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MF e compagnia bella
aggiornamenti su Marco Foschi, Antonio Latella e altre notizie teatrali
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... esce venerdì 23 marzo "Cuore a Nudo", il primo disco da solista di Mauro Ermanno Giovanardi pubblicato da Radiofandango e distribuito da Edel.

E' già on line lo spazio su myspace.com/mauroermannogiovanardi
con 4 canzoni del nuovo lavoro in streaming
La data di apertura del tour promozionale sarà il 20 di Aprile
al Teatro Vittoria di Pennabilli (PU).
Per informazioni: www.montefeltro.net/teatrovittoria
seconda data: 21 aprile al Teatro Rondinella di Montefano (MC)
La scena di Pasquale De Cristofaro è essenziale: un grande cubo di cristallo, che rimanda a un dipinto di Francis Bacon. Forte è anche l’impatto e “la sonorità violentemente primordiale” delle musiche eseguite dal vivo.
Vincenzo Pirrotta, che ha ricevuto il premio dell'Associazione Nazionale Critici “per la prorompente fisicità attorale e la forza interpretativa che unisce nei suoi spettacoli allo stesso tempo tradizione e modernità", incarna sulla scena sia Oreste sia Clitennestra; insieme a lui Giovanni Calcagno, Salvatore Ragusa, Marcello Montalto e Maurizio Rippa.
Emozionantissimo, e pervaso di sensi oscuri e anatomie pittoriche moderne, questo lavoro parla come parlano gli spadaccini, mette in campo Pirrotta che a torso nudo e con la spada di legno in mano annuncia fatali gesta, "di come Oreste viene perseguitato dalle Erinni", ma la materia svela un'atrocità che rigurgita di mostri annidati nell'immaginario anche attuale, cui è di troppo forse solo l'enfasi di "oggi murìu la giustizia".
Nell'affrontare il testo, Pirrotta ha imposto una divisione dei ruoli quasi rituale: lui, spada in mano, nella stretta parlata di Alcamo, si riserva la rievocazione degli antefatti e poi i personaggi di Oreste e Clitemnestra. Agli altri quattro, in un siciliano più diluito, toccano le parti delle Erinni, figure scarmigliate a torso nudo e in pantaloni scuri, di un Apollo innaturalmente allungato sugli alti trampoli, di un'Atena che scende come un misterioso uccellaccio sulla colonna dentro il cubo di cristallo, incarnata - con bella invenzione - dallo straordinario contraltista Maurizio Rippa.
Se l'asse nord-sud, che condusse Pasolini al progetto di un'Orestea "africana", vibra in questo ottimo spettacolo, che sposa la ferocia ellenica del testo eschileo a modi di rappresentazione bellica tipici delle società tribali africane (oggi armate di kalashnikov); se la ricerca di Pirrotta, allievo del maestro Mimmo Cuticchio, muovendo dall'opera dei pupi, è andata via via sulle tracce di contaminazioni non solo maghrebine ma anche neroafricane; va però aggiunto un altro asse, l'asse est-ovest, altrettanto presente nella cultura meridionale, altrettanto presente anche qui. Spettacolo furente, ma di una furia metronomica, dove il rito accresce lo spavento di questa storia il cui oggetto è il perdono concesso a un matricida.
Alfredo è un uomo normale, fondamentalmente buono, che fa parte di un’associazione dove si realizzano laboratori sui dolci, sul pane e dove si raccolgono fondi per “salvare i peri del Piemonte”. Lavora per un servizio molto esclusivo di una carta di credito, per i cui clienti si soddisfano le esigenze più impensabili.
Ha piccole paure e piccoli problemi di salute.
In seguito a un drammatico e casuale incidente, viene assolto da un reato del quale è colpevole, del quale sente la colpa.
E diventa cattivo.
Cambia il suo modo di porsi nei confronti delle persone e sorprendentemente tutto cambia intorno a sé. La società gli apre le porte: cresce professionalmente, migliora socialmente, le donne lo desiderano, guarisce incredibilmente dai suoi mali e dalle sue paure. Nella scala dei valori sociali raggiunge vertici sempre più alti, inaspettatamente…
“Migliore” è un monologo comico e terribile che racconta quanto oggi i cattivi si facciano largo nella nostra società, ma soprattutto quanto gli altri – affascinati – li lascino passare.
Mattia Torre è nato a Roma nel 1972. È autore delle commedie teatrali: Tutto a posto, Piccole anime, L’ufficio e del libro Faleminderit, Aprile ’99, in Albania durante la guerra. Oltre ad alcune sceneggiature di fiction televisive, nel 2001 ha scritto il film Piovono mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003, con il monologo teatrale In mezzo al mare ha vinto la 17° rassegna “Attori in cerca d’Autore – Nuovi Autori Europei”. Per Giorgio Tirabassi è co-autore dello spettacolo Infernetto, ovvero la resistibile discesa di Arcangeli Angelo detto Angioletto. Nel 2004 è adattatore e editor per Italia1 della serie Love Bugs con Michelle Hunziker e Fabio De Luigi. Per Paola Cortellesi è tra gli autori dello show Nessun Dorma.
Insieme a Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo ha firmato Buttafuori, un format in onda da venerdì 21 luglio 2006, per otto settimane, su Rai 3. In Buttafuori, i due interpreti, Valerio Mastandrea e Marco Giallini, si riservano il diritto di selezionare all’ingresso chi mandare “in pista” all’UFO, locale dal passato glorioso.
Valerio Mastandrea, protagonista di Migliore, scritto e diretto da Mattia Torre, è una bella sorpresa. Ha una posa anaffettiva, è in abito e cravatta, sotto coni di luce da science fiction. E ha toni controllati, funzioni facciali acritiche, fluidità di resoconti grigi, comici, biechi e diventa un androide disumano dicendo cose risibili (io non ti uccido, ti traduco) o frasi di marmo. Bravissimo. Una prestazione da futuro De Niro.
Migliore, nuovo divertente monologo di Mattia Torre. … Valerio Mastandrea lo consegna con classe, restando quasi immobile e concentrando tutta l’ironia nella voce e in pochissimi gesti, nessuno dei quali va sprecato.
Che Valerio Mastandrea fosse un bravo attore, non avevamo dubbi. Migliore aggiunge forza alla nostra convinzione e colore a questo giovane uomo che si conferma persona seria, concentrata, amante fino in fondo del proprio lavoro, rispettoso del testo (bello, di Mattia Torre), capace di scegliere e di restare nelle misure in un mestiere in cui è facile strabordare. Un professionista: non perdetevelo.
8.3 CIVITANOVA MARCHE, Teatro Annibal Caro ore 21,00
9.3 OFFIDA, Teatro Serpente Aureo ore 21,00
Teatridithalia presenta
LA TEMPESTA DI SHAKESPEARE uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per attore ombre fantocci figure animate e musica con FERDINANDO BRUNI
LA MAGLIA NERA
gesta e ingegno di Luigi Malabrocca
scritto e interpretato da Matteo Caccia
musiche originali di Gianni Coscia
regia di Rosario Tedesco
Un monologo che racconta la vita e le gesta di un ciclista degli anni ’50, divenuto famoso per aver scoperto che era più facile accaparrarsi le simpatie della gente arrivando ultimo piuttosto che ennesimo, meritandosi così il titolo di “maglia nera”.
Negli anni del secondo dopo guerra in Italia Il ciclismo è lo sport più popolare. Lo è grazie alle imprese dei due rivali più famosi di sempre Coppi e Bartali. In quello stesso periodo però, sullo sfondo del palcoscenico del Giro d’Italia, si muove un’altra figura. È quella di un ciclista, un gregario balzato agli onori della cronaca per aver regalato all’ultimo in classifica la stessa ribalta dei primi. È quella di un uomo di grande ingegno che ha intuito che arrivare ultimo era preferibile ad arrivare 10°. In un momento storico in cui gli italiani si sentivano “ultimi”, era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, arrivava ultimo ma arrivava, e l’unico modo in cui potevano premiarlo era attraverso i doni che conoscevano: salami, damigiane di vino, d’olio, formaggi e animali. Una figura che dopo aver dato prestigio al ruolo dell’ultimo, elevandolo per la prima volta al rango dei primi, si concesse il lusso di vincere 2 campionati italiani di ciclo campestre, il ciclismo di campagna, regalando agli italiani un insperato sapore di riscatto e una nuova sensazione di speranza. Scritto ed interpretato da Matteo Caccia, nel solco del teatro di narrazione, La maglia nera è una storia di sfondo che racconta un pezzo d’Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni ’50, che con la semplice intenzione di fare la SUA storia è stato in grado di rappresentare la Storia. Quella di un paese piegato ma pieno di volontà e coraggio. La storia del nostro paese.
MATTEO CACCIA. Nato a Novara il 24 luglio 1975. Diplomato presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Inizia lavorando con Antonio Sixty, Andrea Taddei, Massimo Navone. Nel 1999 conosce Antonio Latella che lo convoca insieme ad altri giovani attori e insieme, per formare un gruppo di lavoro con cui mettono in scena testi classici e contemporanei. Romeo e Giulietta, Amleto, di W. Shakespeare, Stretta sorveglianza di J. Genet per i quali vincono il premio UBU nel 2001. Collaborano con diversi teatri e produzioni da Elsinor di Forlì, al Teatro OUT OFF di Milano, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. Nel 2003 sono chiamati dal Teatro Stabile dell’Umbria per cui mettono in scena testi elisabettiani Shakespeare, La tempesta e poi Edoardo II di C. Marlowe. Nell’autunno 2006 debutta con La maglia nera. Nel 2005 comincia a scrivere per il teatro e il suo primo testo Hotelofficina è finalista del premio Riccioneteatro. Si accosta alla scrittura dedicandosi alla stesura di racconti brevi grazie ai quali si merita un premio ad un concorso organizzato dalla rivista Musica e dal Festival ArezzoWave, ed una segnalazione al Mei (meeting etichette indipendenti). Comincia a lavorare in radio presso l’emittente Radio Popolare di Milano, per cui è prima inviato della trasmissione satirica Sansone, e poi diventa autore e conduttore di programmi. Nel 2001 viene chiamato a Radio2 Rai, per cui da allora è autore e conduttore del programma estivo Aria Condizionata, trasmissione di intrattenimento e attualità.


IN SCENA FINO ALL'11 MARZO
FUOCO!
DA OUVERTURE RUSSA DI HEINER MULLER E DALL'OPERA POETICA DI VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
DI E CON PAOLO MAZZARELLI
nn distratti se lo ricorderanno ne 'le troiane' d Atir (Ulisse, se nn sbaglio), 'fame chimica' (Sammy), 'Pasolini Pasolini!', 'scanna' d Davide Enia...