MF e compagnia bella

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martedì, 24 aprile 2007

LA CENA DE LE CENERI A PALERMO

Palermo - Teatro Biondo - dal 24 al 29 aprile 2007
... ragazzi, l'affezionato pubblico milanese nn ha ancora perso la speranza di rivedervi in città... è passato 1 anno giusto giusto da 'edoardo II'... secoli...
postato da: erica1cate alle ore 10:23 | link | commenti
categorie: programma, antonio latella
venerdì, 20 aprile 2007

2 BIGLIETTI X 'ANGELS IN AMERICA' A MODENA 6 MAGGIO

cedo a €10

2 biglietti x 'ANGELS IN AMERICA' (prima nazionale) domenica 6 maggio h17 al TEATRO DELLE PASSIONI di Modena  (6^ fila centrale)

io ho cambiato idea e ci andrò il 5 :-) 

 saperne di più www.elfo.org oppure www.emiliaromagnateatro.com

 

 

postato da: erica1cate alle ore 12:36 | link | commenti
categorie: programma

JOE GIOVANARDI COMINCIA IL TOUR DA PENNABILLI E MONTEFANO

oggi al teatro Vittoria di Pennabilli

domani 21 al teatro La Rondinella di Montefano 

Mauro Ermanno Giovanardi, meglio conosciuto come "il cantante dei La Crus" presenta il primo disco da solista, Cuore a nudo, accompagnato dal pianoforte e dalla fisarmonica di Fabio Barovero, dalla tromba di Paolo Milanesi, dalle chitarre di Lorenzo Corti.

www.mauroermannogiovanardi.it

postato da: erica1cate alle ore 11:29 | link | commenti
categorie: programma
giovedì, 19 aprile 2007

ANTONIO LATELLA TORNA ALLA BIENNALE TEATRO

Pericle 

di William Shakespeare

Il progetto Thierry Salmon dell’Êcole des Maîtres legge Shakespeare sotto gli occhi di Goldoni

a cura di Antonio Latella, maestro del progetto, e Federico Bellini

un progetto del CSS – Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli Venezia Giulia

29 luglio ore 17.00 - Teatro alle Tese

 

 

Diretta da Franco Quadri e promossa in Italia dal Css Teatro Stabile di Innovazione e dall'Ente Teatrale Italiano (con la collaborazione di numerosi partner europei di Francia, Belgio, Portogallo, Spagna), L'Ecole des Maîtres ha messo per più di un decennio a confronto i grandi registi della scena contemporanea con giovani attori formatisi nelle accademie e scuole di teatro europee, spesso sul banco di prova di grandi ruoli e capolavori del teatro classico e moderno. Luca Ronconi, Jerzy Grotowski, Anatolij Vasil'ev, Jacques Lassalle, Lev Dodin, Peter Stein, Alfredo Arias, Dario Fo, Eimuntas Nekrosius, Massimo Castri, Giancarlo Cobelli sono alcuni dei registi invitati a partecipare all’Ecole des Maîtres.

 

A dirigere l’atelier quest’anno è stato chiamato uno dei più innovativi attori e registi italiani, Antonio Latella, autore di una radicale rilettura delle opere shakespeariane come di originali messe in scena di Genet, Testori, Pasolini…

 

Per raccontare questo nuovo “viaggio” Latella usa le parole di Herman Melville:

“Perché quasi ogni ragazzo sano e robusto, che abbia dentro di sé uno spirito sano e robusto, prima o poi ammattisce dalla voglia di mettersi in mare?

Perché, al tempo del vostro primo viaggio come passeggero, avete sentito in voi un tale brivido mistico, non appena vi hanno detto che la nave e voi stesso eravate fuori vista da terra?

Perché gli antichi Persiani tenevano il mare per sacro? Perché i Greci gli fissarono un dio a parte, e fratello di Giove?

Certamente tutto ciò non è senza significato.

E ancora più profondo di significato è quel racconto di Narciso che, non potendo stringere l'immagine tormentosa e soave che vedeva nella fonte, vi si tuffò e annegò.

Ma quella stessa immagine noi la vediamo in tutti i fiumi e negli oceani. Essa è l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita; e questo è la chiave di tutto”.



postato da: erica1cate alle ore 12:45 | link | commenti
categorie: programma, antonio latella
martedì, 17 aprile 2007

IL GRANDE INQUISITORE A URBINO

18 e 19 aprile ‘07 ore 21
URBINO, Museo della Città, sala Mastroianni
TOMMASO RAGNO
legge IL GRANDE INQUISITORE
da I fratelli Karamazov
di Fëodor Dostoevskij

Il Museo della Città di Urbino apre le sue porte il 18 e 19 aprile alla rassegna TeatrOltre ospitando una lettura de Il Grande Inquisitore - vertiginoso episodio tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij - ad opera di Tommaso Ragno. Con la sola forza della parola, l’attore dà vita ad un personaggio grandioso e tremendo in un lucido, terribile monologo. Una lettura di estremo nitore e intensità emotiva dedicata ad una delle pagine più belle della letteratura di tutti i tempi.
 
postato da: erica1cate alle ore 12:26 | link | commenti
categorie: programma
martedì, 10 aprile 2007

ASPETTANDO GODOT A GUBBIO

Teatro Comunale - dal 10 al 21 aprile - BEATO CHI VI VEDE!!!
A teatro - il manifesto 15.4.07
L'attesa di Godot finisce nel Silenzio
Latella mette in scena un classico Beckett. Il regista rilegge bene il capolavoro dell'autore irlandese nel suo debutto allo stabile dell'Umbria.
Gianfranco Capitta
Gubbio

Nasce come progetto residenziale Aspettando Godot che Antonio Latella ha messo in scena per lo stabile dell'Umbria (fino a sabato prossimo al teatro comunale, escluso il 19). È stato preparato a Spoleto, e poi ha fatto tappa a Perugia. A Gubbio termina il suo percorso per questo primo anno. Dovrebbe costituire una trilogia di opere del regista (secondo le indicazioni per ora oscure del programma di sala) col precedente La cena delle ceneri di Giordano Bruno e il prossimo Moby Dick da Melville. Forse allora i tre spettacoli scopriranno nessi più forti, ma intanto ci si può godere questa bella edizione del capolavoro beckettiano.
È un testo molto conosciuto Aspettando Godot, che debuttò a Parigi nel 1953, prima incompreso e poi acclamato, anche se all'inizio rinchiuso col suo autore nell'etichetta del «teatro dell'assurdo». Citato e talvolta abusato dal teatro contemporaneo, a cominciare dal titolo che è entrato nel linguaggio comune, visto l'intrigo su chi potrebbe essere quel benedetto signor Godot che Vladimiro ed Estragone si ostinano ad attendere, quasi sapendo benissimo che non verrà mai (e che il nome Godot evochi lo stesso nome di dio in inglese, non fa che complicare le cose, benché il testo abbia segnato il passaggio dell'autore dall'inglese al francese....).
Talmente è entrata nella lingua contemporanea l'espressione del titolo, che Claudio Lolli ci fece una delle sue più fortunate canzoni, tormentone e programma esistenziale, nell'oggi lontano 1972. E con intelligenza Latella parte proprio da quella canzone, che apre lo spettacolo cantata alla chitarra, per concludersi, alla fine delle inutili attese, niente meno che con il militare Silenzio d'ordinanza (però lì ci sarebbero state più surreali variazioni d'epoca, da Ninì Rosso a Dalida). Latella sposta la prospettiva dello spettacolo tutta sul palcoscenico, dove siede anche il pubblico, attorno al classico albero di rigore beckettiano, che all'inizio è steso a terra, come fossero lunghe fette di legno, per poi essere ricompattato dagli stessi attori nella seconda parte. Gli attori, non solo per questa fatica fisica ovviamente, costituiscono il grande punto di forza del lavoro. Tutti hanno un'intensità, e nello stesso tempo una misura, da rendere esemplare il modo in cui pronunciano le parole dello scrittore irlandese, ma anche come ne traducono in gesti, movimenti, sospensioni, accaloramenti e prese di distanza, lo spirito più profondo. E non è né facile né scontato, proprio a causa della notorietà dell'opera e del suo testo.
Non c'è mai banalità, semmai scatta spesso il coinvolgimento soprattutto dietro al tour de force di Annibale Pavone e Fabio Pasquini, i due vagabondi protagonisti, tra clownerie e una assai concreta «normalità», che con una «naturalezza» che deve essere calibrata al millesimo, danno voce e corpo a questo moderno e laico «mistero». L'ossessione dell'attesa prolungata non si fa mai coazione a ripetere, e il solo loro muoversi sembra cambiare il disegno della scena (firmata dallo stesso Latella, mentre il disegno delle luci è di Simone De Angelis). Non è minore l'impegno sul palcoscenico degli altri interpreti: Giuseppe Papa è Lucky, Stefano Laguni è Pozzo, Marco Lorenzi è il ragazzo. Tutti attori nel senso pieno, che rendono un po' inutili le molte variazioni in cui in questi anni si è voluto reinventare Godot.
Latella se ne è concessa una di invenzione, clamorosa, nell'epifania finale, quella accompagnata appunto dalla tromba del Silenzio. Quando per por termine a quell'attesa inutile ed eterna, si accendono le luci in platea, dove ad ogni poltrona è sovrapposta una bombetta molto beckettiana. Per gli spettatori è vedere, come in uno specchio, il proprio fantasma generato dall'attesa di Godot, e anche la propria seriale mancanza di animazione. Davanti a quella vista, verrebbe da ricominciare a pensare lo spettacolo, che nella memoria va infatti a prolungarsi, tra la celebrità di un testo dove non succede «nulla», e le infinite suggestioni che pure continua a generare.

postato da: erica1cate alle ore 16:13 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, programma, antonio latella
lunedì, 09 aprile 2007

BRUNO MUNARI IN MOSTRA AL CASTELLO DI MELEGNANO (MI)

Bruno Munari



Disegni e libri dalla collezione Giancarlo Baccoli

A cura di Andrea Tomasetig

Cent'anni fa a Milano nasceva Bruno Munari, una delle personalità piu' poliedriche e affascinanti dell'intero Novecento artistico italiano, attivo dall'esordio futurista alla fine degli anni Venti fino al termine della sua lunga vita. Pittore, designer, pedagogo, ma anche e soprattutto autentico genio del libro del Novecento nella veste di grafico editoriale, illustratore, inventore di libri per bambini e adulti. Il comune di Melegnano e il sistema bibliotecario Milano Est, a cui fanno capo 34 biblioteche di 27 comuni dell'area, intendono rendere omaggio in particolare all'artista del libro con una mostra in tema.

È la prima di numerose mostre previste in Italia e all'estero ed e' resa possibile grazie al Centro Arte Contemporanea di Cavalese (Trento) e al collezionista Giancarlo Baccoli, che ha frequentato Bruno Munari fin dagli anni Sessanta e ha raccolto bel 1.150 disegni e fogli originali preparatori di 23 suoi volumi. In questo modo le idee dell'artista (-le prime idee- le aveva consapevolmente definite), fissate sulla carta attraverso parole e disegni, giungono fino a noi, che possiamo cosi' ricostruire i vari passaggi mentali, grafici e tipografici di opere giocate essenzialmente sul piano dell'immagine. Sono veri e propri menabo' d'artista, che solo un lungimirante collezionista poteva avere l'intelligenza di preservare dalla dispersione, riunire e conservare, e che e' auspicabile possano presto trovare una definitiva adeguata collocazione.

La mostra al castello Mediceo di Melegnano espone per la prima volta l'intero menabo' originale, composto di oltre 50 disegni, di uno dei libri piu' ricchi di grazia e di spirito di osservazione, Disegnare il sole (1980), che conserva ancora intatta la sua freschezza. L'allestimento alterna pagine disegnate a mano con le pagine stampate e consente cosi' di entrare nella testa dell'autore e dentro il libro. Una seconda sezione presenta i bozzetti originali di varie copertine realizzate soprattutto per la casa editrice Einaudi, tra cui alcuni numeri uno di collane editoriali ideate da Munari. Una terza sezione, infine, offre una selezione di libri celebri e materiali minori curiosi e rari (inviti, presentazioni, depliant, fotografie, ecc.). Sono esposte complessivamente circa 130 opere.

Di rilievo sono le iniziative collaterali, a partire dalla conferenza inaugurale dedicata alla -Pedagogia di Bruno Munari- e rivolta agli insegnanti del Milanese, tenuta da Alberto Munari, direttore del dipartimento di psicologia dell'educazione all'università di Ginevra e autorevole continuatore del metodo pedagogico ideato dal padre. Inoltre, verranno realizzati 28 laboratori munariani riservati alle scuole dell'area, a cura dei docenti coordinati da Elena Fabris.

Conferenza del professor Alberto Munari su -La pedagogia di Bruno Munari-: sabato 31 marzo alle ore 16.00 al castello Mediceo di Melegnano.

Per informazioni:

Libreria Galleria Andrea Tomasetig, tel. 0295360713, fax 0295360717;

Biblioteca di Melegnano, tel. e fax 0298230653-0298236493,
e-mail: f.fornaroli@bibliomilanoest.it.

Inaugurazione della mostra: sabato 31 marzo alle ore 18.00 al castello Mediceo di Melegnano.

Castello Mediceo - Melegnano (MI)

... grande e cortesissimo uomo! un'altra persona che ci manca silenziosamente...

postato da: erica1cate alle ore 16:59 | link | commenti
categorie:
venerdì, 06 aprile 2007

ANTONIO LATELLA AL FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI!

Festival delle Colline
 

Vi inviamo,
con gli auguri di Buona Pasqua,
le prime informazioni:

- la XII edizione avrà luogo dal 7 giugno al 5 luglio 2007

- vedrà la partecipazione di:

Marco Gastini | Orthographe | Michele Di Mauro e Egumteatro | Vincenzo Schino | Mauro Avogadro | Teatro del Carretto | Suttascupa | Rabih Mroué | Snejanka Mihaylova | Associazione Baretti | Rudi Punzo e Terri Gambarin | JeanMarieVolonté | Daniele Gaglianone | Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa | Scena Verticale | Eva Meyer-Keller | Marie Cool e Fabio Balducci | Iraa Theatre | Emma Dante | Antonio Latella | Portage R.P. | Peter Brook | Teatrino Giullare | Raffaella Giordano | Ludovic Lagarde

Il programma definitivo sarà disponibile a maggio.

www.festivaldellecolline.it



edit dell'8.4.07: SERENA PASQUA anke da me!!! e.



postato da: erica1cate alle ore 12:13 | link | commenti
categorie: auguri, programma, antonio latella
martedì, 03 aprile 2007

GIUSEPPE BATTISTON ANCORA OGGI ALLO SPAZIO PIM

A quel cielo lontano

Il mio Pascoli

A quel cielo lontano Giuseppe Battiston, Renata Molinari e "il Gatto"

Pensare a Giovanni Pascoli fa tornare indietro con la memoria, magari ai (bei) tempi degli studi, quando ognuno di noi ha avuto a che fare con qualcuno che tentava di spiegare, di tradurre di esemplificare le parole della sua poesia.
E si cresce ( almeno io sono cresciuto), con l'immagine di un poeta tenero, cultore dei ricordi e dei valori più belli, la natura, la famiglia, l'età dell'innocenza, e allo stesso tempo lacerato e segnato dalla tragedia dell'uccisione del padre.

Giovanni Pascoli

Ma esiste un altro Pascoli, che io non conoscevo, che Renata chiama "il mio Pascoli", che guarda "a quel cielo lontano", e appartiene agli accadimenti della vita, alla passione politica e a tutte quelle situazioni che traspaiono dalla produzione epistolare.
Leggendo alcune lettere scopriamo nel nostro Pascoli una forte tensione verso il sociale, e una stretta appartenenza al movimento socialista prima, e ad un socialismo tutto personale poi, frutto di un'analisi molto profonda e, mi sento di dire, molto attuale.
Renata mi ha fatto leggere alcuni scritti che mi hanno molto emozionato, e condivido con lei la necessità di comunicare tali emozioni.
Vorremmo creare uno spettacolo non per narrare la vita di Pascoli, non per tenere una lezione di letteratura, ma per "trasfondere in voi qualche sentimento e pensier mio non cattivo... Vorrei che pensaste con me che il mistero, nella vita, è grande, e che il meglio che ci sia da fare, è quello di stare stretti più che si possa agli altri, cui il medesimo mistero affanna e spaura." ( Giovanni Pascoli)
G.B.


TEMI E ARGOMENTI

Momenti di vita e poesia tenuti assieme da un filo particolare: Pascoli socialista: "Veramente la parola socialismo, come la parola anarchia, ha preso dei significati così vari, a volte pusilli, a volte larghissimi: e non c'è da fidarsi. Ma nel senso, diremo così, etimologico, io sono socialista, e in quello che scrivo, applico il pensier mio". (settembre 1894, a Ugo Ojetti)
Il sentimento del dolore, la pietà, il grande tema dell'emigrazione, nella vita e nel mondo: "vi è una somma grande di dolore non necessario, proveniente dalla stessa costituzione sociale".
La confusione della modernità, le insidie dell'emancipazione. Pascoli "minchione", come diceva Carducci, Pascoli che non sa pensare a se stesso, che non sa sistemarsi, Pascoli sempre in contatto con il mistero.
". . .Io non voglio farmi onore; voglio, cioè vorrei trasfondere in voi, nel modo rapido che si conviene alla poesia, qualche sentimento e pensier mio non cattivo. . . Vorrei che pensaste con me che il mistero, nella vita, è grande, e che il meglio che ci sia da fare, è quello di stare stretti più che si possa agli altri, cui il medesimo mistero affanna e spaura." Il mistero e il sentire come organo del presente e della storia.
La storia nella poesia e nella politica: il Passatore e Artusi dentro la Romagna di Pascoli. Noi dentro le sue voci.

... e poi Giovanni  Passannante (l'attentatore lucano d Umberto I), la riviviscenza fotografica, il nuovo secolo (il 900), l'elettricità... molto interessante... Battiston nn delude mai. e.

postato da: erica1cate alle ore 10:49 | link | commenti (4)
categorie: programma
domenica, 01 aprile 2007

Auguri!

Buon compleanno ai gemelli Fred & George Weasley. E a un'altra persona.

postato da: cabepfir alle ore 09:47 | link | commenti (4)
categorie: auguri