MF e compagnia bella

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martedì, 29 aprile 2008

Illusioni cadute nel giardino delle coscienze perdute
Teatridithalia rilegge il testo di Cechov, il baratro della società russa a pochi anni dalla rivoluzione
 
Gianfranco Capitta
Roma

Un testo fondamentale del novecento, che dopo più di cento anni riesce ancora a parlarci in modo forte e vibrante, coinvolgendo esistenze e sentimenti in un problema che è anche politico e civile: il Giardino dei ciliegi è stato scritto da Anton Cechov ai primi del novecento, ultimo suo testo teatrale prima della morte. Andò in scena al Teatro d'arte di Mosca nel 1904, alla vigilia immediata dei moti rivoluzionari di Odessa, causando anzi grandi discussioni e divisioni tra l'autore e Konstantin Stanislavskji, il maestro russo di attori e regia, e che pure aveva portato alla ribalta le altre opere dello scrittore.
Lo spettacolo che un paio di anni fa ne ha tratto Teatridithalia (al Quirino fino al 4 maggio), ha come interprete e responsabile primo Ferdinando Bruni (che firma regia, scene e costumi), ma vede in scena tutti i «soci» storici dell'Elfo, da Elio De Capitani che è Gaiev, lo svagato fratello della protagonista Ljubov, Ida Marinelli, e non mancano attorno a loro Corinna Agustoni, Cristina Crippa e Luca Toracca ( e poi Fabiano Fantini a Elena Russo Arman del gruppo milanese). Insomma si potrebbe definire quasi una «lettura di famiglia» del capolavoro cechoviano, dentro quel salone chiuso di una casa in decadenza, destinata a implodere e venire distrutta come il Giardino del titolo, per fare posto a lottizzazioni di villette a schiera, per le nuove classi urbane emergenti.
La scelta di chiudere la vicenda in quell'interno claustrofobico e delabré, non è secondaria se si pensa ai segni scenici che legano alla memoria le più importanti edizioni dei Ciliegi: la teoria di alberi «veri» di Visconti; la vela di Strehler che dal fondo arrivava sul palcoscenico; l'accumulo di tappeti di Peter Brook. Qui anche l'aspetto ambientalista, come pure quello esistenziale, è stato fino in fondo interiorizzato. Tutto sembra essere già alle spalle, come lottizzazioni e scempi ambientali ed ecomostri di cui sono piene le nostre cronache. E davanti al disastro ineluttabile, i personaggi di Cechov (belli, ricchi di anima e di sentimenti) sembrano già soli con se stessi, senza più una direzione cui rivolgersi: il segnale del treno che apre e chiude lo spettacolo va verso mete scontate e improbabili, certo non porta verso la felicità. Quei personaggi danno quindi fondo alla loro residua umanità: battute e ricordi, illusioni e beffe, numeri da circo come quelli della governante Charlotte, scene madri presto dismesse), della divina Ljubov, incosciente e scialacquona.
Chi acquista echi inconsueti (grazie anche all'interpretazione di Bruni) è il parvenu Lopachin, di solito un insopportabile volgarone arricchito, che grazie all'amministrazione poco limpida della tenuta, si può permettere di riacquistarla all'asta del giudizio. Qui ha la coscienza amara di essersi inutilmente preparato a dar vita alla nuova classe dirigente: quella che dovrebbe prendere in mano la situazione, tanto da essere aggiornato e colto in economia, dei nuovi bisogni e di prossime organizzazioni sociali. Quella classe che forse lo stesso Cechov agognava, per rendere più moderno il pianeta Russia che gli zar tenevano sprofondato nel passato. E che trovava i più fieri nemici proprio in tipi come il vecchissimo servo Firs, ancora scioccato dalla abolizione della schiavitù della gleba, e che rimarrà alla fine solo e chiuso nella casa da distruggere, mentre cominciano a venire abbattuti i ciliegi. Come certi ingenui che si attardano a osservare i passaggi da un ordinamento ad un altro, mentre il nuovo assume il volto del passato nel mangiarsi il presente.

il manifesto 27.4.08, tornando da roma, x consolarmi una bella rece d capitta... ancora una volta mi trovo d'accordo con lui!
postato da: erica1cate alle ore 08:53 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, articoli, elio de capitani, ferdinando bruni
lunedì, 28 aprile 2008

VIRGILIO SIENI AL TEATRO OUT OFF

Sonate Bach
di fronte al dolore degli altri

Compagnia Virgilio Sieni
coreografia e regia Virgilio Sieni
con Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa
musica J.S. Bach
costumi Giulia Pecorari
luci Vincenzo Alterini




Teatro Out Off

Via Mac Mahon, 16 – Milano
Lunedì 28 Aprile 2008 - ore 21.00

Un'intensa testimonianza sugli orrori contemporanei, realizzata nel 2007 da Virgilio Sieni, in stretta consonanza con l'ultimo libro di Susan Sontag, Regarding the Pain of Others (2003). Con questo suo importante lavoro, Sieni prende atto dell'orrore dei più recenti massacri senza apertamente protestare, così che chi guarda non è più un voyeur, mentre i corpi dei quattro interpreti testimoniano l'orrore, evocato o alluso soltanto da una serie di fredde didascalie (date e luoghi), senza commenti né sentenze, ossia senza lo spettacolo della sua rappresentazione. La continua sottrazione di figure impedisce il completarsi dei tableaux in immagini da contemplare nella loro possibile bellezza. Mentre soltanto il filmato di Adriano Sofri sui cani di Sarajevo (1994) è l'unico vero momento di rappresentazione del male e della sua ferocia, ma appunto nella sua dimensione bestiale, extra-umana. Sieni è riuscito, in questo straordinario lavoro, a neutralizzare i sentimenti per evitare strumentalizzazioni delle emozioni: tutto, qui, punta alla riflessione di chi guarda, e non certo al richiamo all'azione, per un esempio tra i più alti, in danza, di poesia civile. [s.t.]

www.exister.it

 

postato da: erica1cate alle ore 01:11 | link | commenti (1)
categorie: eventi, danza
mercoledì, 23 aprile 2008

FORLI' E ROMA: IL VICARIO

Il Vicario di Rolf Hochhuth

Teatro Diego Fabbri website
C.so A.Diaz, 47 - 47100 Forlì


aprile 2008 | 24 | +39 0543 712166

Piccolo Eliseo Patroni Griffi website
via Nazionale, 183 00184 Roma

aprile 2008 | 25 / 26 / 27 | +39 06 48872222

 

progetto e lettura:
matteo caccia | marco foschi | annibale pavone |enrico roccaforte | cinzia spanò | rosario tedesco

coordinamento: cinzia spanò
adattamento e regia: rosario tedesco

produzione teatro filodrammatici - milano

postato da: erica1cate alle ore 08:58 | link | commenti (10)
categorie: eventi, programma, marco foschi, rosario tedesco
martedì, 22 aprile 2008

'IL GIARDINO DEI CILIEGI' AL TEATRO QUIRINO DI ROMA

Teatro Quirino, Roma 22 aprile - 4 maggio 2008
Ida Marinelli, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni
Il giardino dei ciliegi
di Anton Čechov
italiano di Ferdinando Bruni (supervisione di Rosa Molteni Grieco)
uno spettacolo di Ferdinando Bruni
con Ida Marinelli (Ljubov' Andreevna), Elio De Capitani (Gaev) Ferdinando Bruni (Lopachin), Elena Russo Arman (Varja) Angelica Leo (Anja), Luca Toracca (Piscik), Vittorio Attene (Trofimov) Cristina Crippa (Duniasha), Nicola Stravalaci (Epichodov), Corinna Agustoni (Charlotta Ivanovna), Fabiano Fantini (Firs) Edoardo Ribatto (Jasha)
musiche di Filippo Del Corno eseguite da Sentieri Selvaggi
luci di Nando Frigerio
suono di Jean-Christophe Potvin
una produzione TEATRIDITHALIA in collaborazione con Teatro La Nuova Fenice/Comune di Osimo e Amat

Un’enorme tenuta che va alla malora, un frutteto che una volta all’anno, nel mese di maggio, si copre di fiori bianchi e diventa “giardino”, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. Ogni anno il ciclo delle stagioni si compie, e ogni anno il giardino ritorna giovane, ricomincia la sua vita. A contemplare questo miracolo per l’ultima volta, riuniti nella grande casa dell’infanzia, i personaggi della commedia non possono che scorgere su di sé, ognuno nell’altro, i segni del tempo che passa, il miracolo che su di loro non si compie, l’approssimarsi di una resa dei conti col proprio destino. Così nell’arco di un’ultima estate, si compie una vicenda fatta di nulla, ma che attraverso il chiacchiericcio inconsistente che copre la disperazione, attraverso pause di silenzio da riempire subito di risate o di lacrime, lascia intrasentire “il ridacchiare del tempo, quel galoppo da padrone”, lascia intravedere la ferite della vita che se ne va “senza averla vissuta”.

Con alle spalle i successi della stagione appena conclusa, torna in scena Il Giardino dei ciliegi diretto da Ferdinando Bruni, per un tour che impegna lo spettacolo nei primi mesi del 2008. Il cast dello spettacolo, quasi interamente riconfermato, comprende i nomi storici della compagnia: in primo luogo Ida Marinelli nel ruolo protagonista, Elio De Capitani in quello di suo fratello Gaev, e, per prima volta, Ferdinando Bruni nel ruolo del mercante Lopachin, oltre a Corinna Agustoni, Cristina Crippa e Luca Toracca. Accanto a loro quattro volti ormai di casanella conpagnia dell’Elfo - Elena Russo Arman, Alessandro Genovesi e Fabiano Fantini - e i nomi nuovi della giovane Angelica Leo, di Edoardo Ribatto e di Vittorio Attene.

Dodici attori, sotto l’attenta direzione di Bruni, mettono in gioco la coralità, la sensibilità e la maturità di un gruppo e delle sue singole personalità, nell’allestimento di questa commedia rarefatta, buffa e disperata che ha per protagonista il tempo e il suo trascorrere nella vita degli individui e del mondo. La regia colloca i quattro atti del Giardino dei ciliegi in una specie di limbo, l’antica stanza dei bambini, che è simbolicamente punto di ritrovo per la famiglia di Ljuba, fra oggetti concreti, ma carichi di valenze evocative: la lavagna con l’alfabeto cirillico-europeo, i tabelloni illustrati per imparare il francese (la lingua dell’aristocrazia, la lingua dell’esilio), gli uccelli impagliati, prigionieri di una vita artificiale, oggetti che piano piano andranno sparendo, recidendo legami col passato, fragili e malati, lasciando spazio alla durezza impietosa del presente o alle utopie luminose del futuro.

... e guardate le belle foto di Luca Piva http://www.flickr.com/photos/benjamino/

postato da: erica1cate alle ore 08:35 | link | commenti (1)
categorie: eventi, foto, programma, elio de capitani, ferdinando bruni
lunedì, 21 aprile 2008

STASERA A 'IL CONSIGLIO TEATRALE' SI PARLA DE 'IL VICARIO'

RADIO 3 RAI H22.50 RUMORI FUORI SCENA :-) 
postato da: erica1cate alle ore 07:00 | link | commenti (2)
categorie: interviste, marco foschi, rosario tedesco
venerdì, 18 aprile 2008

INTERVISTA AUDIO DI ANTONIO LATELLA

Goldoni come non l'avete mai visto

 

 

 

Antonio Latella , Rechte: Bild vergrößern

Antonio Latella

Due famiglie, i Philips, tedeschi e i Leonardo, italiani, partono in vacanza in Toscana. E' l'Italia dei nostri giorni, ma anche quella di Carlo Goldoni, del 18 esimo secolo. Il regista napoletano Antonio Latella mette in scena al Schauspielhaus di Colonia la "Trilogia della villeggiatura/Die Trilogie der Sommerfrische", un progetto ambizioso in due lingue, italiano e tedesco. Uno spettacolo di diverse ore, diviso in tre parti, in parte basato sul testo originale di Goldoni, ma ampiamente elaborato. Il regista, 41 anni, da tre anni vive e lavora tra l'Italia e Berlino. Ci racconta il suo spettacolo, un viaggio tra due culture due lingue che alla fine diventa una cultura sola. Una commedia umana, in cui si ride ma non solo.

DA OGGI 'LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA' D NUOVO A COLONIA 
postato da: erica1cate alle ore 08:59 | link | commenti (3)
categorie: interviste, antonio latella
giovedì, 17 aprile 2008

NUOVO TEATRO NUOVO, OH CARO!

 

dal 18 al 27 aprile

MANCA SOLO LA DOMENICA

 

da Pazza è la luna di Silvana Grasso - Einaudi 2007
con Licia Maglietta, Vladimir Denissenkov

 

Esistono amori che non danno la felicita' ma....se ne possono vivere altri!
Ma Borina, all'anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, trasforma, trasforma tutto fino all'estremo, fino in fondo.
Andare lontano dalla propria casa.
Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi.
E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica.
Come una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese, ne affianca un'altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di VEDOVA!
L'unico cruccio resta la domenica.
Sì, manca solo la domenica.....
Licia Maglietta

 

 

giovedì 24 aprile, ore 18

alla FNAC - Via Luca Giordano, Napoli

incontro con  

Licia Maglietta, Vladimir Denissenkov

e Silvana Grasso

coordina la prof. Antonia Lezza

docente di letteratura teatrale italiana  - Università degli Studi di Salerno

 

 

 

 
adattamento, scene e regia Licia Maglietta

prodotto da Teatri Uniti
postato da: erica1cate alle ore 10:29 | link | commenti
categorie: eventi, programma
mercoledì, 16 aprile 2008

FACE A' FACE AL NUOVO TEATRO NUOVO DI NAPOLI

Face à Face (II Edizione)

parole di Francia per scene d'Italia

 

mercoledi 16  aprile, ore 21

 

L'altro

testo di ENZO CORMANN

lettura con

Giorgia Salari,Giuseppe Papa, Sabrina Jorio

a cura di Tommaso Tuzzoli

traduzione Gioia Costa

 

Ignorando tutto l'una dell'altra, due donne, Mado e Lila, hanno creduto per quindici anni di essere ciascuna "la metà" dello stesso uomo. Appena le due scoprono di essere state, per tutti quegli anni, metà della metà, "l'uomo dai due indirizzi" scompare senza lasciare traccia.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

postato da: erica1cate alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: eventi
martedì, 15 aprile 2008

DOMANI PENULTIMO APPUNTAMENTO DI 'EXISTER'

Exister_08 – Danzare nel silenzio
rassegna di danza contemporanea itinerante
Milano - 15 gennaio – 28 aprile 2008 - ore 21.00

 

Carne

ideazione, regia e coreografia
Juan Diego Puerta Lopez
con Daniele Arceri, Anna Basti, Clelia Fumanelli, Marika Riggio, Sara Rossi,Valerio Tambone
musica Giuliano Lombardo, Susumo Yokota
J.S. Bach, Autechre, Matmos
sonorizzazione Giuliano Lombardo
scene Valerio Cervino
luci Proyecto JDPL
foto Paolo Porto

 

Palazzina Liberty
Largo Marinai d’Italia, 1 – Milano
Mercoledì
16 aprile 2008 - ore 21.00



Una sorta di ring delimitato da quattro tiri di filo spinato è abitato da sei corpi, mere presenze della soggettività, senza maschere né ruoli riconoscibili, ma di volta in volta vittime e carnefici. Mettono in scena lo strazio muto di un rituale di sempre, quello della guerra, «madre di tutte le cose» secondo Eraclito. In questa difficile riflessione danzata di Juan Diego Puerta Lopez, ospitata a contrasto in uno spazio dischiuso e ricco di memoria come la Palazzina Liberty, si assiste a un gesto violento e senza distanza, attraverso cui l'esperienza della visione deve trasformarsi nello spettatore in un discorso emotivo capace di maturare una più sensibile consapevolezza. Il senso della persecuzione dei corpi caduti e della claustrofobia dei respiri, la realtà del rischio e della violenza anche esposta in un mondo ordinato fatto di geometrie, e continuamente ricordata da una martellante partitura sonora, non ci può rassegnare a un'idea astratta di necessità della guerra,ma ricondurre al suo più vero, impoetico volto.

 

 

leggi sul sito il programma completo della rassegna >>

 

Biglietti
intero €12
ridotto € 10 (under 18 over 60 –soci Touring Club Italiano)

convenzione
scuole di danza/teatro - tesserati Arci € 7

Informazioni e prenotazioni: EXISTER
Tel  02 8372015  -  334.9985224
info@exister.it    -    prenotazioni@exister.it
www.exister.it

le prenotazioni sono possibili fino alle ore 17.00 del giorno dello spettacolo


ideazione e coordinamento
Annamaria Onetti    Mario Nuzzo

 
Un ringraziamento particolare per il sostegno ricevuto a
Associazione CRT

postato da: erica1cate alle ore 08:13 | link | commenti (1)
categorie: danza
sabato, 12 aprile 2008

'IL VICARIO' RICOMINCIA DA BARI


STASERA H21

• Teatro Kismet OperA website
Strada San Giorgio Martire 22/f - 70123 Bari 

+39 080 5797667

 

postato da: erica1cate alle ore 15:27 | link | commenti (1)
categorie: eventi, programma, marco foschi, rosario tedesco