MF e compagnia bella

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lunedì, 25 settembre 2006

STUDIO SU MEDEA A TERNI

Nell’ambito del Festival ESTERNI, il primo festival internazionale della

creazione contemporanea in Umbria che proseguirà a Terni fino al 30

settembre, al Centro Multimediale Studio A di Terni, dal 27 al 29 settembre,

va in scena Studio su Medea, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile

dell’Umbria che Antonio Latella ha presentato in prima assoluta lo scorso

giugno, nell’ambito del Festival delle Colline Torinesi.

Accolto con eguale favore dalla critica e dal pubblico, lo spettacolo si compone di

tre capitoli (Medea & Giasone, Medea & figli, Medea dea) e nasce da un

progetto, al quale il regista ha lavorato per più di un anno in

Germania, insieme con un gruppo di attori: Nicole Kehrberger, Michele

Andrei, Giuseppe Lanino e Emilio Vacca.

 

Il Teatro Stabile dell'Umbria, insieme a Totales Theater International (la

Compagnia di Nicole Kehrberger, artista berlinese, che interpreta Medea

nello Studio) e al Festival delle Colline Torinesi, ha reso possibile la

messinscena, che, dopo le recite di Terni, sarà presentata in altri

importanti teatri italiani.

 

www.teatrostabile.umbria.it

www.exsiriterni.it

21.9 AL TEATRO ARGENTINA DI ROMA ASSEGNATO COME SPETTACOLO DELL'ANNO IL PREMIO ASSOCIAZIONE NAZIONALE CRITICI DI TEATRO A 'LA CENA DE LE CENERI'

www.criticiditeatro.com

... strameritato, spettacolo bellissimo e molto emozionante, mi associo con tutto il cuore... BRAVI!!!

 

postato da: erica1cate alle ore 09:21 | link | commenti (4)
categorie: programma, antonio latella
giovedì, 21 settembre 2006

E A MILANO, NIENTE???

LA CENA DE LE CENERI

27 Marzo 2007 / 1 Aprile 2007 -  teatro duse di genova

 ... beati anche i genovesi!!! lì vidi per la prima volta 'edoardo II'... 

www.teatrostabilegenova.it/cartellone

postato da: erica1cate alle ore 12:47 | link | commenti (4)
categorie: programma, antonio latella
mercoledì, 20 settembre 2006

BELL'INIZIO DI STAGIONE PER LO STABILE DELL'UMBRIA!!!

 

 
Teatro Stabile dell'Umbria - Fondazione del Teatro Stabile di Torino - Théâtre National Populaire TNP Villeurbanne Lyon

Le lacrime amare di Petra Von Kant
con Laura Marinoni

Le date

 

Perugia - Teatro Morlacchi - dal 17 al 22 ottobre 2006
Terni - Teatro Verdi - venerdì 17 e sabato 18 novembre 2006
postato da: erica1cate alle ore 09:45 | link | commenti
categorie: programma, antonio latella
martedì, 19 settembre 2006

Lacrime amare a Torino!

LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT

Teatro Astra
2 - 15 novembre 2006

di Rainer Werner Fassbinder
traduzione Roberto Menin
con Laura Marinoni, Silvia Ajelli, Cinzia Spanò, Sabrina Jorio, Stefania Troise, Barbara Schröer
e gli animatori d’ombre Massimo Arbarello e Sebastiano Di Bella
regia Antonio Latella
scene e costumi Annelisa Zaccheria
disegnatore luci Giorgio Cervesi Ripa
suono Franco Visioli
ideazione ombre Massimo Arbarello e Sebastiano Di Bella
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con il Théâtre National Populaire TNP
Villeurbanne - Lyon
Lo spettacolo sarà presentato nell’ambito di “Torino Pride 2006”


Ogni volta che due persone si incontrano
e stabiliscono una relazione si tratta di vedere chi domina l’altro.
La gente non ha imparato ad amare.
Il prerequisito per potere amare senza dominare l’altro
è che il tuo corpo impari, dal momento in cui abbandona
il ventre della madre, che può morire.
Il punto è che credo di potere esprimere meglio
quello che sento quando uso un personaggio femminile come centro.
Rainer Werner Fassbinder


Per raccontarci la donna Fassbinder sente la necessità di chiuderla nella sua casa, quasi come se isolandola riuscisse ad evidenziarne tutti i suoi lati, compreso il virus che l’ha contagiata.
La donna diventa nell’immaginario fassbinderiano una proiezione, un ideale, un’icona, una gigantografia, una mappa dei sentimenti. Il suo corpo diventa la casa da abitare, esplorare, invadere, conquistare, dominare, governare... tentativi inutili, perché la donna di Fassbinder resta unica e inafferrabile, anche per la donna stessa. La donna non può essere posseduta ma solo amata, totalmente, senza mezze misure. Amore assoluto, mortale.
Una donna è la sua casa. L’ossessione di un ruolo, un posto, un luogo nel mondo. Quattro pareti di un interno borghese. Ghiaccio. Petra non varca mai la soglia, resta confinata nel suo isolamento, quasi come se fosse impossibilitata a muoversi. La sua casa è il suo tutto (ufficio-laboratorio-confessionale-atelier-album di famiglia-riposo-gioco-tomba-fossa comune dei sentimenti). Nessuna emozione forte, la passione manipola i comportamenti umani, tutto deve essere filtrato dalla testa; chi si lascia andare alle passioni è debole agli occhi della società.
Tutto diventa rappresentazione. Ripetizione di regole, forme, di una partitura dalle forti tinte borghesi. Tutto è prevedibile, riconoscibile, ancor prima dell’essere detto o fatto.
Come dice Fassbinder, “non esistono vicende vere. Il vero è artificio”. Per rompere l’alienante corteo funebre di una inevitabile morte quotidiana, Fassbinder introduce nella cella della regina madre un elemento sconosciuto, non ‘infetto’ e per questo senza regole, pronto a tutto per conquistarsi un ruolo.
Il nuovo attrae e paralizza, ci destabilizza, ma ci costringe ad agire, ad uscire (non fuori dalle mura, ma fuori da noi stessi) per rimettere l’amore in corpo e tornare ad essere protagonisti del Produzioni TST proprio sogno d’amore; il nuovo è l’ossigeno necessario per andare oltre le pareti di una casa, oltre l’asfalto di una strada più volte percorsa. E così Petra si getta senza pensarci nelle braccia del vuoto (Karin) per inseguire o, forse come Fassbinder, per ripercorrere con tanta disperata ostinazione quell’utopia probabilmente infantile e impudente che si chiama (Amore). Nei fiumi dell’alcool la parola trova sangue, riacquista il suo valore arcaico e il non detto può finalmente essere ripetuto, urlato senza alcun pudore: «Ti amo. Ti amo. Ti amo». Stillicidio che ripercuote la stessa pelle di un corpo vuoto per recuperarne il senso, riempirne il suono. La parola ritrova l’utero, la pancia, la casa.
Le quattro pareti diventano il manifesto IL NON AVERE UTOPIE È UN’UTOPIA; diventano un luogo metaforico; uno spazio mentale che rende concreta l’illusione, anzi la ingigantisce, ne fa quasi un mostro che fagocita il reale, rendendolo ombra priva di corpo; proiezione di una vita.
Le pareti diventano la placenta di un luogo primordiale, quasi onirico, dove tutto è possibile, dove non si ha più nessuna remora a seguire un impulso, dove le parole sono fili di un tessuto prezioso, si tendono, si intrecciano per tessere una trama, una ragnatela, dove la vittima si fa carnefice e il carnefice si fa vittima di se stessa. La forma perde la cortesia e diventa ostentata istallazione di un sentire primordiale, la parola torna ad essere femmina, liberandosi definitivamente della sua terroristica ‘oppressione’. In questa sovraesposizione, in questo gioco di violenti luci e ombre, il testo taglia nettamente le appendici che lo datano, e recupera il suo valore tragico, il suo essere tragedia moderna, il suo essere melodramma. I corpi perdono i costumi, i ruoli e si rivestono di intimo. Il privato diventa la pelle in cui ritrovarsi ed imparare ad accettare la maschera della propria tragica esistenza. Così le lacrime si fanno simbolo, sintesi artistica, dell’amarezza del vivere.

Antonio Latella
postato da: cabepfir alle ore 13:46 | link | commenti
categorie: programma, antonio latella
lunedì, 18 settembre 2006

LA NUOVA STAGIONE DI TEATRIDITHALIA

ecco quel ke vedrà il fortunato pubblico d milano e dintorni nei prossimi mesi... interessantissimo cartellone!!! voglio andare a vedere TUTTO!

si comincia venerdì 22 settembre con Antonia San Juan al teatro dell'elfo x il festival milanoltre...

http://www.elfo.org/calendario.html

per sapere di biglietti e abbonamenti clickate su informazioni  

postato da: erica1cate alle ore 10:37 | link | commenti (2)
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venerdì, 15 settembre 2006

OGGI GLI OLIMPICI DEL TEATRO - PREMI ETI

stasera h23.15 circa da rai1 la differita :-)

ecco le terne dei finalisti della IV edizione:

SPETTACOLO DI PROSA
Delitto e castigo regia di Glauco Mauri
Memorie dal sottosuolo regia di Gabriele Lavia
Morte di un commesso viaggiatore regia di Marco Sciaccaluga

MUSICAL O COMMEDIA MUSICALE
Dracula regia di Alfredo Arias
The Producers regia di Saverio Marconi
Volevo fare il ballerino regia di Giampiero Solari

SPETTACOLO D'INNOVAZIONE
Altri giorni felici regia di Claudio Remondi e Riccardo Caporossi;
La sagra del signore della nave regia di Vincenzo Pirrotta
La tempesta regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

ATTORE PROTAGONISTA
Geppy Gleijeses per Io, l’erede
Glauco Mauri per Delitto e castigo
Eros Pagni per Morte di un commesso viaggiatore

ATTRICE PROTAGONISTA
Andrea Jonasson per Piccoli crimini coniugali
Giulia Lazzarini per Giorni felici
Paola Mannoni per La casa di Bernarda Alba

ATTORE NON PROTAGONISTA
Gianluca Gobbi per Morte di un commesso viaggiatore
Leopoldo Mastelloni per Io, l’erede
Ugo Maria Morosi per Morte di un commesso viaggiatore

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Sara Bertelà per L’illusione comica
Laura Curino per Il sorriso di Daphne
Guia Jelo per Liolà

ATTORE/ ATTRICE EMERGENTE
Federica Di Martino per La forma delle cose
Lorenzo Gleijeses per Il figlio di Gertrude
Lorenzo Lavia per La forma delle cose

INTERPRETE DI MONOLOGO O “ONE MAN SHOW
Paola Cortellesi per Gli ultimi saranno ultimi
Angela Finocchiaro per Miss Universo
Filippo Timi per La vita bestia


REGISTA
Alessandro d’Alatri per Il sorriso di Daphne
Andrea Liberovici per Urfaust
Marco Sciaccaluga per Morte di un commesso viaggiatore

SCENOGRAFO
Lorenzo Ghiglia per Titus Andronicus
Carmelo Giammello per Memorie dal sottosuolo
Emanuele Luzzati per Il ponte di San Luis Rey

COSTUMISTA
Antonella Berardi per Due partite
Odette Nicoletti per La donna vendicativa
Carlo Sala per Amleto

AUTORE DI MUSICHE

Ramberto Ciammarughi per La sagra del signore della nave
Giovanna Marini per La ballata del carcere di Reading
Paolo Terni per Il fucile da caccia

AUTORE DI NOVITÀ ITALIANA
Cristina Comencini per Due partite
Edoardo Erba per Animali nella nebbia
Vittorio Franceschi per Il sorriso di Daphne

in grassetto i miei preferiti & preferitissimi, beaucoup de m.... à tous ;-)

ricordate? l'anno scorso premiarono Marco...

postato da: erica1cate alle ore 09:52 | link | commenti
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mercoledì, 13 settembre 2006

Une caméra est plus efficace qu'une arme

... e rainer werner fassbinder diceva più o meno ‘non lancio bombe, faccio films’...

 

in questi gg a milano c’è panoramica 2006 con i films presentati a locarno e venezia.

quale migliore occasione x tornare al cinema? ho scelto fra quelli ke potrebbero avere problemi d distribuzione (e ke naturalmente mi ispiravano leggendo le sinossi), per ora ho visto:

-         mnogotochie (ellissi) di andrei eshpai, bello, molto cechoviano, una piccola storia ben raccontata, personaggi struggenti, bravissima l'attrice protagonista

-         don chisciotte e... di bruno bigoni (con le amikevoli partecipazioni di alcuni attori dell’elfo + gabriele salvatores + moni ovaia + giuseppe cederna), un buon esperimento ma dello stesso regista avevo meglio apprezzato il riccardo III girato all’interno del carcere di bollate con bebo storti e alcuni detenuti...

      Cecilia te ne avevo mai accennato???

-         khadak di peter brosen e jessica woodworth, premio opera prima a venezia ’06, ambientato fra i pastori mongoli urbanizzati, visionario e senza speranza (io l’ho visto così), la conferma ke i nn professionisti sono spesso ottimi attori, veritieri, credibili, commoventi ;-)

-         l’étoile du soldat di christophe de ponfilly  GRANDE FILM!!! la frase del titolo di questo post è del regista, il film mi è parso il miglior modo x commemorare l’11 settembre 2001 e racconta la storia (dicono vera) di un soldato russo preso prigioniero dai mujaheddin di ahmad shah massoud  (il leone del panshir) in piena guerra russo/afgana nei lontani anni ’80 del secolo scorso, circa 20 anni prima dell’11 settembre, giusto x ricordare 1 po’ di fatti dimenticati nella polvere di quelle montagne...

      il soldato incontrerà l'alter ego del regista, un fotografo occidentale (l'attore ha una suggestiva somiglianza con harvey keitel) che tornerà poi afghanistan per morire, lo si intuisce mentre lo si sente ripensare ad una poesia afgana che parla di stelle e soldati. 

      si mostrano con abbastanza obbiettività i soldati di una parte e dell’altra in tutta la loro umanità e disperazione, con sincero coinvolgimento l'amara sorte della popolazione civile e con passione e amore per la natura i luoghi, il regista era anche documentarista... era, perchè è morto pochi mesi fa senza veder uscire il proprio film, probabilmente ‘suicidato’, non so altro... che tristezza!!!

      sono uscita dalla visione di questo film molto amareggiata, riscontrando ancora una volta l'orrenda inutilità delle guerre, considerando quanto poca memoria e informazione abbiamo qui in 'occidente' o... almeno io!  

      BUONA VISIONE DISTRIBUZIONE PERMETTENDO!!!

         

        

postato da: erica1cate alle ore 14:28 | link | commenti
categorie: film
giovedì, 07 settembre 2006

PERICLE - ATELIER DI ANTONIO LATELLA

... cercando cercando...

http://www.css-teatro.com/media/spettacoli/157_1040_documenti.pdf

da notare il diarista: alessandro genovesi! ecco perkè ieri hai mancato l'appuntamento col tuo pubblico alla conferenzina della nuova stagione dell'elfo :-D  ciao Ale!

postato da: erica1cate alle ore 15:26 | link | commenti (2)
categorie: antonio latella
domenica, 03 settembre 2006

TEATRIDITHALIA PRESENTA LA NUOVA STAGIONE

Mercoledì 6 settembre, ore 11.30
presso il Teatro dell'Elfo di Milano
TEATRIDITHALIA ha il piacere di presentare la stagione 2006/2007

... a seguire aggiornamento del sito e qualke news su Milanoltre 2006 :-)))

www.elfo.org

 

postato da: erica1cate alle ore 11:47 | link | commenti
categorie: programma