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AL VIA IL NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2009 | MF e compagnia bella

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giovedì, 04 giugno 2009

AL VIA IL NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2009

Festival Italia 09
 

 

Napoli Teatro Festival Italia 09
Si aprono le danze, o meglio i palcoscenici: la macchina del Napoli Teatro Festival Italia, con la sua imponente organizzazione attiva ormai da mesi, aprirà ufficialmente i battenti domani, attirando e tenendo impegnato il mondo teatrale napoletano e italiano, ma soprattutto accogliendo le nuove scene internazionali.

Il festival, alla seconda edizione, si svolgerà dal 4 al 28 giugno nei maggiori teatri partenopei e non solo. Dei 40 spettacoli in programma, più della metà sono prodotti o coprodotti, per un totale di oltre 250 rappresentazioni e 12 diverse lingue parlate in scena, 2.500 artisti, 18 paesi partecipanti, 20 nuove creazioni (alcune commissionate) e 28 testi originali.

 

L’intento è quello di presentare il contrasto, l’innovazione, l’unione Napoli-Europa, la multicultura napoletana e i multilinguaggi internazionali, il tutto messo in scena anche in siti inusuali: non solo il Teatro San Carlo o il Mercadante, ma anche il museo Madre, il Real Albergo dei Poveri - suggestiva ambientazione già sperimentata lo scorso anno -, o la Napoli Sotterranea. E ci sarà anche "Il teatro sommerso", progetto ideato e realizzato da Ettore Massarese, che intende far scoprire al pubblico il teatro romano di via dell'Anticaglia, un tempo destinato ad accogliere migliaia di spettatori e oggi "sommerso" dalle tante stratificazioni abitative che negli anni l’hanno circondato e in parte ricoperto. Il teatro romano di 12.000 posti portato alla luce dalla Sovrintendenza sarà così adibito a luogo di performance, al quale si accederà attraverso abitazioni private. Alcuni spettacoli saranno seguiti dalle terrazze, con pubblico munito di cannocchiali ed auricolari, ad osservare le storie che si svolgono negli appartamenti dei palazzi intorno.
Il festival prevede anche una sezione parallela, E45 Fringe Festival (dall’autostrada europea E45 che unisce le strade dalla Finlandia a Gela, in Sicilia), in cui giovani artisti sono stati scelti fra le proposte scartate dal cartellone ufficiale. 27 spettacoli che andranno in scena sui palcoscenici del Nuovo Teatro Nuovo, del Trianon e del Teatro Instabile: tutte produzioni indipendenti che non chiedono di essere coprodotte e che hanno ricevuto il sostegno solo per la comunicazione e gli spazi loro assegnati.
A caratterizzare i lavori del festival non saranno solo le ambientazioni, le scelte linguistiche e culturali volontariamente mescolate, ma anche la volontà di presentare spettacoli continuamente in fieri. Molti autori e registi sono stati invitati a vivere a Napoli per un mese, spronati a conoscere la vera anima della città: da questi soggiorni sono nate collaborazioni, provini, mescolanze attoriali, nuovi spunti per i testi che, anche involontariamente, sono stati influenzati dalla naturale teatralità napoletana.
Come già nella prima edizione il festival punta a non essere dannoso per l'ambiente: l’ecosostenibilità viene perseguita adottando regole di compatibilità ambientale nelle attività teatrali, ma anche presentando una sezione di spettacoli dedicati espressamente ai temi ecologici.
Parallelamente agli spettacoli, la Summer School vedrà professori dell’ateneo napoletano e docenti stranieri alternarsi in diverse lezioni sul teatro.
Ma ci sarà anche il Festival d’Oltremare che aprirà i battenti all’inizio di luglio, mantenendo attiva questa molteplice macchina teatrale fino all’inizio della prossima stagione autunnale.

Tra i progetti commissionati dal Napoli Teatro Festival Italia c'è il testo di Manlio Santanelli "Napoli non si misura con la mente", che si affianca ai lavori di Eugène Savitzkaya, Colum McCann e Antonio Skármeta. Inoltre diversi artisti napoletani, da Enzo Moscato ad Antonio Latella, da Vincenzo Salemme a Ruggero Cappuccio, sono stati invitati a presentare progetti speciali. E proprio a Moscato è affidato il debutto della rassegna con "Pièce Noire", che lo vede per la prima volta anche regista del testo, in scena al Mercadante dal 4 al 6 giugno.
Dal 2008 il festival produce inoltre la prima Compagnia Teatrale Europea, composta da artisti di diversi paesi dell'Unione. Quest'anno la Compagnia è diretta dal ventottenne francese David Lescot, che propone la messinscena di "L'Européenne", commedia - di cui è anche autore - sui limiti e i difetti dell’Unione: un testo con il quale ha vinto il Gran Prix de Littérature Dramatique 2008, e che sarà in scena dal 5 all’8 giugno al San Carlo.
Un workshop sul mito moderno ed europeo del Don Giovanni, diretto da Lukas Hemleb, anticipa invece la produzione per l'edizione 2010 della Compagnia.
L'attesa maggiore, in questa prima parte del festival, è infine per "Città visibili" di Chay Yew, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Lo spettacolo, commissionato dal festival, è stato realizzato tra l’Italia e la Cina con diversi linguaggi, dalla danza alle maschere, e con attori sia italiani che orientali. La prima, in scena il 22 maggio a Singapore, prevedeva un palcoscenico rotante e un pubblico su scalinate da anfiteatro, mentre i personaggi provenivano dall’incrocio di strade cittadine. Vedremo cosa succederà nell’allestimento napoletano, in scena dal 6 al 14 giugno al Real Albergo dei Poveri.

www.klpteatro.it

www.teatrofestivalitalia.it

postato da: erica1cate alle ore 03:49 | link | commenti (3)
categorie: eventi, festival, antonio latella

Commenti
#1    04 Giugno 2009 - 03:54
 
La seconda edizione del Napoli Teatro Festival Italia si terrà dal 4 al 28 giugno.


Il Festival sviluppa la sua vocazione internazionale attraverso collaborazioni con teatri e festival europei come il Théâtre de la Ville di Parigi, il Festival di Edimburgo, il Wiener Festwochen. Saranno insieme sulla scena artisti di diverse nazionalità: interpreti italiani e inglesi per Interiors di Matthew Lenton, attori e registi italiani e tedeschi per un laboratorio a cura di Matthias Langhoff. Fra gli artisti invitati a creare nuove produzioni: Karole Armitage, David Lescot, Enzo Moscato. Il Festival ha commissionato testi a Manlio Santanelli, Antonio Skármeta, Eugène Savitzkaya, Colum McCann. I sotterranei di Napoli diventeranno protagonisti dei progetti di Andy Arnold e di Muta Imago, mentre i tetti dei suoi palazzi più alti ospiteranno uno spettacolo di Rodrigo Pardo. Parte del programma sarà dedicata al Settecento francese e spagnolo e parte alle nuove tendenze dei linguaggi contemporanei dell'arte.
Collaborazioni e coproduzioni con festival e teatri di tutto il mondo, produzioni specifiche e nuove creazioni, testi originali commissionati ad autori italiani e stranieri sono alcune delle direttrici che caratterizzano il Festival. Anche per la seconda edizione, il Festival sarà diffuso nella città, tra Decumani e Quartieri spagnoli, nelle sale e nelle chiese seicentesche, al Real Albergo dei Poveri e nella Sala del Lazzaretto, nell’antico sottosuolo di Napoli e sui tetti dei palazzi, in un gioco tra alto e basso che è anche uno dei segni distintivi e metaforici della città e della cultura contemporanea.


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#2    23 Giugno 2009 - 16:04
 
... Un altro avvenimento di primissimo ordine è La trilogia della villeggiatura goldoniana. riscritta da Letizia Russo per la regia di Antonio Latella, trasferendola nella Toscana di oggi dove le due famiglie che si corteggiano, e non solo, sarebbero, come spesso accade attualmente, una locale e una tedesca, sviluppando quindi un rapporto bilingue che spostava anchei disaccordi su un piano di recitazione particolarmente espressivo nelle prime due parti, nello spettacolo a cui ho assistito a Colonia, mentre Il ritorno conclusivo si svolge sul piano scenico sottostante ridotto come il protagonista a una nudità che a Napoli solo il Teatro San Carlo può permettersi di ospitare. - FRANCO QUADRI - repubblica.it -
2-6-09
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#3    23 Giugno 2009 - 16:13
 
NAPOLI VINCE LA SUA SCOMMESSA

... E un altro clou del Festival è La trilogia della villeggiatura goldoniana creata l' anno scorso a Colonia da Antonio Latella e trasferita dalla riscrittura di Letizia Russo ai giorni nostri, mischiando italiano e tedesco come spesso accade nelle estati toscane. Un capolavoro. - FRANCO QUADRI - repubblica.it - 15.6.09
(anche questa volta abbiamo condiviso la visione col sig. critico)
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