Il vicario (photo: teatroeliseo.it)
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MF e compagnia bella
aggiornamenti su Marco Foschi, Antonio Latella e altre notizie teatrali
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con Salvatore Caruso
Arturo Cirillo
Michelangelo Dalisi
Rosario Giglio
Danilo Nigrelli
Monica Piseddu
Luciano Saltarelli
Sabrina Scuccimarra
regia Arturo Cirillo
scena Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto
Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Teatro Nuovo srl
Exister_08|09 – Contaminazioni
rassegna di
Milano
27 aprile 2009 - ore 21.00
Teatro dell’Elfo
Via Ciro Menotti, 11 - Milano
Compagnia Virgilio Sieni
COMMEDIA DEL CORPO E DELLA LUCE
interrogazioni alle vertebre
prima milanese
coreografia, regia, scene Virgilio Sieni
musica originale eseguita dal vivo dall’autore al contrabbasso Stefano Scodanibbio
collaborazione alla drammaturgia Giorgio Agamben
con Virgilio Sieni, Stefano Scodanibbio, Giuseppe Comuniello
assistente alla regia Caterina Poggesi
assistente alla coreografia Chelo Zoppi
costumi Laura Dondoli
luci Virgilio Sieni e Luisa Giusti
responsabile allestimento Edoardo Ridi
tecnico luci Davide Cavandoli
un ringraziamento particolare a Ramona Caia, Jacopo Jenna
produzione 2009 Fondazione Romaeuropa - Arte e Cultura, Romaeuropa Promozione Danza,
SACD/Festival d’Avignon/ Sujets à Vif, Compagnia Virgilio Sieni
in collaborazione con
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana,
EXISTER_08/09-Contaminazioni partecipa alle Giornate della Danza 2009, presentando al Teatro Dell’Elfo la nuova creazione di Virgilio Sieni, Commedia del corpo e della luce_interrogazioni alle vertebre, coprodotta da Romaeuropa Promozione Danza e
Commedia del corpo e della luce_interrogazioni alle vertebre nasce dalla collaborazione tra Virgilio Sieni, il compositore Stefano Scodanibbio, autore delle musiche originali che esegue dal vivo al contrabbasso, e il filosofo Giorgio Agamben, che ha collaborato alla drammaturgia.
In scena, oltre allo stesso Sieni e al compositore, una terza presenza, Giuseppe Comuniello, un giovane non vedente alla sua prima esperienza teatrale.
Giuseppe indica a Virgilio il suo modo di ascoltare e di stare nello spazio, la sua presenza diviene quasi uno sdoppiamento del corpo, un decentramento.
Nel susseguirsi delle scene si delinea un percorso per tappe, scandite dall’apparizione di oggetti con cui il corpo interagisce e che diventano appendici fisiche e sonore; queste compongono, insieme alle note di Scodanibbio, una partitura musicale organica.
Restano forti i temi fisici già attraversati negli studi di Avignone: ascoltare attraverso il movimento del volto, trasfigurare il volto e il corpo, renderlo disumano, creare cesure, attese e sospensioni di tempo tra le vertebre, privilegiare l’equilibrio attraverso le costole.
In questo sempre ritrovare l’andatura, il filosofo Giorgio Agamben vede che “ il corpo, amnesico e tuttavia immemorabile, dinoccolato e incessantemente rivertebrato, che risulta da questo esercizio implaccabile, evoca l’atletismo della Commedia dell’Arte o della Supermarionetta di Craig, che, nel gesto stesso in cui mostra che l’uomo è inutilizzabile
VIRGILIO SIENI
Coreografo e danzatore, è un protagonista della
Si è formato tra Firenze, dove è nato, Amsterdam, New York e Tokyo; il suo percorso comprende, oltre alla danza classica e contemporanea, studi di arte e architettura e pratiche
Ha ricevuto per due volte il premio Ubu (il più importante premio italiano per
Oltre al
Per la creazione dei suoi lavori si è spesso avvalso della collaborazioni di artisti visivi, musicisti e compositori di rilievo internazionale; tra i musicisti si ricorda Alexander Balanescu, Giorgio Battistelli, Ennio Morricone, Steve Lacy,
Virgilio Sieni, oltre che coreografo, è artista poliedrico e realizza lavori di diversa natura (performance, video, fotografia, installazione, editoria), spesso coinvolgendo persone non professioniste delle discipline artistiche e attuando una rivisitazione artistica e urbanistica dei territori in cui opera.
Dall'esperienza di questi progetti è nata l'idea dell'Accademia sull'arte del gesto, fondata da Virgilio Sieni nel 2007.
Prezzo dei biglietti:
Intero - 15,00 €
Ridotto - 12,00 €
Sono previste riduzioni per giovani e anziani, Touring Club - Soci Coop – Soci Arci 12,00 €
Gruppi minimo 5 persone e scuole danza/teatro - 10,00 €
ODIO IL LUNEDI'
FACE à FACE
Parole di Francia per scene d’Italia / Parole d’Italia per scene di Francia
Terza edizione 2009 - Italia / Francia
QUESTO FIGLIO
di Joël Pommerat
traduzione a cura di “Tradurre per la scena” diretto da Ida Portofido
lettura scenica a cura di Tommaso Tuzzoli
con Andrea Capaldi, Silvio Laviano, Sabrina Jorio, Peppe Papa, Giorgia Salari
Comitato artistico Face à face – Italie
Olivier Descotes, addetto culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia
Antonio Calbi, direttore del settore spettacolo del Comune di Milano
Gioia Costa, traduttrice e studiosa di teatro francese
Christine Ferret, responsabile dell’editoria all’Ambasciata di Francia in Italia
Massimo Monaci, direttore del Teatro Eliseo
Organizzazione generale in Italia
PAV de Claudia Di Giacomo, Roberta Scaglione
Comitato artistico Face à face – Francia
Rossana Rummo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi
Ninni Cutaia, direttore dell’Ente Teatrale Italiano
Marie Raymond, responsabile del Teatro a Culturesfrance
Organizzazione generale in Francia
PAV avec Judith Martin
Per Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia, Napoli partecipa con un Focus su Joël Pommerat. Il testo Cet Enfant (Questo figlio) ,verrà presentato in due versioni, in un vero dialogo “face à face”: la lettura scenica in italiano a cura di Tommaso Tuzzoli il 27 aprile al Nuovo Teatro Nuovo e lo spettacolo in lingua originale francese, con la regia e il gruppo di attori di Joël Pommerat, al Mercadante Teatro Stabile di Napoli in prima italiana assoluta il 7 e l’8 maggio.
Questo figlio è nato in seguito ad una serie di incontri con donne di diverse città della Normandia (progetto commissionato dalla Casse d’Allocations Familiales e dal Centre Darmatique Nazional- Comédie di Caen), durante i quali Pommerat e la sua compagnia di attori hanno avuto dei colloqui sul tema della famiglia. L’autore ha quindi scritto una pièce dove esplode con grande evidenza la difficoltà che hanno genitori e figli a capirsi e a intendersi. Cet Enfant è dunque composto da una serie di sequenze immaginate, di confronti familiari che portano al massimo le abituali tensioni dei legami genitori – figli. Le scene riflettono e raccontano quanto sia ampia la portata e la complessità del legame di e con la propria famiglia di origine, una volta confusa con la nostra storia di vita, con la storia di quel genitore che “forse” siamo e con il figlio o la figlia che siamo sempre.
Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia giunge nel 2009 alla sua terza edizione. Il progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008.
Face à Face ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e di interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano. I due paesi hanno infatti due sistemi teatrali culturalmente e organizzativamente piuttosto diversi, seppure con qualche punto di contatto; nondimeno il dialogo “teatrale” fra le due nazioni si è mantenuto costante nei decenni.
A partire dal 2009 il progetto si arricchisce di un’edizione in Francia, che si svolgerà in contemporanea all’edizione italiana, e sarà promossa dall’Ente Teatrale Italiano e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi attraverso la presentazione a Parigi e in altre città di dieci autori della drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con i teatri e gli operatori francesi.
L’edizione 2009 in Italia
In Italia, l’edizione 2009 di Face à face amplifica il suo raggio d’azione e mira ad approfondire l’indagine sulla drammaturgia francese contemporanea articolando le proposte in modo variegato. Saranno molte infatti le città che dedicheranno più di un appuntamento alla drammaturgia francese, Milano, Roma, Napoli e Torino in particolare ospiteranno spettacoli italiani e francesi in uno sforzo produttivo congiunto tra i diversi teatri e Face à face.
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Far East Film Festival, occhi aperti sul cinema asiaticodi Emanuele Bigi
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Variety lo ha inserito tra i cinquanta festival "imperdibili e necessari". Il Far East Film di Udine, giunto all'undicesima edizione, prosegue il suo cammino nell'ambito della cinematografia asiatica senza scomporsi. La fierezza dei risultati ottenuti si traduce in un programma sempre rigoroso e attento. Ormai è un dato di fatto: la rassegna è diventata punto di riferimento italiano ed europeo sullo status della settima arte in estremo oriente. (ilsole24ore.com - 24.4.09) |
26 APRILE H 17.30 - 20.30
MONTECOSARO - TEATRO DELLE LOGGE
VIIA BOLOGNA 65
VISIONI. Viaggio senza destinazione nelle viscere delle poetesse beat
Atto unico per testi poetici, due voci ed un violino
con
Mariangela D’Abbraccio
e Vanessa Cremaschi
testi
Diane Di Prima, Joanne Kyger, Lenore Kandel,
Janine Pommy Vega
musica
Vanessa Cremaschi
scenografia
Davide Orlandi Dormino
curatore video
Gennaro Esposito
costumi
Valentina Bacci
coordinamento artistico
Giorgia Berardinelli
regia
Vanessa Cremaschi
Le donne di oggi incontrano le donne di ieri per compiere insieme un breve viaggio rivelatore. E’ un incontro di anime, una corrispondenza di sensi - amorosi a loro modo - attraverso i linguaggi della musica e del verso poetico.
verità consapevolezza onestà esperienza emotività coscienza gioia dolore intimità percezione immaginazione anima psiche realtà vita morte tradimento sofferenza tenerezza infinito sesso amore sacrificio felicità coraggio audacia conoscenza irrequietezza tensione inquietudine serenità passione.
Queste sono le parole delle donne; donne cacciatrici di parole.
Quest’atto unico è un viaggio.
Viaggio senza destinazione perchè viaggio dei sensi, della coscienza.
INGRESSO GRATUITO
Giovedì 23 aprile 2009 ore 21,00
Teatro Mignon Tirano
Ingresso 10 € o con abbonamento
PRODUZIONI FUORIVIA presenta
La maglia nera -- gesta e ingegno di Luigi Malabrocca
Scritto e interpretato da Matteo Caccia
musiche originali di Gianni Coscia
regia di Rosario Tedesco
Atto unico.
Un unico attore sul palco.
Scenografia inesistente: solo una strana bicicletta ed una brocca d'acqua.
Questo è "La Maglia Nera", spettacolo teatrale scritto ed interpretato dal bravissimo Matteo Caccia. Un viaggio a tappe - 6, per la precisione - nel mondo del ciclismo d'altri tempi, quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali (ma anche quello dell'Italia post-bellica divisa tra PCI e DC, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando tutte quelle merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria). Un mondo che oggi potrebbe apparire surreale, che ci viene presentato attraverso gli occhi del grande Luigi Malabrocca, il "Cinese" di Garlasco (scomparso meno di un anno fà), famoso non tanto per le sue doti di ottimo ciclista, ma per essere un abitueé dell'ultimo posto nella classifica del Giro d'Italia, peculiarità che gli permise di costruire la sua popolarità e di prendersi soddisfazioni anche sul piano economico. In particolare, nel giro del 1949, la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo (scomparso nel 2004) per la corsa all'ultimo posto appassionò l'Italia tanto quanto quella che c'era in testa alla corsa, tra Coppi e Bartali.
In un momento storico in cui gli italiani si sentivano "ultimi", era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, arrivava ultimo ma arrivava, e l'unico modo in cui potevano premiarlo era attraverso i doni che conoscevano: salami, damigiane di vino, d'olio, formaggi e animali.
Una figura che dopo aver dato prestigio al ruolo dell'ultimo, elevandolo per la prima volta al rango dei primi, si concesse il lusso di vincere 2 campionati italiani di ciclo campestre, il ciclismo di campagna, regalando agli italiani un insperato sapore di riscatto e una nuova sensazione di speranza.
Scritto ed interpretato da Matteo Caccia, nel solco del teatro di narrazione, "La maglia nera" è una storia "di sfondo" che racconta un pezzo d'Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni '50, che con la semplice intenzione di fare la SUA storia è stato in grado di rappresentare LA storia. Quella di un paese piegato ma pieno di volontà e coraggio. La storia del nostro paese.
BIOGRAFIA MATTEO CACCIA
Nato a Novara il 24 luglio 1975
Vive a Milano.
TEATRO
Diplomato presso l'Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Inizia lavorando con Antonio Sixty, Andrea Taddei, Massimo Navone.
Nel 1999 conosce Antonio Latella che lo convoca insieme ad altri giovani attori e insieme, per formare un gruppo di lavoro con cui mettono in scena testi classici e contemporanei.
Romeo e Giulietta, Amleto, di W. Shakespeare, Stretta sorveglianza di J. Genet per i quali vincono il premio UBU nel 2001.
Collaborano con diversi teatri e produzioni da Elsinor di Forlì, al Teatro OUT OFF di Milano, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
Nel 2003 sono chiamati dal Teatro Stabile dell'Umbria per cui mettono in scena testi elisabettiani Shakespeare, La tempesta e poi Edoardo II di C. Marlowe.
Nell'autunno 2006 debutta con lo spettacolo narrato: La maglia nera, un monologo scritto ed interpretato, che racconta la vita e le gesta di un ciclista degli anni '50, divenuto famoso per aver scoperto che era più facile accaparrarsi le simpatie della gente arrivando ultimo piuttosto che ennesimo, meritandosi così il titolo di "maglia nera".
Il racconto è accompagnato dalle musiche originali per fisarmonica di Gianni Coscia.
Si accosta alla scrittura dedicandosi alla stesura di racconti brevi grazie ai quali si merita un premio ad un concorso organizzato dalla rivista Musica e dal Festival ArezzoWave, ed una segnalazione al Mei (meeting etichette indipendenti)
Nel 2005 comincia a scrivere per il teatro e il suo primo testo Hotelofficina è finalista del premio Riccioneteatro.
RADIO
Comincia a lavorare in radio presso l'emittente Radio Popolare di Milano, per cui è prima inviato della trasmissione satirica Sansone, e poi diventa autore e conduttore di programmi
Nel 2001 viene chiamato a Radio2 Rai, per cui da allora è autore e conduttore del programma estivo Aria Condizionata, trasmissione di intrattenimento e attualità. Attualmente cura sempre su Radio 2 la trasmissione "Amnesia" in onda tutti i giorni alle 12.00.
GRAZIE ALL'AMICA SEGNALATRICE LORENZA !!!
Il vicario (photo: teatroeliseo.it)

DA MARTEDÌ ALLA CORTE «ANGELS IN AMERICA» DI TONY KUSHNER
CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO
Angels in America di Tony Kushner, il testo teatrale che sarà in scena alla Corte da martedì 21 a domenica 26 aprile, è ormai considerato un classico negli Stati Uniti, premiato con il Pulitzer nel 1993 e già vincitore di numerosi Tony Awards, di cinque Golden Globe e di undici statuette agli Emmy Awards per la versione televisiva con Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson.
Coprodotto da Teatridithalia e da Emilia Romagna Teatro, Angels in America è stato premiato nella scorsa stagione con gli Olimpici del Teatro quale migliore spettacolo e migliore regia del 2008. Messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, lo spettacolo (che è consigliato ad un pubblico adulto per la crudezza del linguaggio e di alcune scene) si avvale dell’interpretazione di Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petracca. Scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni, video di Francesco Frongia e luci di Nando Frigerio.
Articolato in due parti (Si avvicina il millennio e Perestroika) dal suo autore Tony Kushner (nato nel 1956 e già conosciuto dal pubblico genovese per la “mise en espace” di Un posto luminoso chiamato giorno proposta dallo Stabile tre anni fa), Angels in America, di cui Bruni e De Capitani mettono in scena per ora solo la prima parte (la seconda si potrà vedere nella prossima stagione), è un’opera che affronta di petto il tema dell’identità, per sondarne nel profondo tutte le componenti (sessuali, razziali, religiose e culturali) e per dipingere un mondo – quello contemporaneo – nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
I due testi che in modo autonomo e complementare compongono questa saga, definita dal suo autore “Fantasia gay su temi nazionali”, raccontano le vicende sentimentali e i conflitti di due coppie. Da una parte, la relazione omosessuale tra Prior Walter, che scopre di essere malato di aids, e Louis Ironson, incapace di accettare la malattia e il dolore; e, dall’altra, il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt, dilaniato nelle scelte private e professionali, e Harper, giovane moglie depressa. Le loro storie s’intrecciano a quelle di Roy Cohn, personaggio realmente esistito, famoso e potente avvocato che nel 1952 fece condannare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, e di Belize, infermiere professionale ed ex travestito.
Per Angels in America – in scena alla Corte dal 21 al 26 aprile – sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.
Info: 010/53421 www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it orari: da martedì a sabato ore 20,30 domenica ore 16 prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore).
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