MF e compagnia bella

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mercoledì, 29 aprile 2009

NELLA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO STABILE DELLE MARCHE

dal 28 ottobre al 1 novembre 2009 | Teatro Sperimentale
I CAPOLAVORI - PROGETTO SHAKESPEARE

OTELLO
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli

con Salvatore Caruso
Arturo Cirillo
Michelangelo Dalisi
Rosario Giglio
Danilo Nigrelli
Monica Piseddu
Luciano Saltarelli
Sabrina Scuccimarra

regia Arturo Cirillo

scena Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto

Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Teatro Nuovo srl

L’Otello è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi. L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica. L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione. L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto che guarda il mare, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una locanda. Ma soprattutto sarà una prigione, dove un negro epilettico consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia satirica (vi è anche un clown), a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie, come il Tito Andronico. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio. Il  femminile si traveste, e si degrada,  per rivelare la sua assenza. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. É il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale, della gelosia, della brama, dell’atto animale. La storia finisce a letto, ma il letto c’era già, continuamente evocato. Brabanzio è cacciato fuori del letto, Otello lascia forse Desdemona a letto, il Doge potrebbe essere a letto, certo ci andrà poco dopo. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. É quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace. (Arturo Cirillo – note di regia).
postato da: erica1cate alle ore 14:09 | link | commenti
categorie: arturo cirillo, danilo nigrelli
lunedì, 27 aprile 2009

VIRGILIO SIENI: COMMEDIA DEL CORPO E DELLA LUCE

Exister_08|09 – Contaminazioni
rassegna di
danza contemporanea itinerante

 

Milano

27 aprile 2009 - ore 21.00

Teatro dell’Elfo

Via Ciro Menotti, 11 - Milano

 

Compagnia Virgilio Sieni

COMMEDIA DEL CORPO E DELLA LUCE

interrogazioni alle vertebre

 

prima milanese

 

coreografia, regia, scene Virgilio Sieni

musica originale eseguita dal vivo dall’autore al contrabbasso Stefano Scodanibbio

collaborazione alla drammaturgia Giorgio Agamben

con Virgilio Sieni, Stefano Scodanibbio, Giuseppe Comuniello

assistente alla regia Caterina Poggesi

assistente alla coreografia Chelo Zoppi

costumi Laura Dondoli

luci Virgilio Sieni e Luisa Giusti

responsabile allestimento Edoardo Ridi

tecnico luci Davide Cavandoli

un ringraziamento particolare a Ramona Caia, Jacopo Jenna

 

produzione 2009 Fondazione Romaeuropa - Arte e Cultura, Romaeuropa Promozione Danza,

SACD/Festival d’Avignon/ Sujets à Vif, Compagnia Virgilio Sieni

in collaborazione con Comune di Siena – Assessorato alla Cultura, Accademia sull’arte del Gesto

con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana,

Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura

 Durata 60 minuti  

EXISTER_08/09-Contaminazioni partecipa alle Giornate della Danza 2009, presentando al Teatro Dell’Elfo la nuova creazione di Virgilio Sieni, Commedia del corpo e della luce_interrogazioni alle vertebre, coprodotta da Romaeuropa Promozione Danza e dal Festival d’Avignone. Dopo esser stato presentato in forma di studio il 18 luglio 2008 al Festival francese, lo spettacolo ha debuttato in prima assoluta il 21 febbraio 2009 al Teatro Palladium di Roma nell’ambito di RomaEuropa Promozione Danza.

Commedia del corpo e della luce_interrogazioni alle vertebre nasce dalla collaborazione tra Virgilio Sieni, il compositore Stefano Scodanibbio, autore delle musiche originali che esegue dal vivo al contrabbasso, e il filosofo Giorgio Agamben, che ha collaborato alla drammaturgia.

In scena, oltre allo stesso Sieni e al compositore, una terza presenza, Giuseppe Comuniello, un giovane non vedente alla sua prima esperienza teatrale.

Lo spettacolo si presenta come una successione di quadri che emergono dal nero dello spazio scenico, dove si svolgono azioni coreografiche tra il danzatore, Sieni, e il giovane. Il rapporto tra i due è segnato da un reciproco farsi strada attraverso il buio, cercando la via di un ascolto rivolto all’interno e all’esterno, alla solitudine e al contatto con l’altro, nella dimensione dell’attesa, nella ricerca di un’eco, uno specchio. Una nuova relazione del corpo, disbasica e vibratile, che il coreografo identifica con qualcosa che è altro dalla danza.

Giuseppe indica a Virgilio il suo modo di ascoltare e di stare nello spazio, la sua presenza diviene quasi uno sdoppiamento del corpo, un decentramento.

Nel susseguirsi delle scene si delinea un percorso per tappe, scandite dall’apparizione di oggetti con cui il corpo interagisce e che diventano appendici fisiche e sonore; queste compongono, insieme alle note di Scodanibbio, una partitura musicale organica.

Restano forti i temi fisici già attraversati negli studi di Avignone: ascoltare attraverso il movimento del volto, trasfigurare il volto e il corpo, renderlo disumano, creare cesure, attese e sospensioni di tempo tra le vertebre, privilegiare l’equilibrio attraverso le costole.

In questo sempre ritrovare l’andatura, il filosofo Giorgio Agamben vede che “ il corpo, amnesico e tuttavia immemorabile, dinoccolato e incessantemente rivertebrato, che risulta da questo esercizio implaccabile, evoca l’atletismo della Commedia dell’Arte o della Supermarionetta di Craig, che, nel gesto stesso in cui mostra che l’uomo è inutilizzabile per il teatro, disegna il novum organum di un corpo a venire”.

 

 

VIRGILIO SIENI

Coreografo e danzatore, è un protagonista della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni '80, con il lavoro della sua prima compagnia Parco Butterfly, e in seguito con la fondazione della Compagnia Virgilio Sieni, attiva dal 1992.

Si è formato tra Firenze, dove è nato, Amsterdam, New York e Tokyo; il suo percorso comprende, oltre alla danza classica e contemporanea, studi di arte e architettura e pratiche di arti marziali giapponesi.

La Compagnia Virgilio Sieni lavora regolarmente in Italia e in Europa; ha presentato spettacoli a New York e compiuto tournée in America Latina ed Estremo Oriente. Ha consolidato rapporti produttivi con i più importanti teatri e festival italiani, che annualmente contribuiscono alla produzione degli spettacoli.

Ha ricevuto per due volte il premio Ubu (il più importante premio italiano per le arti sceniche): nel 2000 per la sperimentazione sulla fiaba e nel 2003 per lo spettacolo Empty Space Requiem.

Oltre al lavoro con la Compagnia, Sieni è stato coreografo ospite per il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Comunale di Firenze, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo.

Per la creazione dei suoi lavori si è spesso avvalso della collaborazioni di artisti visivi, musicisti e compositori di rilievo internazionale; tra i musicisti si ricorda Alexander Balanescu, Giorgio Battistelli, Ennio Morricone, Steve Lacy, Giovanni Tamborrino, Francesco Giomi/Centro Tempo Reale, Stefano Scodanibbio, Michael Moor, Toshinori Kondo, Evan Parker, Tristan Honsinger, Luis Sclavis; tra gli artisti visivi: Grazia Toderi, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Flavio Favelli; per i costumi: Miuccia Prada (con la quale ha realizzato tre produzioni).

Dal 2003 Sieni è in residenza stabile a Firenze, dove è direttore artistico di CANGO Cantieri Goldonetta: CANGO è uno spazio nel centro della città, sede della Compagnia e centro per la arti contemporanee, le pratiche del corpo, l'ospitalità e la visione. Grazie alla programmazione di eventi curata da Sieni e alle attività continuative della Compagnia, CANGO si è affermato in questi anni come un punto di riferimento a livello internazionale sia per gli artisti, grazie a un sistema di residenze qualificate, sia per il pubblico e i giovani artisti in formazione.

Virgilio Sieni, oltre che coreografo, è artista poliedrico e realizza lavori di diversa natura (performance, video, fotografia, installazione, editoria), spesso coinvolgendo persone non professioniste delle discipline artistiche e attuando una rivisitazione artistica e urbanistica dei territori in cui opera.

Dall'esperienza di questi progetti è nata l'idea dell'Accademia sull'arte del gesto, fondata da Virgilio Sieni nel 2007. Si tratta di un contesto innovativo finalizzato alla trasmissione delle pratiche artistiche, la ricerca continua e la creazione. L’Accademia sull'arte del gesto non è una scuola tradizionale ma si sviluppa per progetti continuativi; ha il suo centro propulsivo a Firenze, ma si articola in un’ampia geografia di luoghi e territori in tutta Italia, grazie a équipe di artisti e formatori dirette da Virgilio Sieni stesso.

 

Prezzo dei biglietti:  
Intero - 15,00 €
Ridotto - 12,00 €
Sono previste riduzioni per giovani e anziani, Touring Club - Soci Coop – Soci Arci 12,00 €

Gruppi minimo 5 persone e scuole danza/teatro - 10,00 €

 

 

postato da: erica1cate alle ore 13:43 | link | commenti
categorie: eventi, festival, danza, programma, virgilio sieni, exister

QUESTO FIGLIO AL NUOVO TEATRO NUOVO

27 aprile 2009 H21
ODIO IL LUNEDI'
FACE à FACE

Parole di Francia per scene d’Italia / Parole d’Italia per scene di Francia
Terza edizione 2009 - Italia / Francia
QUESTO FIGLIO
di Joël Pommerat
traduzione a cura di “Tradurre per la scena” diretto da Ida Portofido
lettura scenica a cura di Tommaso Tuzzoli
con Andrea Capaldi, Silvio Laviano, Sabrina Jorio, Peppe Papa, Giorgia Salari

Comitato artistico Face à face – Italie

Olivier Descotes, addetto culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia
Antonio Calbi, direttore del settore spettacolo del Comune di Milano
Gioia Costa, traduttrice e studiosa di teatro francese
Christine Ferret, responsabile dell’editoria all’Ambasciata di Francia in Italia
Massimo Monaci, direttore del Teatro Eliseo
Organizzazione generale in Italia
PAV de Claudia Di Giacomo, Roberta Scaglione
Comitato artistico Face à face – Francia
Rossana Rummo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi
Ninni Cutaia, direttore dell’Ente Teatrale Italiano
Marie Raymond, responsabile del Teatro a Culturesfrance

Organizzazione generale in Francia
PAV avec Judith Martin

Per Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia, Napoli partecipa con un Focus su Joël Pommerat. Il testo Cet Enfant (Questo figlio) ,verrà presentato in due versioni, in un vero dialogo “face à face”: la lettura scenica in italiano a cura di Tommaso Tuzzoli il 27 aprile al Nuovo Teatro Nuovo e lo spettacolo in lingua originale francese, con la regia e il gruppo di attori di Joël Pommerat, al Mercadante Teatro Stabile di Napoli in prima italiana assoluta il 7 e l’8 maggio.
Questo figlio è nato in seguito ad una serie di incontri con donne di diverse città della Normandia (progetto commissionato dalla Casse d’Allocations Familiales e dal Centre Darmatique Nazional- Comédie di Caen), durante i quali Pommerat e la sua compagnia di attori hanno avuto dei colloqui sul tema della famiglia. L’autore ha quindi scritto una pièce dove esplode con grande evidenza la difficoltà che hanno genitori e figli a capirsi e a intendersi. Cet Enfant è dunque composto da una serie di sequenze immaginate, di confronti familiari che portano al massimo le abituali tensioni dei legami genitori – figli. Le scene riflettono e raccontano quanto sia ampia la portata e la complessità del legame di e con la propria famiglia di origine, una volta confusa con la nostra storia di vita, con la storia di quel genitore che “forse” siamo e con il figlio o la figlia che siamo sempre.

Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia giunge nel 2009 alla sua terza edizione. Il progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008.
Face à Face ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e di interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano. I due paesi hanno infatti due sistemi teatrali culturalmente e organizzativamente piuttosto diversi, seppure con qualche punto di contatto; nondimeno il dialogo “teatrale” fra le due nazioni si è mantenuto costante nei decenni.
A partire dal 2009 il progetto si arricchisce di un’edizione in Francia, che si svolgerà in contemporanea all’edizione italiana, e sarà promossa dall’Ente Teatrale Italiano e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi attraverso la presentazione a Parigi e in altre città di dieci autori della drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con i teatri e gli operatori francesi.

L’edizione 2009 in Italia
In Italia, l’edizione 2009 di Face à face amplifica il suo raggio d’azione e mira ad approfondire l’indagine sulla drammaturgia francese contemporanea articolando le proposte in modo variegato. Saranno molte infatti le città che dedicheranno più di un appuntamento alla drammaturgia francese, Milano, Roma, Napoli e Torino in particolare ospiteranno spettacoli italiani e francesi in uno sforzo produttivo congiunto tra i diversi teatri e Face à face.

www.nuovoteatronuovo.it

domenica, 26 aprile 2009

UDINE FAR EAST FILM 11 FINO AL 2 MAGGIO

 

Far East Film Festival, occhi aperti sul cinema asiatico

di Emanuele Bigi

 

 

 

Variety lo ha inserito tra i cinquanta festival "imperdibili e necessari". Il Far East Film di Udine, giunto all'undicesima edizione, prosegue il suo cammino nell'ambito della cinematografia asiatica senza scomporsi. La fierezza dei risultati ottenuti si traduce in un programma sempre rigoroso e attento. Ormai è un dato di fatto: la rassegna è diventata punto di riferimento italiano ed europeo sullo status della settima arte in estremo oriente.

Dal 24 aprile al 2 maggio si potranno visionare 56 film provenienti da nove paesi: Giappone, Cina, Singapore, Malesia e Corea del Sud, Thailandia, Filippine, Indonesia, Taiwan e Hong Kong. Un quadro esaustivo che ogni anno richiama un orientalista d'eccezione come Marco Müller, direttore della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, e sempre più l'attenzione di altri importanti festival internazionali. Si parte con due anteprime europee: la nuova black comedy del giovane talento cinese Ning Hao "Crazy Racer", sorta di sequel di "Crazy Stone", e l'action movie "Ong Bak 2" di Tony Jaa, considerato "erede legittimo" di Bruce Lee.

Il Far East Film Festival non privilegia generi, li mescola, spazio dunque al sentimento come all'horror, al thai action e al noir, al fantasy e al melodramma. In arrivo i lungometraggi che hanno dato del filo da torcere alla crisi sbancando i botteghini. "If You Are the One" del popolare Feng Xiaogang ha superato gli incassi di "Titanic". "The Good, The Bad, The Weird" di Kim Jee-woon (ospite a Udine) è un chiaro omaggio a Sergio Leone, e sappiamo bene quanto gli spaghetti western siano adorati in Sol levante, anche Miike Takashi lo aveva dimostrato con il suo "Sukiyaki Western Django". Quest'anno il regista amico di Tarantino porterà in Friuli l'attesissimo "Yattaman", tratto dalla serie tv a cartoni animati degli anni Settanta, che ha conquistato il pubblico giapponese.

Far East Film Festival (24 aprile – 2 maggio) 

www.fareastfilm.com

(ilsole24ore.com - 24.4.09)

postato da: erica1cate alle ore 16:41 | link | commenti (1)
categorie: film, eventi, festival

VISIONI. VIAGGIO SENZA DESTINAZIONE NELLA VISCERE DELL POETESSE BEAT

26 APRILE H 17.30 - 20.30

MONTECOSARO - TEATRO DELLE LOGGE

VIIA BOLOGNA 65

 

VISIONI.  Viaggio senza destinazione nelle viscere delle poetesse beat


Atto unico per testi poetici, due voci ed un violino

con
Mariangela D’Abbraccio
e Vanessa Cremaschi


testi
Diane Di Prima, Joanne Kyger, Lenore Kandel,
Janine Pommy Vega


musica
Vanessa Cremaschi

scenografia
Davide Orlandi Dormino

curatore video
Gennaro Esposito

costumi
Valentina Bacci

coordinamento artistico
Giorgia Berardinelli

regia
Vanessa Cremaschi




Le donne di oggi incontrano le donne di ieri per compiere insieme un breve viaggio rivelatore. E’ un incontro di anime, una corrispondenza di sensi - amorosi a loro modo - attraverso i linguaggi della musica e del verso poetico.

verità consapevolezza onestà esperienza emotività coscienza gioia dolore intimità percezione immaginazione anima psiche realtà vita morte tradimento sofferenza tenerezza infinito sesso amore sacrificio felicità coraggio audacia conoscenza irrequietezza tensione inquietudine serenità passione.

Queste sono le parole delle donne; donne cacciatrici di parole.


Quest’atto unico è un viaggio.
Viaggio senza destinazione perchè viaggio dei sensi, della coscienza.


INGRESSO GRATUITO

postato da: erica1cate alle ore 08:43 | link | commenti (1)
categorie: poesia, eventi
venerdì, 24 aprile 2009

BELLOCCHIO, L'UNICO ITALIANO A CANNES

Bellocchio, l'unico italiano a Cannes
Il regista di "Buongiorno, Notte"
presenterà Vincere, il suo film
sulla vita del figlio del Duce
CANNES
Marco Bellocchio sarà l'unico italiano in concorso al prossimo Festival di Cannes, che si terrà dal 13 al 24 maggio. Il cineasta italiano sarà in corsa per la Palma d'oro con il suo Vincere, interpretato da Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno e dedicato ad una delle prime amanti di Mussolini, Ida Dalzer. L'estetista diede infatti al Duce il primo figlio maschio, Benito Albino, ma il padre preferì farlo internare a Milano dove il giovane morì nel 1942.

Deusione quindi per gli altri candidati italiani che avrebbero potuto approdare alla Croisette come i due outsider di lusso, Dario Argento e Michele Placido, di cui nei giorni scorsi si erano fatti i nomi. Smentita anche la voce che avrebbe voluto a Cannes Giuseppe Tornatore con il suo Baaria (ancora in post-produzione), Francesca Archibugi (Una questione di cuore), e Giuseppe Piccioni (Giulia non esce la sera).

Tra i molti sfidanti di Bellocchio ci saranno anche Quentin Tarantino, Ang Lee, Pedro Almodovar e Ken Loach. Della giuria, invece, farà parte anche l'italiana Asia Argento.
www.stampa.it - 23.4.09
grazie all'amica segnalatrice Elena!!!
postato da: erica1cate alle ore 13:57 | link | commenti
categorie: filippo timi, marco bellocchio
giovedì, 23 aprile 2009

LA MAGLIA NERA A TIRANO

Teatro a Tirano. La maglia nera

Matteo Caccia al Mignon. Giovedì 23 aprile ore 21.

Giovedì 23 aprile 2009 ore 21,00
Teatro Mignon Tirano

Ingresso 10 € o con abbonamento
 

PRODUZIONI FUORIVIA presenta
La maglia nera -- gesta e ingegno di Luigi Malabrocca


Scritto e interpretato da Matteo Caccia
musiche originali di Gianni Coscia
regia di Rosario Tedesco


Atto unico.
Un unico attore sul palco.
Scenografia inesistente: solo una strana bicicletta ed una brocca d'acqua.


Questo è "La Maglia Nera", spettacolo teatrale scritto ed interpretato dal bravissimo Matteo Caccia. Un viaggio a tappe - 6, per la precisione - nel mondo del ciclismo d'altri tempi, quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali (ma anche quello dell'Italia post-bellica divisa tra PCI e DC, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando tutte quelle merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria). Un mondo che oggi potrebbe apparire surreale, che ci viene presentato attraverso gli occhi del grande Luigi Malabrocca, il "Cinese" di Garlasco (scomparso meno di un anno fà), famoso non tanto per le sue doti di ottimo ciclista, ma per essere un abitueé dell'ultimo posto nella classifica del Giro d'Italia, peculiarità che gli permise di costruire la sua popolarità e di prendersi soddisfazioni anche sul piano economico. In particolare, nel giro del 1949, la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo (scomparso nel 2004) per la corsa all'ultimo posto appassionò l'Italia tanto quanto quella che c'era in testa alla corsa, tra Coppi e Bartali.
In un momento storico in cui gli italiani si sentivano "ultimi", era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, arrivava ultimo ma arrivava, e l'unico modo in cui potevano premiarlo era attraverso i doni che conoscevano: salami, damigiane di vino, d'olio, formaggi e animali.
Una figura che dopo aver dato prestigio al ruolo dell'ultimo, elevandolo per la prima volta al rango dei primi, si concesse il lusso di vincere 2 campionati italiani di ciclo campestre, il ciclismo di campagna, regalando agli italiani un insperato sapore di riscatto e una nuova sensazione di speranza.

Scritto ed interpretato da Matteo Caccia, nel solco del teatro di narrazione, "La maglia nera" è una storia "di sfondo" che racconta un pezzo d'Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni '50, che con la semplice intenzione di fare la SUA storia è stato in grado di rappresentare LA storia. Quella di un paese piegato ma pieno di volontà e coraggio. La storia del nostro paese.




BIOGRAFIA MATTEO CACCIA
Nato a Novara il 24 luglio 1975
Vive a Milano.

TEATRO
Diplomato presso l'Accademia dei Filodrammatici di Milano.

Inizia lavorando con Antonio Sixty, Andrea Taddei, Massimo Navone.
Nel 1999 conosce Antonio Latella che lo convoca insieme ad altri giovani attori e insieme, per formare un gruppo di lavoro con cui mettono in scena testi classici e contemporanei.
Romeo e Giulietta, Amleto, di W. Shakespeare, Stretta sorveglianza di J. Genet per i quali vincono il premio UBU nel 2001.
Collaborano con diversi teatri e produzioni da Elsinor di Forlì, al Teatro OUT OFF di Milano, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
Nel 2003 sono chiamati dal Teatro Stabile dell'Umbria per cui mettono in scena testi elisabettiani Shakespeare, La tempesta e poi Edoardo II di C. Marlowe.

Nell'autunno 2006 debutta con lo spettacolo narrato: La maglia nera, un monologo scritto ed interpretato, che racconta la vita e le gesta di un ciclista degli anni '50, divenuto famoso per aver scoperto che era più facile accaparrarsi le simpatie della gente arrivando ultimo piuttosto che ennesimo, meritandosi così il titolo di "maglia nera".
Il racconto è accompagnato dalle musiche originali per fisarmonica di Gianni Coscia.

Si accosta alla scrittura dedicandosi alla stesura di racconti brevi grazie ai quali si merita un premio ad un concorso organizzato dalla rivista Musica e dal Festival ArezzoWave, ed una segnalazione al Mei (meeting etichette indipendenti)

Nel 2005 comincia a scrivere per il teatro e il suo primo testo Hotelofficina è finalista del premio Riccioneteatro.
RADIO
Comincia a lavorare in radio presso l'emittente Radio Popolare di Milano, per cui è prima inviato della trasmissione satirica Sansone, e poi diventa autore e conduttore di programmi
Nel 2001 viene chiamato a Radio2 Rai, per cui da allora è autore e conduttore del programma estivo Aria Condizionata, trasmissione di intrattenimento e attualità. Attualmente cura sempre su Radio 2 la trasmissione "Amnesia" in onda tutti i giorni alle 12.00.

www.vaol.it

GRAZIE ALL'AMICA SEGNALATRICE LORENZA !!! 

postato da: erica1cate alle ore 08:48 | link | commenti
categorie: eventi, radio, rosario tedesco, matteo caccia
mercoledì, 22 aprile 2009

IL VICARIO - RECENSIONE DI SIMONE PACINI, KLPTEATRO.IT

Il vicario. La Storia rivista e scorretta

  

 

Il vicario

Il vicario (photo: teatroeliseo.it)

Ci sono voluti più di quarant’anni per poter rivedere sulle scene italiane “Il vicario”. Il testo del drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth era stato presentato (clandestinamente) a Roma, nel 1965, da Carlo Cecchi e Gian Maria Volonté, ma subito proibito dal Ministero degli Interni. Motivo di questa censura nostrana la denuncia, nel testo, del colpevole silenzio del papa Pio XII sulla Shoah: gli esponenti del Vaticano, quindi, avrebbero potuto rimanerne contrariati. Meglio vietare.

L’occasione per tornare alla pièce, pubblicata in Germania nel 1963, è il frutto del lavoro di un gruppo di attori cresciuti artisticamente intorno alla figura di Antonio Latella. Attraverso una lettura scenica i giovani protagonisti, grazie alla pulita regia di Rosario Tedesco (che è anche interprete), fanno parlare le parole, restituendo la meritata visibilità al testo, dopo anni in cui era addirittura sparito dai cataloghi. Ambiguità tutta italiana, visto che in Germania viene proposto annualmente dal Berliner Ensemble e ha venduto un milione di copie. Ennesima conferma dell’ingerenza ecclesiastica nelle questioni italiche?
Anche Costa Gravas lo utilizzò come soggetto del suo film “Amen”, tuttavia la locandina che realizzò Oliviero Toscani venne censurata. 
 
La scelta di affidarsi alla ‘mise en espace’ è facilmente dovuta da necessità produttive (mancanza di sostegno economico) ma, complice la bravura e la sentita partecipazione di tutti gli attori in scena, potrebbe anche essere intesa come una scelta etico-politica: far risaltare il testo alle orecchie del pubblico, enfatizzando il colpevole silenzio della Chiesa di fronte all’Olocausto.
In realtà si tratta di una lettura scenica non letta, in quanto gli attori interpretano il testo a memoria, muovendosi sul palco con i rispettivi leggii. Movimenti scenici che vengono evidenziati da un interessante gioco di luci.
Il testo è fortemente attuale, fresco e dai ritmi giusti. I personaggi, tra cui emergono Matteo Caccia e Marco Foschi, nei panni rispettivamente di un ufficiale delle SS e di Padre Fontana, ossia i due che tenteranno inutilmente di far uscire il Vaticano allo scoperto, alternano le battute in un crescendo drammatico che sottolinea un silenzio colpevole e mai abbastanza denunciato.
Lo spettacolo, nelle sue repliche romane al Piccolo Eliseo, prevede un ospite diverso ogni sera, da Giorgio Albertazzi a Lina Wertmuller. Claudia Pandolfi è l’ospite dell'ultima serata. All’attrice romana il compito di concludere la ‘mise en espace’ leggendo una lettera scritta da Rolf Hochhuth e attribuita, nella finzione teatrale, a una ragazza ebrea di Ostia.

L’intero cast riesce a trasmettere la potenza della Chiesa e del Reich rispetto all’impotenza di pochi personaggi desiderosi di rompere il silenzio. E si percepisce anche l’attaccamento, da parte degli attori, ad un progetto che hanno innalzano come un vessillo di verità e portato in giro da due anni (debuttò a Milano nel 2007), in attesa di una produzione che dia loro la possibilità, finalmente, di allestire uno spettacolo completo. Ma, forse, è più importante che rimanga così com’è.

IL VICARIO
di Rolf Hochhuth
progetto e lettura Matteo Caccia, Marco Foschi, Annibale Pavone, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Rosario Tedesco
adattamento e regia Rosario Tedesco
produzione Teatro Stabile dell’Umbria
durata: 1 h 17’
applausi del pubblico: 1’ 35’’

Visto a Roma, Piccolo Eliseo Patroni Griffi, il 18 aprile 2009
martedì, 21 aprile 2009

AMNESIA IN FELTRINELLI

amnèsia
AMNESIA RADIO READING
Martedì 21 Aprile 2009 dalle ore 18:30
alla Libreria Feltrinelli
di Piazza Piemonte a Milano

Matteo Caccia e Alessandro Genovesi

presentano
Amnèsia

Questa è la storia di Matteo che a 33 anni ha perso la memoria. Amnèsia, di Matteo Caccia e Alessandro Genovesi (Mondadori - Rai Eri), è il diario della sua riscoperta del mondo. Giorno dopo giorno, emozione dopo emozione, sorpresa dopo sorpresa.

Con gli autori interviene Matteo Bordone

http://www.amnesia.rai.it
postato da: erica1cate alle ore 07:50 | link | commenti (1)
categorie: libri, eventi, radio, incontri, alessandro genovesi, matteo caccia
lunedì, 20 aprile 2009

ANGELS... A ZENA...

DA MARTEDÌ ALLA CORTE «ANGELS IN AMERICA» DI TONY KUSHNER
CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO

Angels in America di Tony Kushner, il testo teatrale che sarà in scena alla Corte da martedì 21 a domenica 26 aprile, è ormai considerato un classico negli Stati Uniti, premiato con il Pulitzer nel 1993 e già vincitore di numerosi Tony Awards, di cinque Golden Globe e di undici statuette agli Emmy Awards per la versione televisiva con Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson.
Coprodotto da Teatridithalia e da Emilia Romagna Teatro, Angels in America è stato premiato nella scorsa stagione con gli Olimpici del Teatro quale migliore spettacolo e migliore regia del 2008. Messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, lo spettacolo (che è consigliato ad un pubblico adulto per la crudezza del linguaggio e di alcune scene) si avvale dell’interpretazione di Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petracca. Scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni, video di Francesco Frongia e luci di Nando Frigerio.
Articolato in due parti (Si avvicina il millennio e Perestroika) dal suo autore Tony Kushner (nato nel 1956 e già conosciuto dal pubblico genovese per la “mise en espace” di Un posto luminoso chiamato giorno proposta dallo Stabile tre anni fa), Angels in America, di cui Bruni e De Capitani mettono in scena per ora solo la prima parte (la seconda si potrà vedere nella prossima stagione), è un’opera che affronta di petto il tema dell’identità, per sondarne nel profondo tutte le componenti (sessuali, razziali, religiose e culturali) e per dipingere un mondo – quello contemporaneo – nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
I due testi che in modo autonomo e complementare compongono questa saga, definita dal suo autore “Fantasia gay su temi nazionali”, raccontano le vicende sentimentali e i conflitti di due coppie. Da una parte, la relazione omosessuale tra Prior Walter, che scopre di essere malato di aids, e Louis Ironson, incapace di accettare la malattia e il dolore; e, dall’altra, il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt, dilaniato nelle scelte private e professionali, e Harper, giovane moglie depressa. Le loro storie s’intrecciano a quelle di Roy Cohn, personaggio realmente esistito, famoso e potente avvocato che nel 1952 fece condannare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, e di Belize, infermiere professionale ed ex travestito.
Per Angels in America – in scena alla Corte dal 21 al 26 aprile – sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.
Info: 010/53421 www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it orari: da martedì a sabato ore 20,30 domenica ore 16 prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore).

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