ore 21)TRILOGIA (cap. I, cap. II, cap III) 

con Nicole Kehrberger, Michele Andrei, Giuseppe Lanino, Emilio Vacca

regia Antonio Latella

elaborazione drammaturgica Federico Bellini

musiche Franco Visioli

dal 12 al 23 dicembre

Elsinor, Teatro Stabile d’Innovazione,  presenta

I TRIONFI

di Giovanni Testori

con Danilo Nigrelli

regia Antonio Latella

adattamento Federico Bellini

realizzazione scene Sergio Cangini

 

... DIRETTAMENTE DAL CALENDARIO DELLA STAGIONE 2006/2007 DEL TEATRO OUT-OFF...   

postato da: erica1cate alle ore 12:49 | link | commenti
categorie: antonio latella
mercoledì, 26 luglio 2006

ANTONIO LATELLA AL PROGETTO THIERRY SALMON 2006

Prende avvio, con la pubblicazione del bando di partecipazione, la terza e ultima annualità del Progetto Thierry Salmon, iniziativa triennale di perfezionamento artistico per giovani attori, promossa in collaborazione con altre istituzioni straniere, sostenuta e realizzata dalla Commissione Europea attraverso il programma comunitario Cultura 2000 .
Corso di formazione teatrale avanzata, importante opportunità agli artisti di età compresa fra i ventiquattro e i trentadue anni, si struttura tramite atelier a carattere itinerante della durata di quasi due mesi.
Guideranno la terza edizione del Progetto Thierry Salmon i registi Antonio Latella e Pippo Delbono , in due atelier che si svilupperanno parallelamente ma indipendenti nello stesso periodo, dal 26 luglio al 3 settembre 2006 , coinvolgendo ciascuno 15 stagisti rappresentanti di tutti e cinque i Paesi del progetto.
Dal 5 al 10 settembre 2006 gli stage verranno presentati al pubblico in occasione di due dimostrazioni aperte, a cui seguiranno due giornate di discussione e confronto fra i due stage, coinvolgendo i due maestri e tutti gli stagisti.
L'atelier di Pippo Delbono avrà come sedi di lavoro , nella prima sessione, l'Italia ( Fagagna , 26 luglio – 14 agosto 2006) e proseguirà poi in Belgio ( Liegi , 16 agosto – 3 settembre 2006). Antonio Latella condurrà invece il suo corso in Spagna ( Saragozza , 26 luglio – 14 agosto 2006) e in Portogallo ( Lisbona , 16 agosto – 3 settembre 2006).
I due maestri si riuniranno assieme a tutti e 30 stagisti nella sede italiana di Roma (5 – 10 settembre 2006) per la fase di confronto e di dimostrazioni finali.

Antonio Latella - che in questi anni ha firmato molte regie shakespeariane (nel 2001 il suo progetto “Shakespeare e oltre” gli è valso il Premio Ubu) - svilupperà il suo atelier su Pericle di W. Shakespeare.

Pippo Delbono ha intitolato il suo atelier La danza del corpo e delle parole.

Saranno selezionati e ammessi ai due atelier, come partecipanti alla  terza edizione, in tutto  30 stagisti, 6 per ogni paese aderente al Progetto Thierry Salmon .
All'Italia quindi saranno riservati posti per sei stagisti.

postato da: erica1cate alle ore 10:10 | link | commenti
categorie: antonio latella
martedì, 25 luglio 2006

TEATRIDITHALIA ALLA BIENNALE TEATRO!

27, 29 luglio ore 20.00 e 28 luglio ore 21.30

Tese delle Vergini

Teatridithalia (Italia)

Das Kaffeehaus. La bottega del caffè

di Rainer Werner Fassbinder da Carlo Goldoni - traduzione Ferdinando Bruni - uno spettacolo di Ferdinando Bruni, Elio De Capitani - con Elio De Capitani (Ridolfo), Alessandro Genovesi (Don Marzio), Nicola Russo (Eugenio), Gabriele Calindri (Leandro), Fabiano Fantini (Trappolo), Luca Toracca (Pandolfo), Corinna Agustoni (Lisaura), Marina Remi (Vittoria), Cristina Crippa (Placida) - scena e costumi di Carlo Sala - luci Nando Frigerio - suono Jean-Christophe Potvin - produzione Teatridithalia, La Biennale di Venezia

nuova versione per La Biennale di Venezia

 

 

La Bottega del caffè, filtrata attraverso la scrittura corrosiva di Fassbinder, ha segnato il primo incontro del Teatro dell’Elfo con Goldoni: debuttato nell’ottobre del ’91, lo spettacolo portava in scena la versione della commedia che l’autore tedesco aveva rielaborato nel ’69 per il Teatro Comunale di Brema. Dopo Le Amare lacrime di Petra von Kant, anche questo secondo testo di Fassbinder veniva salutato da un esito fortunatissimo che ne faceva uno dei titoli cult del repertorio della compagnia, rimasto nella memoria degli spettatori e fonte di continua ispirazione per i due registi che tornano quest’anno a lavorarci per allestirne una versione radicalmente rinnovata, che andrà in scena alla Biennale Teatro 2006 e in autunno a Milano.

 

Das Kaffeehaus, il nuovo allestimento ideato espressamente per il Teatro Tese delle Vergini, approfondisce le scelte drammaturgiche dell’edizione precedente – come la contaminazione del testo di Fassbinder con l’originale, in quell’esperimento di “riscrittura al cubo” che costituiva uno dei punti di forza dello spettacolo – ma rinnova il segno neo-espressionista immaginando una Venezia post-industriale che trae ispirazione dall’ambiente stesso dell’Arsenale di Venezia. L’elemento dell’acqua, che invade buona parte della scena, si sposa con materiali ferrosi e metalli, brandelli di macchine e gru riemerse dal passato prossimo, come dopo un’esplosione atomica o un devastante temporale di piogge acide; la Venezia di Goldoni si confonde con altre città d’acqua, Macao e Hong Kong, tra esotismi, cineserie e visioni di un futuro globalizzato.


Una combriccola di relitti umani, di parassiti attenti allo spicciolo e infoiati di sesso, asserragliata tra le mura di questa città nella città, perpetua il suo mercanteggiare. Il denaro è tutto ciò che rimane e ovunque ci si trovi - bottega, bisca e bordello – impone le sue regole costringendo i personaggi a un ossessivo calcolo per tradurre rapidamente gli zecchini in dollari, sterline ed euro, con tanto di decimali: somme, capitali, prestiti e bolle speculative che si gonfiano e si sgonfiano in un turbinio di cifre e di parole, degno degli antenati dei moderni “Ricucci” e degli scenari della fanta-finanza più attuale.

 

Il Teatro dell’Elfo, passato attraverso il gioco di specchi e di sdoppiamenti dei Gemelli veneziani – commedia anch’essa crudelissima che Elio De Capitani ha allestito nel 2001 con Ferdinando Bruni nel doppio ruolo dei protagonisti –, si riappropria di Goldoni e lo dissacra ulteriormente, ma al contempo ne rivela l’inedita portata sulfurea per aggiungere un tassello a una comprensione non mummificata e sclerotizzata del nostro grande drammaturgo.

 

“Fassbinder aveva trovato soluzioni assai intelligenti – sottolineano i registi ferdinando Bruni ed Elio De Capitani – ricreando una drammaturgia assolutamente goldoniana. Il nostro lavoro della prima edizione, che riportava alla bellezza dei dialoghi originali alcune scene piuttosto scarne della versione fassbinderiana, servì a ricostruire, nell’apocrifo, una interessante misura di nuova energia che fece il successo di quello spettacolo. Il segreto è quello di attenersi al Fassbinder drammaturgo ma di lasciar perdere le sue intuizioni registiche, riportando la commedia nel suo ambiente originale: la nostra Kaffeehaus si svolge in una Venezia laida, cupa, infestata dai ratti; abbiamo portato alle estreme conseguenze quell’idea di città aperta, luogo di frontiera che aveva spinto Fassbinder a situare la pièce in una specie di Las Vegas del Far West. Noi ci siamo resi conto che Venezia era proprio questo, un luogo in cui l’interesse mercantile si trasformava in una spinta a mercificare tutto già nell’epoca di Goldoni. Abbiamo anche recuperato dall’autore veneziano il senso di un linguaggio che ferisce attraverso la cerimonia e diviene immagine di un modo in cui le buone maniere sono uno schermo per l’aggressione e la cattiveria”.

 

Anche il cast in questa edizione si presenta rinnovato, con attori cresciuti in questi anni tra le file dell’Elfo accanto ai nomi storici della compagnia e ad alcuni interpreti delle precedenti edizioni: Elio De Capitani è un Ridolfo napoletaneggiante, ammantato di pigra insofferenza, Corinna Agustoni una spudorata Lisaura, Cristina Crippa un’energica Placida, moglie del debosciato Leandro, finto conte interpretato da Gabriele Calindri, Luca Toracca è un assatanato biscazziere e Fabiano Fantini un ottuso e cupo servo Trappolo; della generazione dei trentenni vedremo Alessandro Genovesi nel ruolo del sordido Don Marzio, Nicola Russo in quello del nobile impetuoso Leandro, pronto a concedere in uso la moglie, Marina Remi, ingenuotta dall’accento bergamasco.

GLI ELFI A VENEZIA!!! ALLE TESE DELLE VERGINI!

lo stesso luogo dove la bella compagnia di mr Antonio Latella mise in scena, nel 2004, 'bestia da stile'... io ci andrò venerdì 28, magari ci vediamo lì...

1 bel saluto a tutti i visitatori ed ancora BUONE VACANZE a Cecilia!  

 

postato da: erica1cate alle ore 19:50 | link | commenti
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"Con gli attori metto a nudo anche le idee"

Quasi come replica dell'intervista di ieri di Repubblica a Peter Del Monte, oggi il Mattino pubblica un'intervista di Enrico Fiore ad Antonio Latella, in occasione della presenza nel cartellone napoletano 2007 di due nuove regie di Latella, Medea al Teatro Nuovo dall'1 al 20 maggio e Le lacrime amare di Petra von Kant al Mercadante dal 23 al 28 gennaio.

Nell'intervista Antonio Latella spiega la maggiore libertà di azione che sente a Berlino, da dove abita ormai da qualche annetto, il suo attaccamento comunque alle origini campane (è nato a Castellamare di Stabia, ma ha vissuto in provincia di Torino fino ai 17 anni), il suo debito nei confronti di Massimo Castri, Vittorio Gassman e Luca Ronconi. Dichiara che con Medea ha voluto rendere omaggio alla natura arcaica e istintiva della donna, l'unica che, afferma, "possiede la forza per sconfiggere i ruoli sociali coatti". L'intervista prosegue poi con le accuse di super-lavoro mossegli da qualcuno, con il filo conduttore (la donna appunto) tra Medea e Petra von Kant, e sul senso del teatro. Si conclude con un invito, rivolto ai soprintendenti teatrali, a non sottovalutare il pubblico e a non dargli solo "cose facili".

Come commento posso solo aggiungere che, negli spettacoli che ho visto io di Latella (Edoardo II - trilogia Pasolini - la Cena delle Ceneri) la presenza della donna era minima se non del tutto assente; mi sono poi ricordata che la Cena finisce con un parto, e del momento del parto parla Latella anche in quest'intervista. Saranno quindi, presumo, idee nuove (o magari già affrontate prima che io assistessi alle sue regie) quelle che vedremo, e che qualcuno ha già visto, in Medea e nelle Lacrime amare.

postato da: cabepfir alle ore 10:28 | link | commenti (2)
categorie: interviste, antonio latella
lunedì, 24 luglio 2006

Intervista a Peter Del Monte su Repubblica

Oggi su Repubblica, p. 36, è uscita un'intervista a Peter Del Monte in occasione della fine delle riprese di Cosa c'è?, nuovo film con Marco Foschi e Kasia Smutniak. Non è riportata la data prevista per l'uscita del film, ma secondo Erica (mi permetto di riferire il suo pensiero) potrebbe essere presentanto al festival di Roma, ad ottobre. Dall'intervista appuriamo che Marco Foschi in questo film sarà un astrofisico, la cui vita regolare e controllata verrà travolta dal "meteorite" Kasia, una misteriosa ragazza venuta dall'Est. Per il resto l'intervista si concentra sulle possibili metafore sottintese nel film (la donna come mistero, il suo venite dall'Est, la relazione con gli altri film di Del Monte) e il Del-Monte pensiero sul cinema italiano attuale e sulla necessità di finanziamenti pubblici per il cinema di qualità. Per farla breve, nulla di specifico su Marco, però ne ricaviamo tre microscopiche fotine, nelle prime due delle quali compare anche MF, che vi propongo qui da me molto ingrandite:

Cosa c'è? tre foto da Repubblica 24-7-2006

postato da: cabepfir alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: film, peter del monte, marco foschi
venerdì, 21 luglio 2006

Bene, ho anche modificato un po' il template per renderlo più decente (spero che ad Erica piaccia!). A questo punto, non ci resta che inserire qualche notizia succosa, tipo rinviarvi allo spettacolo attualmente in programmazione al Globe Theatre estivo di Roma:

dal 21 luglio al 6 agosto 2006, ore 21.00

La locandiera

di Carlo Goldoni

Regia di Francesco Sala
Produzione Politeama Brancaccio

(Riposo tutti i lunedì)

(link)

postato da: cabepfir alle ore 22:26 | link | commenti (2)
categorie: programma

BENVENUTI A TUTTI!

accorrete numerosi su questo blog volenteroso!

grazie Cecilia

erica

 

postato da: erica1cate alle ore 14:16 | link | commenti (8)
categorie:

Benvenuti!

Nell'attesa di migliorare questo terribile template predefinito di splinder, vi do ufficialmente il benvenuto, anche a nome di Erica, su mfecompagniabella.splinder.com, il primo blog dedicato a Marco Foschi, Antonio Latella e alle altre notizie e curiosità teatrali che ci passeranno per la testa. Speriamo di accogliervi numerosi, perché se il fandom non è di gruppo, che fandom è?

postato da: cabepfir alle ore 13:53 | link | commenti (2)
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