MF e compagnia bella

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mercoledì, 27 maggio 2009

THE MERCHANT OF VENICE ALLO STREHLER

postato da: erica1cate alle ore 23:18 | link | commenti (1)
categorie: eventi, video, propeller
sabato, 23 maggio 2009

BRUGOLE -SPETTACOLO VINCITORE NUOVE SENSIBILITA' 08/09

 
NUOVO TEATRO NUOVO
VIA MONTECALVARIO 16
NAPOLI
Calendario prove aperte e incontri dalle ore 17.00

Sabato 23 maggio- Prova aperta
e incontro con Antonio Latella

BRUGOLE di Lisa Nur Sultan
con Elisa Lucarelli, Leonardo Maddalena, Emiliano Masala
collaborazione alla scenografia Chiara Crosti
disegno luci Carmine Pierri
costumi Vincenzo Cucchiara
regia Emiliano Masala e Lisa Nur Sultan

“Siamo sciami inquieti, in perenne movimento: il conforto della vita nello sciame deriva dalla fede nei numeri, l’idea che la direzione di volo è giusta
perché un così gran numero di persone non potrebbe essersi sbagliato.” (Zygmunt Bauman)

Brugole è un girare a vuoto
Un infinito montare e smontare
Parla di nuovi inizi
Continui
Delle altre possibilità
postato da: erica1cate alle ore 07:25 | link | commenti
categorie: eventi, antonio latella
venerdì, 22 maggio 2009

IL SENTIERO... BELLA RECENSIONE!

Il sentiero dei passi pericolosi

Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard, autore di punta della nuova drammaturgia canadese di lingua francofona, è un atto unico di forte impatto emozionale e visivo. In scena, nello spettacolo di Tommaso Tuzzoli, ci stanno tre fratelli - Ambroise, Carl e Victor - che hanno avuto un incidente stradale nello stesso luogo in cui, 15 anni prima, è morto sotto i loro occhi il padre, un poeta ubriacone , un padre padrone. I tre stanno lì, davanti a noi, a torso nudo con dei pantaloni bianchi, immersi in una oscurità illuminata da rari sprazzi di luce che proiettano al suolo gli intrecci di rami degli alberi della foresta. E ci raccontano e si raccontano la loro vita: vita di fratelli coltelli, sembrerebbe, in realtà vita di ragazzi che hanno scelto il silenzio, il non dire per non rivelare la parte più segreta di se stessi, qualche inconfessabile segreto. Da parte sua Bouchard mantiene volutamente, con accortezza, questo suo testo dentro margini intriganti di ambiguità, dentro una realtà sospesa dove la vita può improvvisamente incontrare la morte.

I tre protagonisti non potrebbero essere più diversi: Ambroise, omosessuale snob, è un gallerista; Carl, il più giovane, fa il commesso in un grande ipermercato e sta per sposarsi; Victor è un duro boscaiolo quebecchese pieno di donne e di figli. È proprio lui a convincere i fratelli, che si sono riuniti per il matrimonio di Carl, a fare quella gita disgraziata sul suo camion lanciato a grande velocità, che si rovescia all'improvviso per l'improvvisa apparizione di una pernice, lì alla curva sopra il fiume nel quale il padre è annegato. All'inizio potremmo credere che Ambroise e Carl siano sopravvissuti al tragico incidente perché parlano fra loro della morte di Victor. Poi ci si rende conto che in realtà sono tutti morti sia pure in ore diverse e che stiano lì a guardarsi per la prima volta in faccia e a dirsi le cose non dette a partire dall'amore incestuoso di Ambroise per Carl fino alla rivelazione che la morte del padre in realtà è stato un parricidio e che la loro fine ha in Victor il suo deus ex machina.

Bouchard, considerato il Genet canadese, costruisce Il sentiero dei passi pericolosi con grande abilità drammaturgica, con una forte e crescente suspence, contraddicendo in parte l'affermazione di uno dei fratelli che la parola sia morta e dunque "viva l'immagine". Proprio su questo sottile crinale Tommaso Tuzzoli, grazie anche alla prova convincente dei tre interpreti Andrea Crepaldi, Andrea Manzalini, Silvio Laviano, costruisce uno spettacolo carico di fisicità pur senza mai rinnegare la parola, ponendo i suoi attori sui di un ring ideale in cui la vita (e la morte) va giocata a suon di pugni come in un rito virile di iniziazione.

di maria grazia gregori - delteatro.it

(21 mag 2009)

giovedì, 21 maggio 2009

PROPELLER AL PICCOLO TEATRO STUDIO!!!

un lieto ritorno dopo 3 anni...

ricordo questa pièce ad aprire il festival Shakespeare di Verona 2003, prima della 'dodicesima notte' di Latella e del 'mercante di Venezia' dell'Elfo :-)))

postato da: erica1cate alle ore 09:55 | link | commenti
categorie: eventi, video, programma, propeller
mercoledì, 20 maggio 2009

Presentazione Stagione 2009-2010 Teatro Nuovo

Il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
è lieto d'invitarla
 
Venerdì 22 maggio 2009, alle ore 12.00
negli spazi del teatro, in via Montecalvario 16
 
alla presentazione della
Stagione Teatrale 2009/2010
 
all'incontro, durante il quale saranno illustrate le attività,
gli eventi e le iniziative della programmazione
saranno presenti
 
Igina Di Napoli, direttore artistico
Angelo Montella, direttore organizzativo
Mario Crasto De Stefano, presidente di CDTM
 
gli artisti residenti
Antonio Latella, Pierpaolo Sepe, Tommaso Tuzzoli
 
gli artisti ospiti
Carlo Cerciello, Roberto Del Gaudio, Pino Carbone, Emiliano Masala, Lisa Nur Sultan, Armando Pirozzi
ed alcuni fra i protagonisti e le compagnie presenti nella programmazione
 
 
a seguire aperitivo/buffet sulla terrazza dell'Hotel Toledo

Da cui si arguisce che per quasi un mese, dal 26 dicembre 2009 al 24 gennaio 2010, il Teatro Nuovo ospiterà un nuovo spettacolo di Antonio Latella, Don Chisciotte, di cui aspettiamo di apprendere qualcosa in più.

postato da: cabepfir alle ore 14:06 | link | commenti (1)
categorie: eventi, incontri, programma, antonio latella
martedì, 19 maggio 2009

IL SENTIERO... ALL'OUT OFF - MILANO!!!

19 > 24 maggio

Nuovo Teatro Nuovo , in collaborazione con
Festival Castel dei Mondi di Andria e PIM Spazio Scenico, presenta

IL SENTIERO DEI PASSI

PERICOLOSI

una tragedia stradale

di Michel Marc Bouchard

 

Traduzione di Francesca Moccagatta

con Andrea Capaldi, Andrea Manzalini, Silvio Laviano

disegno luci Simone De Angelis
suono Franco Visioli
trainer Sabrina Jorio
personal boxing trainer Lino Silvestri (Napoli Boxe/Mediterranea)
foto di scena Brunella Giolivo
progetto video Paco Capaldi
assistente alla regia Luisa Tuzzoli
regia Tommaso Tuzzoli

 

Tre fratelli hanno un incidente stradale e si trovano bloccati nella foresta dove il loro padre era morto esattamente lo stesso giorno di quindici anni prima. Ambroise, Carl e Victor sono così costretti a confrontarsi con il passato che avevano tentato di cancellare. Abituati a dimenticare e a non guardare in faccia la vita, i loro pezzi di verità emergono a fatica.   I tre fratelli si confrontano come se facessero a pugni, con la violenza liberatoria di chi muore e si rigenera ad ogni colpo inferto o incassato.

Attraversarsi, scavarsi dentro, spingersi fino alla soglia dei propri silenzi e così ridar vita ai ricordi alle immagini ai suoni, a volte lontani, a volte dimenticati, che ci compongono nel corpo e nei sentimenti.
A questo compito duro e violento il testo di Michel Marc Bouchard ci rimanda indiscutibilmente per ottenere verso se stessi e gli altri quella franchezza a cui ci siamo disabituati.
Una tragedia che vede il ricongiungimento di tre fratelli da anni lontani, il giorno del matrimonio del più piccolo che involontariamente coincide con quello della scomparsa del padre, avvenuta quindici anni prima.
Un luogo, la foresta, spettro del ricordo per queste vite bloccate. Una spirale fatta di continui deja vù: ripercorrere freneticamente le proprie vite costruite negli anni sulla colpa, credendo di essere ancora vivi.
Corpi in continuo movimento che sudano, si abbracciano, si liberano, diventano con la luce sagome ed ombre.
Uno spazio riempito dalla presenza dei corpi, che per mezzo della luce si sospendono in un luogo sconosciuto, in bilico tra l’essere e il non essere.
Un’immagine in bianco e nero di un fiume che appare come da una memoria sfocata non del tutto decifrabile, un continuo movimento di acqua che vivendo sui corpi li tramuta in tele. Un suono che è ripetizione di tre temi, ossessione che non vuole essere udita e solo alla fine diviene liberazione, aria.

Tommaso Tuzzoli

L’impianto drammaturgico (sono tutti già morti ma rivedono per un istante tutta la loro vita) spiazza lo spettatore e lo costringe mentalmente a ricostruire l’equilibrio dei fatti mano a mano che si dipana il dialogo che sferra colpi allo stomaco e lascia l’amaro in bocca. La sensazione di camminare su una strada dritta ma di ritrovarsi sempre allo stesso punto, il continuo déjà-vu, il meravigliarsi dell’assenza delle zanzare in un luogo dove ci sono sempre state sono alcuni espedienti per rappresentare il loro drammatico “essere già morti”. Geniale e poetico essere vivi ma morti sul palcoscenico, sorprendente il tempo circolare, quasi metafisico in cui è immersa la vicenda familiare. 

Teresa Terranova, www.connessomagazine.it

 

 

Ricco di sorprese, il testo viene gratificato dall’incontro con un regista giovanissimo, Tommaso Tuzzoli, che ci presenta i suoi personaggi a torso nudo, pronti a gettarsi addosso fiumi di parole coi gesti e la forza di lottatori capaci anche di qualche tenerezza nel penetrare storie di vita dai contrastanti ideali …

Franco Quadri

 

Michel Marc Bouchard (1958) è uno degli autori canadesi più noti al mondo e docente universitario. Inizia la sua attività nei primissimi anni Ottanta, segnalandosi al National Arts Centre con La Contre-nature de Chrysippe Tanguy, écologiste (1983), ma il successo arriva alcuni anni più tardi con Le feluettes, in italiano Le mammole, prova o ripetizione di un dramma romantico (1988), tradotto in inglese (Lilies), e trasposto in film per la regia di John Greyson, presentato in Italia al festival a tematiche omosessuali Da Sodoma a Gomorra di Torino. Nello stesso anno compone Le muse orfane, testo rappresentato in vari paesi, Il viaggio dell'incoronazione (1995), Pierre et Marie... et le Demon (1997), Il sentiero dei passi pericolosi. Tragedia stradale (1998), Sous le regard des mouches (2000), I manoscritti del diluvio (2003). Ha scritto appositamente per Intercity Festival Il pittore di madonne. Nascita di un quadro (2003), durante una sua permanenza in Italia. Ha ricevuto molti riconoscimenti fra i quali il Premio Chalmer, il Dora Moore, il premio dell'Associazione Critici Teatrali del Québec, il premio del Journal de Montréal.

 

 

Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14    Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio , 22   -  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it



"...Una produzione del napoletano Nuovo Teatro Nuovo che ne ha affidato la regia a Tommaso Tuzzoli, bravo a consegnare soltanto alle parole dette, alle luci di taglio, al torso nudo di tre attori, la delicata materia di questa “tragedia stradale” che più va avanti, più si addentra tra gli alberi, più stringe la morsa intima e dolorosa dei rapporti famigliari... Roberto Canziani, IL PICCOLO di TRIESTE, mars 2009

"...Un autore che sfugge a ogni definizione scrivendo testi arrabiati realistici e metaforici a un tempo su storie locali col dono dell'universalita...Da vedere!" Franco Quadri, LA REPUBLICA, decembre 2007

LE CHEMIN DES PASSES DANGEREUSES

Création : hiver 1998, Cie Jean-Duceppe, Montréal, mise en scène de Serge Denoncourt et Théâtre en Scène, mise en scène de Vincent Goethals

Down dangerous passes road, traduit en anglais par Linda Gaboriau
El camino de los passos peligrosos traduit en espagnol par Boris Schoemann
Il sentiero dei Passi Pericolosi, una tragedia stradale, traduit en italien par Francesca Moccagatta
Gefahrenzone, traduit en allemand par Frank Heibert

Editions Théâtrales, Paris (1998)



  • Publiée en français chez Leméac Éditeur (1998)
  • Published in English by TalonBooks (2000)
  • Publicada en español por Ediciones Milagro (Mexico)(2002)
  • Revista Conjunto no.125, Habana,
    Cuba, 2002
  • pubblicato in italiano da Ubulibri (2003)
  • other translations conctact Cead
    ...
    «  Avec cette pièce, Bouchard entre dans l'univers de notre légende théâtrale...
    Raymond Bernatchez,
    LA PRESSE, février 1998
    Coups de crosse et gestes de tendresses, avec des élans soudain à déraciner des arbres... Jean-Louis Perrier,
    LE MONDE, février 1999
    ...Un autore che sfugge a ogni definizione scrivendo testi arrabiati realistici e metaforici a un tempo su storie locali col dono dell'universalita...
    Franco Quadri,
    LA REPUBLICA,decembre 2007 »
    ...
      Synopsis

      Quelques heures avant le mariage du cadet, trois frères se retrouvent isolés à la suite d'un accident de la route alors qu'ils se rendaient au camp de pêche familial. En attendant les secours et contraints à un huis clos imprévisible au tournant du Chemin des Passes-Dangereuses, Carl, Ambroise et Victor plongent dans leurs souvenirs d'enfance et leurs mensonges d'adultes, jusqu'à atteindre le secret qui les hante. Cette cérémonie des aveux, a lieu alors que rôde autour d'eux la mémoire de leur père, mort au même endroit quinze ans auparavant.

      ©Giuseppe Distefano
      Andrea Manzalini (Ambroise), Andrea Capaldi (Victor) e Silvio Laviano (Carl). Nuovo Teatro nuovo, Naples. Automne 2007


      Fifteen years to the day after the death of their father, three brothers get together and drive out to the place where it happened: an old fishing spot on the river down Dangerous Passes Road. Each sibling is facing a crucial rite of passage: Carl, the youngest, is to be married later in the day, and it is this occasion that has brought the three of them together. Ambrose is losing his lover to AIDS. Victor, the eldest, has just left his second failed marriage.

      They have never really spoken with each other because they all have their own individual secrets to hide, and because they share an ambivalence about the death of their father. Could they have prevented it? Would they have wanted to save the town drunk, dreamer, poet, fisherman, the man who embarrassed them in front of their friends and locked them in the sentimental prison of his poems? Are they ready, finally, to reveal themselves to each other and move on with their lives? Can they survive this unsparing encounter with their own manhood?

      In voices that interweave, alternate and play off one another with the exquisite lyricism of chamber music, the brothers reveal themselves as trapped by their father’s inability to let his boys grow up, and their own inability to accept him as an adult.


      ©Nuovo Teatro Nuovo
      Andrea Manzalini (Ambroise, Andrea Capaldi (Victor)e Silvio Laviano (Carl). Nuovo Teatro nuovo, Naples. Automne 2007


      Personnages/Characters/Personaggi/

      CARL: Le benjamin/The youngest brother/Il fratello minore/El benjamin

      AMBROISE: Le deuxième/The second brother/Il secondogenito/El segundo

      VICTOR: L'aîné/The oldest brother/Il fratello magiore/El mayor

      Regia di Tommaso Tuzzoli.
      Regia di Tommaso Tuzzoli.

    www.michelmarcbouchard.com

  • lunedì, 18 maggio 2009

    MA CHE BEI DEBUTTI IN SETTIMANA :-)

    Sentieri stranieri nel sogno e nell'incubo


    A Genova, da lunedì 18 a domenica 24, il Teatro della Tosse organizza una mini-rassegna dedicata al tema dell'inferno, esplorato in tutte le sue sfumature e possibili declinazioni: alla ripresa di uno storico spettacolo dantesco firmato anni fa da Tonino Conte, e ambientato nel Chiostro dei Canonici del Museo Diocesano, si aggiungono una tavola rotonda, una conferenza su diavoli e fiamme nell'arte, un viaggio "in barca con Caronte" su pescherecci in navigazione nella Darsena e diverse visite guidate alla scoperta di figure infernali nel territorio genovese.

    All'Out Off di Milano, da martedì 19, il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli propone Il sentiero dei passi pericolosi, un'inquietante "tragedia stradale" del canadese Michel Marc Bouchard allestita dal giovane, interessante regista Tommaso Tuzzoli. Il testo mostra tre fratelli che, nel giorno del matrimonio di uno di loro, subiscono un incidente d'auto proprio nella foresta dove quindici anni prima il padre era morto in circostanze simili. L'occasione li costringe a confrontarsi con un passato rimosso: ma a poco a poco si scopre che loro stessi non sono più in vita.

    Per il festival Fabbrica Europa, alla Stazione Leopolda di Firenze, mercoledì 20 e giovedì 21 François Kahn, il bravo attore-regista francese a lungo attivo in Italia, rappresenta il suo spettacolo I dormienti, ricavato da alcune poesie della raccolta Foglie d'erba di Walt Whitman: in particolare, Kahn ha tratto ispirazione dai versi di Sleepers, in cui Withman immagina di coricarsi accanto a uomini e donne addormentati per sognare "tutti i sogni degli altri sognatori", facendosi trascinare in un mondo onirico sospeso tra l'infanzia, l'amore, la vita, la morte.

    Tornano al Piccolo Teatro di Milano i Propeller, la singolare compagnia inglese che affronta le opere scespiriane unicamente con attori di sesso maschile, così come venivano interpretate al tempo dell'autore: da giovedì 21 a domenica 24 il regista Edward Hall presenta al Teatro Studio un'ironica, spiazzante versione del Sogno di una notte di mezza estate - commedia già ricca di sottili ambiguità - che sarà seguita, la settimana successiva, da un analogo approccio al Mercante di Venezia.

    di renato palazzi

    (delteatro.it - 15 mag 2009)

    martedì, 12 maggio 2009

    Wild wuchern die Wörter in meinem Kopf. Ein Triptychon

    foto di Anna Bertozzi

    Debutta oggi al Schauspielhaus di Vienna un nuovo lavoro di Antonio Latella, Wild wuchern die Wörter in meinem Kopf. Ein Triptychon. Repliche il 14, 15, 19, 27 e 28.

    http://www.schauspielhaus.at/jart/prj3/schauspielhaus/main.jart?rel=de&reserve-mode=active&content-id=1188466708002&produktionen_id=1219235149719

    Sabato 23 maggio alle 17 Antonio Latella sarà al Teatro Nuovo di Napoli per gli incontri di Nuove Sensibilità.

    postato da: cabepfir alle ore 11:30 | link | commenti (3)
    categorie: incontri, programma, antonio latella
    domenica, 10 maggio 2009

    ELIO DE CAPITANI DICE CHE...

    MANIFESTO PER LA CULTURA

    De Capitani: cultura? Senso civico
    e giovani. Sì all’Expo del teatro

    Il regista fondatore dell’Elfo: in Triennale mostra sulla scena italiana. Una rete per sostenere creatività e talenti

      «Che bel lavoro questo Ma­nifesto». Elio De Capitani, pre­sidente di Teatridithalia, fon­datore 36 anni fa con Gabrie­le Salvatores, Ferdinando Bru­ni e un gruppo di entusiasti ventenni dello spazio dell’El­fo, segue con puntuale inte­resse i tanti interventi appar­si sul Corriere. «Ne è uscito un quadro importante, un’oc­casione unica per meditare e proporre nuove idee», sostie­ne.

    Elio De Capitani
    Elio De Capitani

     

    Ora dica le sue.
    «Tra le carte vincenti di Mi­lano c’è il teatro. Un modello abbastanza straordinario, che ha dato grandi frutti. Un pro­getto nato in due tempi: nel dopoguerra al Piccolo con Strehler e Grassi che propu­gnarono un teatro d’arte per tutti. Anni dopo lo stesso con­cetto fu allargato da un solo spazio a un’intera rete».

    Rete che ha incrociato i destini di tanti teatri.
    «E ha innescato sinergie inattese. Tra le ultime in ordi­ne di tempo, il nuovo film di Salvatores, tratto dalla com­media di Alessandro Genove­si che abbiamo portato in gi­ro per tutta Italia, Happy Fa­mily. O anche l’incontro tra un compositore come Fabio Vacchi, che viene a vedere La tempesta di Bruni e chiede a Ferdinando di fargli da voce recitante per il suo melologo su Prospero presentato qual­che settimana fa alla Scala. Dove il 7 dicembre a firmare la Carmen sarà una regista scoperta sulle scene del Crt, Emma Dante. E ancora all’El­fo anni fa un ragazzo sardo, Antonio Marras, vide il So­gno e decise di sognare anche lui. Scappa dalla Sardegna, vai a Parigi, gli suggerì Bruni, ricordandogli che ognuno de­ve cercare la sua città di liber­tà. Per noi è stata Milano».

    Rispetto a quello dei vo­stri esordi, oggi però il pano­rama teatrale sembra meno ricco, meno vivace.
    «Non sono d’accordo. So­no nati nuovi teatri, altri gio­vani di talento stanno speri­mentando nuove strade. Pen­so in particolare a tre spazi: il Teatro Cooperativa, interes­sante esperimento di teatro di quartiere, il Teatro I e il nuovo Filodrammatici. Il ri­cambio c’è, e vitalissimo. Se appare meno evidente è per­ché il teatro è scomparso dal­la superficie della città, è di­ventato catacombale. Rende­re pubblico quello che fai è or­mai complicatissimo. I costi delle affissioni hanno fatto sparire i manifesti che annun­ciavano gli spettacoli. Sui mu­ri di Milano trovano spazio solo la moda e il consumo. La creatività c’è sempre, ma è sommersa».

    Insomma, Milano sembrascordarsi che deve molto al teatro.
    «La rete vera si chiama cit­tà. I teatranti che hanno lavo­rato dal dopoguerra a oggi, anche negli anni bui, hanno contribuito a tenerla viva. Un servizio pubblico enorme. Se nonostante tutto a Milano re­siste ancora un forte senso ci­vico, il merito va anche ai suoi teatri».

    Come ridargli visibilità?
    «Fare ancora più rete. Pro­pongo un’Expo del teatro. La Triennale potrebbe essere la giusta sede per una grande mostra del teatro vivente. L’anno prossimo si aprirà il Puccini, occasione per inne­scare altri intrecci. Con l’Uni­versità, la Civica Paolo Gras­si... ».

    E Internet, e la tv?
    «Chi non ha fatto il suo la­voro è la Rai. In 36 anni non ha ripreso neanche uno dei nostri spettacoli, e temo nean­che degli altri teatri. La sede Rai di Milano avrebbe potuto realizzare delle magnifiche te­che. Nulla. Quanto a Internet, è un fantastico strumento per facilitare l’accesso alle sce­ne, io lo uso per prenotare i biglietti, ma poi a teatro vado “fisicamente”. Bergman dice­va: 'Il teatro dovrebbe essere un incontro tra esseri umani. Tutto il resto serve solo a con­fondere'. Sottoscrivo».

    Il teatro è passione, ma anche educazione
    «Per questo da cinque anni tengo dei corsi propedeutici allo Iulm. Contro la stupidità dilagante diffusa da troppi media, bisogna diffondere il virus della curiosità, la malat­tia della cultura. Forse non sa­ranno tanti a venir contagia­ti, ma vale comunque la pena di provare. I 120mila spettato­ri che ogni anno vengono a vederci ci confortano. Ieri se­ra, per la ripresa di Angels in America, la sala era strapiena. Come lo sono quasi sempre gran parte dei teatri di questa città. Un chiaro segno per an­dare avanti. Con più forza e più passione che mai».

    Giuseppina Manin
    06 maggio 2009 - www.corriere.it - www.elfo.org

    Un «manifesto» per la cultura
    Tutti gli interventi al dibattito

    A febbraio Davide Rampello, presidente della Triennale, ha avviato la discussione sul Corriere

     

    Davide Rampello, presidente della Triennale

    Salvatore Carrubba, ex assessore alla Cultura

    Giovanni Reale, filosofo

    Alberto Abruzzese, sociologo

    Francesco Micheli, finanziere e presidente del Festival MiTo

    Francesco Casetti, semiologo

    Antonio Scurati, scrittore

    Rosellina Archinto, editrice

    Fabio Novembre, architetto e designer

    Paola Calvetti, scrittrice

    Giulio Giorello, filosofo

    Arnaldo Pomodoro, scultore

    Nicolò Cardi, gallerista

    Andrée Ruth Shammah, regista

    Roberto Abbado, direttore d'orchestra

    Severino Salvemini, docente di economia

    Dario Fo, premio Nobel

    Gianfranco Ravasi, arcivescovo

    Grazia Neri, esperta di fotografia

    Ermanno Olmi, regista

    Massimo De Carlo, gallerista

    Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri

    Alberto Artioli, sovrintendente

    Stefano Mauri, editore

    Giancarlo Majorino, poeta

    Massimo Vitta Zelman, editore

    Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica

    Luigi Brioschi, editore

    Aldo Bonomi, sociologo

    Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità

    Flavio Caroli, storico dell'arte

    Lionello Cerri, produttore

    Angelo Torricelli, presidente Facoltà Architettura Civile Politecnico

    Fabio Vacchi, compositore

    Antonio Ricci, autore tv

    Bob Noorda, designer

    Sandrina Bandera, sovrintendente della Pinacoteca di Brera

    Giovanna Cavazzoni, presidente del Vidas

    Roberto Bolle, étoile della danza

    Luigi Corbani, direttore dell'Orchestra Verdi

    Angelo Guglielmi, autore tv

    Carlo Mazzoni, scrittore

    Luca Doninelli, scrittore

    Franco Loi, poeta

    Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit Salone del Mobile

    Elio De Capitani, regista


    06 maggio 2009

    postato da: erica1cate alle ore 19:06 | link | commenti
    categorie: interviste, articoli, elio de capitani
    sabato, 09 maggio 2009

    NEL NUOVO PROGRAMMA DELLO STABILE DI TORINO...

    TEATRO GOBETTI

    23 - 28 febbraio 2010

    Le nuvole

    di Aristofane
    traduzione ed elaborazione drammaturgica Letizia Russo
    con Marco Cacciola, Annibale Pavone, Maurizio Rippa, Massimiliano Speziani
    regia Antonio Latella
    Teatro Stabile dell’Umbria

    Le nuvole cominciano di notte: il gallo ha già cantato e la scena comincia a essere invasa da odori e colori della campagna Aristofane “dedica” a Socrate questa commedia e lo fa attraverso il personaggio di Strepsiade, di suo figlio Fidippide e di Socrate. Antonio Latella la mette in scena con l’intento di renderne pienamente la ricchezza, la versatilità e soprattutto l’attualità: «Le nuvole - scrive il regista - sono tutto e non sono niente, sono i nostri desideri e le nostre paure, le nostre gioie e i nostri orrori, e diventano tutto ciò che vogliamo ma non potranno mai essere. Eppure in quel gesto estremo compiuto dall’uomo la sola cosa che si salverà sono le nuvole che non sono mai state e mai esistite quindi sono indistruttibili, come i pensieri, le idee».

    www.teatrostabiletorino.it

    postato da: erica1cate alle ore 04:30 | link | commenti
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