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andrea capaldi | MF e compagnia bella
aggiornamenti su Marco Foschi, Antonio Latella e altre notizie teatrali
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Il risveglio di primavera, uno dei capolavori di Frank Wedekind, il grande autore tedesco precursore dell'espressionismo, non figura fra i testi più frequentati dai giovani registi di oggi: sembra dunque interessante verificare come il trentenne Tommaso Tuzzoli, dopo avere efficacemente allestito I re di Julio Cortazar e Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard, si accosta a questo testo sull'universo inquieto dell'adolescenza. La "prima" è venerdì 6 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.
(renato palazzi - 6.11.09 - delteatro.it)
Nuovo Teatro Nuovo
RISVEGLIO DI PRIMAVERA
da Frank Wedekind
con Ilenia Caleo, Paola Campaner, Andrea Capaldi, Caterina Carpio, Sabrina Jorio, Silvio Laviano, Francesco Moraca, Giuseppe Papa
disegno luci Simone De Angelis
suono Franco Visioli
scene e costumi Graziella Pepe
chitarra Francois Gozlan
piano Giulia Qualizza
realizzazione scene Clelio Alfinito
realizzazione costumi Cinzia Virguti
macchinista Mario Febbraio
foto di scena Brunella Giolivo
assistente volontario Francesco Panachia
assistente alla drammaturgia Federico Bellini
adattamento e regia Tommaso Tuzzoli
debutto 6 novembre 2009 - Napoli, Nuovo Teatro Nuovo
Che opera d’arte è l’uomo, quanto nobile nella sua ragione, quanto infinito nelle sue facoltà, nella forma e nel movimento, quanto appropriato e ammirevole nell’azione, quanto simile a un angelo nell’intendimento, quanto simile a un dio.
E tuttavia, per me, cos’è questa quintessenza di polvere?
Amleto - W. Shakespeare
Spesso si affrontano viaggi nella memoria attraverso storie per riflettere su come eravamo, ma quando si scopre che l’uomo presunto futuribile altro non è che ancora l’uomo del passato, si ha l’impressione di affondare dentro se stessi.
La nostra immagine del passato è forse solo mal messa a fuoco o magari sbiadita dal tempo, ma se osserviamo bene, ritroviamo lì noi stessi.
È trascorso infatti più di un secolo da quando Frank Wedekind ha scritto Risveglio di primavera, opera teatrale che attraverso le vite di un gruppo di giovani mette totalmente a nudo la propria società. Capace di ridicolizzare la sua epoca e di palesare scomode realtà nascoste, Wedekind scava nell’animo umano, guidandoci in un necessario confronto con le nostre idee, i nostri amici, la nostra morale, la nostra sessualità, permettendoci così di affrontare, realmente, il mondo del potere e decidere se contrastarlo o farne parte. “Conoscere se stessi” per recuperare l’alfabeto emotivo di cui ci stiamo e ci stanno privando, ritornare ai sentimenti per accorgerci dell’ospite inquietante, il nichilismo, e guardarlo bene in faccia per tornare così a ciò che ciascuno di noi è. Un viaggio che ci chiede gridando un’immersione nella parola uomo.
Tommaso Tuzzoli
dalle ore 20:45 - Continua al Teatro Quirino- Vittorio Gassman il Festival Revolution MAD - Maestri Avanguardie Derive del Teatro Contemporaneo: Lorenzo Gleijeses, Egumteatro e il Teatro Stabile di Calabria presentano questa sera lo spettacolo 'Che Tragedia'.
La regia è affidata ad Annalisa Bianco e Virginio Liberti, che così raccontano il progetto:"La nostra avventura nel labirinto tragico è vissuta da giovani attori. Sappiamo che l'aspettativa di vita nell'antica Grecia era di 40 anni. Aldilà della filologia, quello che ci interessava era formare un piccolo gruppo di lavoro composto da giovani e realizzare una formazione attoriale come si faceva un tempo, cioè, attraverso la realizzazione di spettacoli".
Sul palco per questa sperimentazione teatrale Lorenzo Gleijeses, Andrea Capaldi, Armando Iovino, Davide Pini Carenzi. Scene e costumi Rita Bucchi. Con Revolution Mad il Teatro Quirino vuole includere, all'interno di uno spazio istituzionale, tanto le realtà più importanti e consolidate della scena contemporanea, quanto i nuovi talenti della ricerca fioriti negli ultimi anni.
Il 15 settembre è iniziata la programmazione del Teatro Quirino- Vittorio Gassman con il Revolution – MAD –Maestri Avanguardie Derive del teatro contemporaneo.
Siamo convinti della necessità di immaginare un domani sondando quello che succede oggi su altre sponde ed in altri continenti teatrali, di dare spazio a nuove sensibilità e nuovi linguaggi, di ricercare vie espressive che sfuggano alle catalogazioni e che sfocino in un teatro nuovo per abbattere così le barriere tra i pubblici di genere. Aprire a nuove forze, a ricerche artistiche differenti, non fossilizzarsi in proposte unidirezionali, accogliere spettatori mai incontrati prima: MAD è uno spaesamento con cui desideriamo arricchire la nuova identità del Teatro Quirino.
MAD sarà un modo per ricordare, all'interno della tradizione del grande attore di prosa, la lezione di maestri come Jerzy Grotowski, Eugenio Barba e l’Odin Teatret, Leo De Berardinis;un modo necessario per includere, all'interno di uno spazio istituzionale, tanto le realtà più importanti e consolidate della scena contemporanea, quanto i nuovi talenti della ricerca fioriti negli ultimi anni. Uno spaesamento, una rivoluzione anche nel modo di intendere gli spazi del teatro: per ogni spettacolo ci sarà una collocazione diversa della scena e del pubblico, con gli spettatori che saliranno sul palco e i performer che invaderanno tutti gli spazi interni, fino al foyer, per arrivare all'esterno del teatro ed oltre.
Con MAD, pazzo Quirino, proponiamo un ricambio-scambio di linguaggi, ricerche, generazioni, visioni, necessità... La rivoluzione del/nel Teatro Quirino riguarda il suo mettersi in marcia su nuove rotte che vediamo e sappiamo conducono ad esperienze importanti e non più trascurabili. Un attraversamento di campi, geografie e modi esplorativi apparentemente lontani tra loro ma che hanno in comune una ricerca ed un modo di orientarsi personale, riconoscibile, autoriale e autonomo. Una Rivoluzione-Rigenerazione tramite una calcolata follia che muova il Teatro Quirino e lo porti a mettere in atto le sue potenzialità in più direzioni, a 360 gradi.
Lorenzo Gleijeses
| Organizzatore:: |
Paolo Cinquemani
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| Tipo: | |
| Rete: |
Globale
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| Prezzo: |
ingresso gratuito .. a invito su prenotazione obbligatoria al num 328 8149809{organizzatore Paolo Cinquemani}- 333 2876472 { Giuseppe Provinzano}
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| Inizio: |
sabato 12 settembre 2009 alle ore 21.30
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| Fine: |
domenica 13 settembre 2009 alle ore 22.30
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| Luogo: |
sala prove del Nuovo MonteVergini
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| Indirizzo: |
Montevergini
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| Città/Paese: |
Palermo, Italy
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| Telefono: |
3288149809
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| E-mail: |
Dal 2 al 25 giugno 2009 Teatro Belli.
Il progetto di questa sedicesima edizione della rassegna “Garofano Verde - scenari di teatro omosessuale”, realizzata con il sostegno del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, si fonda tutto, per la parte inedita del cartellone, su materiali testuali che rendono omaggio alla letteratura contemporanea.
Il gesto di ripensare, di riscrivere integralmente e di far riparlare in altro modo (senza adattamenti diretti, salvo Leavitt e Cotroneo) pagine di libri e formule di autori pervase da una sensibilità o da una tematica omosessuale, manifesta l’intenzione nostra di mettere in campo, di creare ex novo e autonomamente un’azione scenica che rimediti scritture meritevoli d’essere vissute da nuovi personaggi, da nuovi contesti e da nuovi linguaggi sotto i riflettori.
Condivise nel progetto e nel criterio con la Società per Attori, le procedure sono qui state, di lavoro in lavoro, sempre diverse. C’è stato qualcosa di profondo, di suggestivo e di inesorabile che ha funzionato da polo d’attrazione in certi personaggi di David Leavitt rivisitati trasversalmente da Luca De Bei. C’è un senso di inadeguatezza, un presentimento della maturità intesa come arresto della trasformazione e della bulimia sessuale da cui discende la voglia, per i giovani di Dennis Cooper (re-immaginati da Ricci/Forte), di preferire il grado zero di un limbo. C’è una declinazione del dolore sentimentale gay che fa dimenticare la fonte traumatica di un abbandono e pone nello stato permanente del desiderare ancora quel disamore, come insegna Ivan Cotroneo, col supporto della regia di Enrico Maria Lamanna. Ci sono le molte strutture di romanzi o racconti di monitoraggio, contemplazione, ridefinizione e autonarrazione della coscienza o dell’oblio omosessuale che hanno indotto a micro-creazioni, a corti teatrali indipendenti ad opera d’un laboratorio di neo-autori, con affidamento del polittico a Giuseppe Marini. C’è il personalissimo dar corpo e voce, dopo averne plasmato un raro romanzo, a una storia d’amore tesa a elaborare le ragioni, le follie e i burrascosi misteri di un distacco, col privilegio dei toni e del senso prestati dallo stesso autore, un autorevole attore, Sandro Lombardi. E c’è, di ritorno sul palcoscenico del Belli, ospite tutto teatrale del “Garofano Verde”, lo scavo di Philip Ridley attorno alla morte di un giovane, con prelievi dal non detto, dal non convenzionale, dal non comodo, su regia di Carlo Emilio Lerici.
Nel momento in cui ancora si agitano discussioni, polemiche, contrasti pregiudiziali e remore etiche nei confronti della libertà dell’individuo, nel momento in cui alte sono le voci per perorare o avversare una legislazione equa che concerna i diritti discendenti da vincoli omosessuali, nel momento in cui il cinema crea un fronte di dialogo e di sdrammatizzazione in materia di rapporti tra esponenti dello stesso sesso, e nel momento in cui langue invece un certo fronte innovativo di drammaturgia che additi problemi e tensioni di una sfera intima e sociale del sentire nella sfera GLBT (gay-lesbo-bisessuale-transessuale), ci è parso opportuno eleggere a esempio le trame, le espressioni, le figure e i modi d’approccio della letteratura odierna omosessuale, e riversarne anche soltanto il puro senso in teatro. È solo un gesto, il nostro - mentre in Europa gira lo spettacolo di danza “To be Straight with You” di Lloyd Newson per i Dv8 con 85 interviste sui mondi omofobici e gay - per creare sinergie e dialoghi tra arti, oltre che tra persone. E a proposito di persone salutiamo con affetto uno spettatore sempre presente, l’amico Nico Garrone.
Rodolfo di Giammarco
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco • XVI Edizione
dal 2 al 25 giugno 2009 TEATRO BELLI
Roma - Piazza S. Apollonia, 11/a • Tel. 06 5894875 • info@teatrobelli.it
Orario spettacoli: 21,15 • Biglietti: € 15,00 - € 10,00 - € 8,00
IL PROGRAMMA
GAROFANO VERDE
SCENARI DI TEATRO OMOSESSUALE
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco • XVI Edizione
dal 2 al 25 giugno 2009
TEATRO BELLI
Roma - Piazza S. Apollonia, 11/a • Tel. 06 5894875 • info@teatrobelli.it
Orario spettacoli: 21,15 • Biglietti: € 15,00 - € 10,00 - € 8,00
www.arofanoverde.info
dal 2 al 6 giugno
UN LUOGO DOVE NON SONO MAI STATO
testo e regia
LUCA DE BEI
liberamente tratto dai racconti di
DAVID LEAVITT
con Federica Bern, Riccardo Bocci, Giorgio Marchesi
dall’8 all’11 giugno
MACADAMIA NUT BRITTLE
di
RICCI/FORTE
omaggio a
DENNIS COOPER
con Anna Gualdo, Andrea Pizzalis
Giuseppe Sartori, Nicolò Todeschini
regia
STEFANO RICCI
dal 13 al 16 giugno
CRONACA DI UN DISAMORE
di
IVAN COTRONEO
dal romanzo omonimo dello stesso autore
con Giuseppe Gaudino, Nicola Nicchi, Barbara Begala
regia
ENRICO MARIA LAMANNA
dal 18 al 21 giugno
ALTRI AMORI • dalla letteratura
Corti Teatrali Gay
drammaturgie di
Rosalinda Conti, Pietro Dattola, Alessandro Fea, Francesca Macrì
Vincenzo Manna, Gaia Termopoli, Franca Zucca
con Andrea Capaldi, Mauro Conte, Riccardo Francia
Maria Grazia Laurini, Francesco Martino, Noemi Parroni
regia
GIUSEPPE MARINI
22 giugno
LE MANI SULL’AMORE
dal romanzo omonimo
lettura d’autore
di
SANDRO LOMBARDI
24 e 25 giugno
VINCENT RIVER
di
PHILIP RIDLEY
con Francesca Bianco, Michele Maganza
adattamento e regia
CARLO EMILIO LERICI
Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard, autore di punta della nuova drammaturgia canadese di lingua francofona, è un atto unico di forte impatto emozionale e visivo. In scena, nello spettacolo di Tommaso Tuzzoli, ci stanno tre fratelli - Ambroise, Carl e Victor - che hanno avuto un incidente stradale nello stesso luogo in cui, 15 anni prima, è morto sotto i loro occhi il padre, un poeta ubriacone , un padre padrone. I tre stanno lì, davanti a noi, a torso nudo con dei pantaloni bianchi, immersi in una oscurità illuminata da rari sprazzi di luce che proiettano al suolo gli intrecci di rami degli alberi della foresta. E ci raccontano e si raccontano la loro vita: vita di fratelli coltelli, sembrerebbe, in realtà vita di ragazzi che hanno scelto il silenzio, il non dire per non rivelare la parte più segreta di se stessi, qualche inconfessabile segreto. Da parte sua Bouchard mantiene volutamente, con accortezza, questo suo testo dentro margini intriganti di ambiguità, dentro una realtà sospesa dove la vita può improvvisamente incontrare la morte.
I tre protagonisti non potrebbero essere più diversi: Ambroise, omosessuale snob, è un gallerista; Carl, il più giovane, fa il commesso in un grande ipermercato e sta per sposarsi; Victor è un duro boscaiolo quebecchese pieno di donne e di figli. È proprio lui a convincere i fratelli, che si sono riuniti per il matrimonio di Carl, a fare quella gita disgraziata sul suo camion lanciato a grande velocità, che si rovescia all'improvviso per l'improvvisa apparizione di una pernice, lì alla curva sopra il fiume nel quale il padre è annegato. All'inizio potremmo credere che Ambroise e Carl siano sopravvissuti al tragico incidente perché parlano fra loro della morte di Victor. Poi ci si rende conto che in realtà sono tutti morti sia pure in ore diverse e che stiano lì a guardarsi per la prima volta in faccia e a dirsi le cose non dette a partire dall'amore incestuoso di Ambroise per Carl fino alla rivelazione che la morte del padre in realtà è stato un parricidio e che la loro fine ha in Victor il suo deus ex machina.
Bouchard, considerato il Genet canadese, costruisce Il sentiero dei passi pericolosi con grande abilità drammaturgica, con una forte e crescente suspence, contraddicendo in parte l'affermazione di uno dei fratelli che la parola sia morta e dunque "viva l'immagine". Proprio su questo sottile crinale Tommaso Tuzzoli, grazie anche alla prova convincente dei tre interpreti Andrea Crepaldi, Andrea Manzalini, Silvio Laviano, costruisce uno spettacolo carico di fisicità pur senza mai rinnegare la parola, ponendo i suoi attori sui di un ring ideale in cui la vita (e la morte) va giocata a suon di pugni come in un rito virile di iniziazione.
di maria grazia gregori - delteatro.it
(21 mag 2009)
19 > 24 maggio
Nuovo
Festival Castel dei Mondi di Andria e PIM Spazio Scenico, presenta
IL SENTIERO DEI PASSI
PERICOLOSI
una tragedia stradale
di Michel Marc Bouchard

Traduzione di Francesca Moccagatta
con Andrea Capaldi, Andrea Manzalini, Silvio Laviano
disegno luci Simone De Angelis
suono Franco Visioli
trainer Sabrina Jorio
personal boxing trainer Lino Silvestri (Napoli Boxe/Mediterranea)
foto di scena Brunella Giolivo
progetto video Paco Capaldi
assistente alla regia Luisa Tuzzoli
regia Tommaso Tuzzoli
Tre fratelli hanno un incidente stradale e si trovano bloccati nella foresta dove il loro padre era morto esattamente lo stesso giorno di quindici anni prima. Ambroise, Carl e Victor sono così costretti a confrontarsi con il passato che avevano tentato di cancellare. Abituati a dimenticare e a non guardare in faccia la vita, i loro pezzi di verità emergono a fatica. I tre fratelli si confrontano come se facessero a pugni, con la violenza liberatoria di chi muore e si rigenera ad ogni colpo inferto o incassato.
Attraversarsi, scavarsi dentro, spingersi fino alla soglia dei propri silenzi e così ridar vita ai ricordi alle immagini ai suoni, a volte lontani, a volte dimenticati, che ci compongono nel corpo e nei sentimenti.
A questo compito duro e violento il testo di Michel Marc Bouchard ci rimanda indiscutibilmente per ottenere verso se stessi e gli altri quella franchezza a cui ci siamo disabituati.
Una tragedia che vede il ricongiungimento di tre fratelli da anni lontani, il giorno del matrimonio del più piccolo che involontariamente coincide con quello della scomparsa del padre, avvenuta quindici anni prima.
Un luogo, la foresta, spettro del ricordo per queste vite bloccate. Una spirale fatta di continui deja vù: ripercorrere freneticamente le proprie vite costruite negli anni sulla colpa, credendo di essere ancora vivi.
Corpi in continuo movimento che sudano, si abbracciano, si liberano, diventano con la luce sagome ed ombre.
Uno spazio riempito dalla presenza dei corpi, che per mezzo della luce si sospendono in un luogo sconosciuto, in bilico tra l’essere e il non essere.
Un’immagine in bianco e nero di un fiume che appare come da una memoria sfocata non del tutto decifrabile, un continuo movimento di acqua che vivendo sui corpi li tramuta in tele. Un suono che è ripetizione di tre temi, ossessione che non vuole essere udita e solo alla fine diviene liberazione, aria.
Tommaso Tuzzoli
L’impianto drammaturgico (sono tutti già morti ma rivedono per un istante tutta la loro vita) spiazza lo spettatore e lo costringe mentalmente a ricostruire l’equilibrio dei fatti mano a mano che si dipana il dialogo che sferra colpi allo stomaco e lascia l’amaro in bocca. La sensazione di camminare su una strada dritta ma di ritrovarsi sempre allo stesso punto, il continuo déjà-vu, il meravigliarsi dell’assenza delle zanzare in un luogo dove ci sono sempre state sono alcuni espedienti per rappresentare il loro drammatico “essere già morti”. Geniale e poetico essere vivi ma morti sul palcoscenico, sorprendente il tempo circolare, quasi metafisico in cui è immersa la vicenda familiare.
Teresa Terranova, www.connessomagazine.it
Ricco di sorprese, il testo viene gratificato dall’incontro con un regista giovanissimo, Tommaso Tuzzoli, che ci presenta i suoi personaggi a torso nudo, pronti a gettarsi addosso fiumi di parole coi gesti e la forza di lottatori capaci anche di qualche tenerezza nel penetrare storie di vita dai contrastanti ideali …
Michel Marc Bouchard (1958) è uno degli autori canadesi più noti al mondo e docente universitario. Inizia la sua attività nei primissimi anni Ottanta, segnalandosi al National Arts Centre con La Contre-nature de Chrysippe Tanguy, écologiste (1983), ma il successo arriva alcuni anni più tardi con Le feluettes, in italiano Le mammole, prova o ripetizione di un dramma romantico (1988), tradotto in inglese (Lilies), e trasposto in film per la regia di John Greyson, presentato in Italia al festival a tematiche omosessuali Da Sodoma a Gomorra di Torino. Nello stesso anno compone Le muse orfane, testo rappresentato in vari paesi, Il viaggio dell'incoronazione (1995), Pierre et Marie... et le Demon (1997), Il sentiero dei passi pericolosi. Tragedia stradale (1998), Sous le regard des mouches (2000), I manoscritti del diluvio (2003). Ha scritto appositamente per Intercity Festival Il pittore di madonne. Nascita di un quadro (2003), durante una sua permanenza in Italia. Ha ricevuto molti riconoscimenti fra i quali il Premio Chalmer, il Dora Moore, il premio dell'Associazione Critici Teatrali del Québec, il premio del Journal de Montréal.
Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20
Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30
Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it
Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16
Trasporti pubblici: tram 12/14 Accesso disabili: con aiuto
Teatro OUT OFF v. Mac
Uffici, via
Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105
E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it
"...Una produzione del napoletano Nuovo Teatro Nuovo che ne ha affidato la regia a Tommaso Tuzzoli, bravo a consegnare soltanto alle parole dette, alle luci di taglio, al torso nudo di tre attori, la delicata materia di questa “tragedia stradale” che più va avanti, più si addentra tra gli alberi, più stringe la morsa intima e dolorosa dei rapporti famigliari... Roberto Canziani, IL PICCOLO di TRIESTE, mars 2009
"...Un autore che sfugge a ogni definizione scrivendo testi arrabiati realistici e metaforici a un tempo su storie locali col dono dell'universalita...Da vedere!" Franco Quadri, LA REPUBLICA, decembre 2007
LE CHEMIN DES PASSES DANGEREUSES
Création : hiver 1998, Cie Jean-Duceppe, Montréal, mise en scène de Serge Denoncourt et Théâtre en Scène, mise en scène de Vincent Goethals
Down dangerous passes road, traduit en anglais par Linda Gaboriau
El camino de los passos peligrosos traduit en espagnol par Boris Schoemann
Il sentiero dei Passi Pericolosi, una tragedia stradale, traduit en italien par Francesca Moccagatta
Gefahrenzone, traduit en allemand par Frank Heibert
Editions Théâtrales, Paris (1998)
©Giuseppe Distefanowww.michelmarcbouchard.com
A Genova, da lunedì 18 a domenica 24, il Teatro della Tosse organizza una mini-rassegna dedicata al tema dell'inferno, esplorato in tutte le sue sfumature e possibili declinazioni: alla ripresa di uno storico spettacolo dantesco firmato anni fa da Tonino Conte, e ambientato nel Chiostro dei Canonici del Museo Diocesano, si aggiungono una tavola rotonda, una conferenza su diavoli e fiamme nell'arte, un viaggio "in barca con Caronte" su pescherecci in navigazione nella Darsena e diverse visite guidate alla scoperta di figure infernali nel territorio genovese.
All'Out Off di Milano, da martedì 19, il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli propone Il sentiero dei passi pericolosi, un'inquietante "tragedia stradale" del canadese Michel Marc Bouchard allestita dal giovane, interessante regista Tommaso Tuzzoli. Il testo mostra tre fratelli che, nel giorno del matrimonio di uno di loro, subiscono un incidente d'auto proprio nella foresta dove quindici anni prima il padre era morto in circostanze simili. L'occasione li costringe a confrontarsi con un passato rimosso: ma a poco a poco si scopre che loro stessi non sono più in vita.
Per il festival Fabbrica Europa, alla Stazione Leopolda di Firenze, mercoledì 20 e giovedì 21 François Kahn, il bravo attore-regista francese a lungo attivo in Italia, rappresenta il suo spettacolo I dormienti, ricavato da alcune poesie della raccolta Foglie d'erba di Walt Whitman: in particolare, Kahn ha tratto ispirazione dai versi di Sleepers, in cui Withman immagina di coricarsi accanto a uomini e donne addormentati per sognare "tutti i sogni degli altri sognatori", facendosi trascinare in un mondo onirico sospeso tra l'infanzia, l'amore, la vita, la morte.
Tornano al Piccolo Teatro di Milano i Propeller, la singolare compagnia inglese che affronta le opere scespiriane unicamente con attori di sesso maschile, così come venivano interpretate al tempo dell'autore: da giovedì 21 a domenica 24 il regista Edward Hall presenta al Teatro Studio un'ironica, spiazzante versione del Sogno di una notte di mezza estate - commedia già ricca di sottili ambiguità - che sarà seguita, la settimana successiva, da un analogo approccio al Mercante di Venezia.
di renato palazzi
(delteatro.it - 15 mag 2009)
ODIO IL LUNEDI'
FACE à FACE
Parole di Francia per scene d’Italia / Parole d’Italia per scene di Francia
Terza edizione 2009 - Italia / Francia
QUESTO FIGLIO
di Joël Pommerat
traduzione a cura di “Tradurre per la scena” diretto da Ida Portofido
lettura scenica a cura di Tommaso Tuzzoli
con Andrea Capaldi, Silvio Laviano, Sabrina Jorio, Peppe Papa, Giorgia Salari
Comitato artistico Face à face – Italie
Olivier Descotes, addetto culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia
Antonio Calbi, direttore del settore spettacolo del Comune di Milano
Gioia Costa, traduttrice e studiosa di teatro francese
Christine Ferret, responsabile dell’editoria all’Ambasciata di Francia in Italia
Massimo Monaci, direttore del Teatro Eliseo
Organizzazione generale in Italia
PAV de Claudia Di Giacomo, Roberta Scaglione
Comitato artistico Face à face – Francia
Rossana Rummo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi
Ninni Cutaia, direttore dell’Ente Teatrale Italiano
Marie Raymond, responsabile del Teatro a Culturesfrance
Organizzazione generale in Francia
PAV avec Judith Martin
Per Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia, Napoli partecipa con un Focus su Joël Pommerat. Il testo Cet Enfant (Questo figlio) ,verrà presentato in due versioni, in un vero dialogo “face à face”: la lettura scenica in italiano a cura di Tommaso Tuzzoli il 27 aprile al Nuovo Teatro Nuovo e lo spettacolo in lingua originale francese, con la regia e il gruppo di attori di Joël Pommerat, al Mercadante Teatro Stabile di Napoli in prima italiana assoluta il 7 e l’8 maggio.
Questo figlio è nato in seguito ad una serie di incontri con donne di diverse città della Normandia (progetto commissionato dalla Casse d’Allocations Familiales e dal Centre Darmatique Nazional- Comédie di Caen), durante i quali Pommerat e la sua compagnia di attori hanno avuto dei colloqui sul tema della famiglia. L’autore ha quindi scritto una pièce dove esplode con grande evidenza la difficoltà che hanno genitori e figli a capirsi e a intendersi. Cet Enfant è dunque composto da una serie di sequenze immaginate, di confronti familiari che portano al massimo le abituali tensioni dei legami genitori – figli. Le scene riflettono e raccontano quanto sia ampia la portata e la complessità del legame di e con la propria famiglia di origine, una volta confusa con la nostra storia di vita, con la storia di quel genitore che “forse” siamo e con il figlio o la figlia che siamo sempre.
Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia giunge nel 2009 alla sua terza edizione. Il progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008.
Face à Face ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e di interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano. I due paesi hanno infatti due sistemi teatrali culturalmente e organizzativamente piuttosto diversi, seppure con qualche punto di contatto; nondimeno il dialogo “teatrale” fra le due nazioni si è mantenuto costante nei decenni.
A partire dal 2009 il progetto si arricchisce di un’edizione in Francia, che si svolgerà in contemporanea all’edizione italiana, e sarà promossa dall’Ente Teatrale Italiano e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi attraverso la presentazione a Parigi e in altre città di dieci autori della drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con i teatri e gli operatori francesi.
L’edizione 2009 in Italia
In Italia, l’edizione 2009 di Face à face amplifica il suo raggio d’azione e mira ad approfondire l’indagine sulla drammaturgia francese contemporanea articolando le proposte in modo variegato. Saranno molte infatti le città che dedicheranno più di un appuntamento alla drammaturgia francese, Milano, Roma, Napoli e Torino in particolare ospiteranno spettacoli italiani e francesi in uno sforzo produttivo congiunto tra i diversi teatri e Face à face.
Tourbillon e Lanificio25
presentano
STUDIO EDIPO 09
4 5 6 marzo h. 21,00
Testi tratti da Sofocle, Seneca, Shakespeare, Hofmannsthal, Pasolini
con Andrea Capaldi, Andrea de Goyzueta, Sabrina Iorio. Fabio Rossi, Giuseppe Papa
Luci Marcello Falco Suoni e musiche Alberto Falco Video Alessandra Carchedi
Progetto e messa in scena Alessandra Asuni
Assistente alla regia
Collaborazione movimenti scenici
Note StudioEdipo09
Siamo edipici, quando eroicamente ci sforziamo di vedere (Hillman ).
…
Il mito di Edipo continua nei secoli ad affascinarci, ha ispirato e ispira grandi autori teatrali e non solo. Mi chiedo perché. È una domanda che ci siamo fatti parecchie volte: non si può mettere a fuoco solo un aspetto della vita di Edipo ed è per questo che autori come Pasolini, Hofmannsthal, Seneca, Sofocle ci hanno aiutato quasi a svelarne l’enigma.
Edipo è Figlio - Laio è Padre - Giocasta è Madre.
Edipo è Laio - Edipo è Giocasta
Poi, Edipo è Edipo.
Rispetto alla tragedia di Sofocle abbiamo avuto l’esigenza di riscoprire l’origine di Edipo, creando così un antefatto onirico e visionario: l’Oracolo come sogno: il messaggio divino degli antichi Greci che impone il suo responso, così come nei nostri sogni l’istinto grida d’essere accolto e rappresentato. I sogni sono diventati ossessione, incubi sempre presenti nella mente.
Edipo:
“…Da bambino mia madre mi diceva di non guardare mai fisso il sole. Ma una volta, a sei anni, l’ho fatto…e per un momento vidi e capii…”
costo del biglietto euro 10,00
Venerdì 6 marzo dopo lo spettacolo
h. 23.00
EDIPO PARTY
per festeggiare insieme agli amici di EDIPO... Una indimenticabile serata di visioni e... viaggi... un "Trip" lungo una notte per sognare insieme... con la Musica di Giacomo&Valerio...
euro10.00
un grosso in bocca al lupissimo a tutti!!!