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venerdì, 30 ottobre 2009

SI DEBUTTA A COLONIA...

Fr
30.10.09

uhr 19.30

URAUFFÜHRUNG
Schauspielhaus





Nach Franz Kafka

DIE VERWANDLUNG UND ANDERE ERZÄHLUNGEN

BESETZUNG
PS


„Als Gregor Samsa eines Morgens aus unruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt.“ So beginnt eine der merkwürdigsten Erzählungen des 20. Jahrhunderts. Eine „ausnehmend ekelhafte Geschichte“ hatte Franz Kafka seine 1912 geschriebene Erzählung genannt, wohl nicht ahnend, dass Gregor Samsa zum berühmtesten Insekt der Weltliteratur avancieren sollte. Ausgehend von »Die Verwandlung« komponiert Antonio Latella einen Theaterabend aus weiteren berühmten und weniger berühmten Texten Kafkas – darunter »In der Strafkolonie«, »Das Urteil«, aus den Tagebüchern und Oktavheften. „Die Erzählung »Die Verwandlung« wird Ausgangspunkt für eine Arbeit über das Nicht-Wissen und die Unfähigkeit, sich selbst zu erkennen. Die Metamorphose, die mich interessiert, liegt in der Bewegung. Sie geschieht auch für alle, die Samsa umgeben, die sich angesichts seiner Krankheit verändern, indem sie sich in die monströsesten Gebiete des menschlichen Seins hinablassen.“ (Antonio Latella)

www.schauspielkoeln.de/plan.php

rosariotedesco.altervista.org/blog/

IN BOCCA AL LUPO!!!

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categorie: eventi, programma, antonio latella, rosario tedesco
mercoledì, 07 ottobre 2009

A COLONIA DAL 30 OTTOBRE

Nach Franz Kafka

DIE VERWANDLUNG UND ANDERE ERZÄHLUNGEN

BESETZUNG
PS


„Als Gregor Samsa eines Morgens aus unruhigen Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett zu einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt.“ So beginnt eine der merkwürdigsten Erzählungen des 20. Jahrhunderts. Eine „ausnehmend ekelhafte Geschichte“ hatte Franz Kafka seine 1912 geschriebene Erzählung genannt, wohl nicht ahnend, dass Gregor Samsa zum berühmtesten Insekt der Weltliteratur avancieren sollte. Ausgehend von »Die Verwandlung« komponiert Antonio Latella einen Theaterabend aus weiteren berühmten und weniger berühmten Texten Kafkas – darunter »In der Strafkolonie«, »Das Urteil«, aus den Tagebüchern und Oktavheften. „Die Erzählung »Die Verwandlung« wird Ausgangspunkt für eine Arbeit über das Nicht-Wissen und die Unfähigkeit, sich selbst zu erkennen. Die Metamorphose, die mich interessiert, liegt in der Bewegung. Sie geschieht auch für alle, die Samsa umgeben, die sich angesichts seiner Krankheit verändern, indem sie sich in die monströsesten Gebiete des menschlichen Seins hinablassen.“ (Antonio Latella)

Simon Eckert / Torsten Peter Schnick / Renato Schuch / Rosario Tedesco / Michael Weber
Regie: Antonio Latella
Bühne und Kostüme: Annelisa Zaccheria
Dramaturgie: Federico Bellini, Sybille Meier

www.schauspielkoeln.de/stuecke_premieren.php

rosariotedesco.altervista.org/blog/

 

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categorie: eventi, programma, antonio latella, rosario tedesco
domenica, 27 settembre 2009

BRESCIA: IL LUOGO + VICINO A MILANO DOVE VEDERE UNA REGIA D ANTONIO LATELLA... A MARZO 2010...

Teatro Sociale
da mercoledì  10 a domenica 14 marzo 2010
Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con Spoleto52 Festival dei 2Mondi

LE NUVOLE
di Aristofane - traduzione di Letizia Russo
regia di Antonio Latella
scene e costumi Annelisa Zaccheria – suono e musiche Franco Visioli
ideazione luci Giorgio Cervesi Ripa
con Marco Cacciola, Annibale Pavone, Maurizio Rippa, Massimiliano Speziani

Il giuoco del Teatro si moltiplica in questa commedia umana, la porta della conoscenza si è fatta minuscola, varcarla è impegnativo ma è dietro a quel cancello di velluto rosso che si imparano i trucchi della finzione, a bluffare sulla verità o a saperla riconoscere…” La commedia è Le nuvole di Aristofane, nei primi appunti di lavoro di Antonio Latella.
Le nuvole, che andò in scena per la prima volta il 423 a.C., è forse il successo più importante di Aristofane e la commedia antica più rappresentata assieme a Gli Uccelli, Lisistrata e a Le rane, appartenenti alla maturità del commediografo.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria, ha debuttato in prima assoluta al Festival dei Due Mondi di Spoleto 52, giovedì 9 Luglio 2009, sul palcoscenico del Teatro Nuovo.
In un altro passaggio dei suoi primi appunti, Latella osserva:
“[…] Questa commedia antica non mette in scena un personaggio ma l’Icona di un Personaggio, che ha nome Socrate e il luogo che lo ospita, Il Pensatoio, è il vero personaggio con il quale Strepsiade si deve confrontare: un luogo non luogo, uno spazio che ha porte da
varcare ma non ha pareti, una stanza dove il Maestro può sospendersi nell’aria, lontano dalla banalità della forza di gravità; solo così può pensare, riflettere, creare, preparare discorsi giusti e ingiusti, un luogo dove l’inafferrabile diventa forma ma resta incomprensibile per il suo continuo mutare essenza. Il Pensatoio, personaggio che non è maschile né femminile, non può essere, come ironicamente Aristofane fa dire a Socrate, né pollo né polla. […]”.

www.ctbteatrostabile.it


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categorie: eventi, programma, tournée, antonio latella, annibale pavone
mercoledì, 16 settembre 2009

ROTTERDAM OGGI E DOMANI

http://www.rotterdamseschouwburg.nl/deinternationalekeuze/

... in bocca al lupo!!! vi aspettiamo a milano ;-)

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categorie: eventi, video, marco foschi, antonio latella, annibale pavone
lunedì, 31 agosto 2009

AMLETO E ORAZIO A ROTTERDAM 16 E 17 SET 2009

NON ESSERE Hamlet’s portraits – AMLETO

Antonio Latella (Italië)
Kleine Zaal


The essence of Hamlet 

Italian director Antonio Latella allows us to watch one of the most frequently performed plays in the history of theatre in a completely new way: Shakespeare´s Hamlet. Together with his charismatic actors he throws himself into the text of this theatrical bible. He takes the perspective of two characters: Hamlet and Horatio. There’s a world of difference between those characters, both in nature and descent. Nevertheless, their solidarity is intense and of immense beauty. In a nonpsychological way and with the most minimal of means, Marco Foschi and Annibale Pavone perform this major play with much flexibility and depth. It seems as if Latella had in mind: “let’s play (with) Hamlet, and let’s listen to him.”

Antonio Latella began his career as a film actor. In 1998, he made his debut as a theatre director with Marguérite Duras’ Agatha. He has now become one of the most important Italian directors of his generation. Since 2007 he has been focussing on unravelling Shakespeare’s most famous play. His staging of Amleto forms the closing part of an extensive project called NON ESSERE Hamlet’s portraits. Latella has made ten separate plays, where each time he highlights another character or theme from Shakespeare’s masterpiece. Playing with styles and language, he investigates the endless possibilities contained within Shakespeare’s scripts.

Performed in Italian with Dutch surtitles

Speellijst
wo 16 sep 20:30 Kaarten
do 17 sep 19:15 Kaarten

Prijs (€)
Normaal 15,00
R'dampas/65+/CJP 13,50
Schouwburgkaart 12,50
TF-Keuzepas 10,00

http://www.rotterdamseschouwburg.nl/deinternationalekeuze/

un grazie sentito e pieno di stupore all'amico e segnalatore Calibanoo :-o

giovedì, 09 luglio 2009

LE NUVOLE: FINALMENTE IL DEBUTTO!!!

 le nuvole locandina
Teatro Nuovo
giovedì 09 luglio - 20:00
venerdì 10 luglio - 17:00
sabato 11 luglio - 16:00
sabato 11 luglio - 20:00
domenica 12 luglio - 16:00 
 
Le nuvole

Prima assoluta
 
Νεφέλαι di Aristofane
 
Traduzione Letizia Russo
Regia Antonio Latella
 
Con
Marco Cacciola, Annibale Pavone,
Maurizio Rippa, Massimiliano Speziani
 
Scene e costumi Annelisa Zaccheria
Suono e musiche Franco Visioli
Ideazione luci Giorgio Cervesi Ripa
 
Produzione Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con
Spoleto52 Festival dei 2Mondi
 
La partecipazione del Teatro Stabile dell´Umbria a Spoleto 52 Festival dei Due Mondi nasce dal legame ideale che unisce le due Istituzioni, da sempre votate al sostegno e alla promozione delle arti sceniche: con questo spirito, lo Stabile umbro presenta in prima assoluta al cinquantaduesimo Festival di Spoleto Le Nuvole di Aristofane, per la regia di Antonio Latella.
 
Nel 423 a. C., quando Le Nuvole va in scena per la prima volta, Aristofane (presumibilmente 450 – 388 a.C.) è un giovane commediografo già affermato che coglie con la nuova opera, forse, il suo successo più importante. Ancora oggi Le Nuvole è la commedia antica più rappresentata, assieme a Gli Uccelli, a Lisistrata e a Le Rane, appartenenti alla maturità del commediografo.
Il suo esordio era avvenuto, più o meno, quattro anni prima, quando Atene, sfiancata da una violenta epidemia di peste, era già nel pieno della guerra del Peloponneso. Le sue prime due commedie non ci sono pervenute ma ne conosciamo l’argomento e sappiamo che, fin dai suoi inizi, Aristofane calò la realtà contemporanea nel genere comico e, più di una volta, personaggi pubblici dell’epoca hanno agito nel suo teatro, fatti oggetto dal commediografo di una satira aggressiva e pragmatica. Il giovane Aristofane viveva il suo presente come decadenza dell’età d’oro di Atene e contestava sia la politica della supremazia ad ogni costo, sia la filosofia e la poesia che si erano allontanate dalla tradizione e ricercavano nuovi metodi e nuovi linguaggi. Socrate, suo contemporaneo, anche se più vecchio di quasi vent’anni, è il personaggio centrale de Le Nuvole, rappresentato come un buffo vecchio, che però parla da sofista ed è maestro di disonestà intellettuale. L’involontario protagonismo di Socrate in questa commedia ha da sempre suscitato curiosità e divertimento nei lettori e negli spettatori.
 
“LE NUVOLE sono tutto e non sono niente, sono i nostri desideri e le nostre paure, le nostre gioie e i nostri orrori, e diventano tutto ciò che vogliamo ma non potranno mai essere. Eppure in quel gesto estremo compiuto dall’uomo (la distruzione per la sopravvivenza) la sola cosa che si salverà sono LE NUVOLE che non sono mai state e mai esistite, quindi sono indistruttibili, come i pensieri, LE IDEE […]
Il giuoco del Teatro si moltiplica in questa commedia umana, la porta della conoscenza si è fatta minuscola, varcarla è impegnativo ma è dietro a quel cancello di velluto rosso che si imparano i trucchi della finzione, a bluffare sulla verità o a saperla riconoscere […]
Questa commedia antica non mette in scena un personaggio ma l’ICONA di un PERSONAGGIO, che ha nome SOCRATE e il luogo che lo ospita, IL PENSATOIO, è il vero personaggio con il quale Strepsiade si deve confrontare: un luogo non luogo, uno spazio che ha porte da varcare ma non ha pareti, una stanza dove il Maestro può sospendersi nell’aria, lontano dalla banalità della forza di gravità; solo così può pensare, riflettere, creare, preparare discorsi giusti e ingiusti, un luogo dove l’inafferrabile diventa forma ma resta incomprensibile per il suo continuo mutare essenza. Il Pensatoio, personaggio che non è maschile né femminile, non può essere, come ironicamente Aristofane fa dire a Socrate, né pollo né polla. […]”.
Antonio Latella
Antonio Latella
nasce a Castellammare di Stabia nel 1967. Dopo aver frequentato la scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Franco Passatore e la scuola de La Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman, inizia la sua professione teatrale come attore. Dal 1986 al 2000, lavora, fra gli altri, con: Pagliaro, Di Marca, Ronconi, Gassman, Castri, De Capitani, Syxty, Bruni, Piscitelli. Fra il 1997 e il 1998, mette in scena i suoi primi spettacoli come regista. Nel 1999, con Otello, affronta per la prima volta il teatro di Shakespeare; a questa, seguono le messinscene di: Macbeth, Romeo e Giulietta, Amleto. Nel 2001 vince il premio speciale Ubu per il progetto “Shakespeare e oltre”. Torna a Shakespeare, una prima volta nel 2001, con uno studio sul Riccardo III, poi, nel corso del 2003, mette in scena La dodicesima notte, La tempesta, La bisbetica domata. Parallelamente, dal 2001 al 2004, si dedica anche a Genet (Stretta sorveglianza, I negri, Querelle) e a Pasolini ( Pilade, Porcile, Bestia da stile). Nella primavera 2004 è all’Opéra di Lione con l’Orfeo di Monteverdi, sua prima regia lirica, alla quale seguono, nell’autunno dello stesso anno, la regia dell’Orfeo e Euridice di Gluck al Piccinni di Bari e, nel luglio 2005, la regia della Tosca di Puccini allo Sferisterio di Macerata. Nel 2004, riceve il premio Vittorio Gassman come miglior artista dell’anno. Nel novembre dello stesso anno, con Edoardo II, affronta per la prima volta il teatro di Christopher Marlowe. A ottobre 2005, porta in scena un testo filosofico di Giordano Bruno mai rappresentato prima, La cena de le ceneri, premiato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro: “Spettacolo dell’anno”, nel settembre 2006. Nel giugno 2006, al Festival delle Colline Torinesi, a conclusione di un intenso lavoro di sperimentazione iniziato nell’inverno 2004 a Berlino, Latella presenta al pubblico italiano lo Studio su Medea, un racconto in tre capitoli del mito di Medea. Premio UBU 2008, come migliore spettacolo dell’anno. Durante l’estate 2006, ha condotto l’Atelier su Pericle, nell’ambito della terza edizione del Progetto Thierry Salmon, diretto da Franco Quadri per l’Ecole des Maîtres. Dal lavoro dell’Atelier è scaturito lo spettacolo Pericle, da William Shakespeare, di cui Latella ha curato adattamento e regia, presentato come “Creazione del Progetto Thierry Salmon – la nuova Ecole des Maîtres 2006 - 2007 diretto da Franco Quadri”, che ha debuttato nel luglio 2007 al Festival del Teatro della Biennale di Venezia – 39. Nella Stagione Teatrale 2006/2007, ha messo in scena Le lacrime amare di Petra von Kant di Rainer Werner Fassbinder, con Laura Marinoni protagonista e con alcune delle attrici del suo gruppo comprimarie, e Aspettando Godot di Samuel Beckett, con un quartetto dei suoi attori nei ruoli principali. A ottobre 2007, ha debuttato in prima assoluta al San Nicolò di Spoleto con un’elaborazione drammaturgia da Moby Dick di Herman Melville, che ha segnato l’incontro fra Latella e Giorgio Albertazzi, interprete ideale del Capitano Achab, circondato da un bel gruppo di attori, assidui compagni di lavoro del regista. Nel marzo 2008, Latella ha messo in scena alla Schauspielhaus di Colonia La trilogia della villeggiatura, con attori tedeschi e italiani. Intanto, fin dall’inizio del 2007, aveva cominciato a lavorare con tutto il gruppo su un progetto di studio e smontaggio di Amleto, che ha debuttato in prima assoluta nel giugno 2008 al Teatro Astra di Torino, nell’ambito del Festival delle Colline Torinesi, con il titolo: NON ESSERE progetto Hamlet´s Portraits.
Il 14 maggio scorso ha debuttato alla Schauspielhaus di Vienna, nell’ambito delle Festwochen, con Wild wuchern die Wörter in meinen Kopf. Ein Triptychon (Selvaggiamente le parole lussureggiano nella mia testa. Un trittico), drammaturgia di Alexandra Millner sulla base dei testi di Josef Winkler.
Da sempre Antonio Latella vive il suo lavoro come un bisogno primario: si avvicina a un autore, al suo mondo, al suo tempo e vi si ferma a lungo. Comunque, arriva alla messinscena sempre attraverso un percorso laboratoriale di conoscenza. Questo suo modo di lavorare fa sì che ogni sua regia sia, al contempo, uno spettacolo a sé e parte di un progetto di ricerca e ha favorito, nel tempo, la formazione di un gruppo di attori e di collaboratori con i quali egli mantiene un rapporto di elezione.

 le_Nuvole

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categorie: eventi, foto, festival, antonio latella, tommaso tuzzoli
venerdì, 26 giugno 2009

SPOLETO52

 

DAL 26 GIUGNO AL 12 LUGLIO 2009

www.festivaldispoleto.com

 

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categorie: eventi, festival, antonio latella
domenica, 21 giugno 2009

METTI UNA SERA AL SAN CARLO DI NAPOLI...

La 'Villeggiatura' di Latella a Napoli

 

La trilogia della villeggiatura (photo: teatrofestivalitalia.it)

La trilogia della villeggiatura (photo: teatrofestivalitalia.it)

La bellezza controcorrente di questa “Trilogia della villeggiatura” firmata Antonio Latella  non è una novità. Era infatti già andata in scena nel 2008 in Germania, terra d'adozione di Latella, con il titolo “Die Trilogie der Sommerfrische”, introducendo il pubblico all’utilizzo della doppia lingua, italiano e tedesco, e alla duplice provenienza degli attori.
Gli spettatori, spaventati dalla durata dello spettacolo (cinque ore inclusi due intervalli) e dalle lunghe parti recitate in tedesco, si accomodano straniti e pronti a fuggire al primo intervallo. Poi avviene la magia, e alla prima nazionale al San Carlo di Napoli il pubblico non stacca gli occhi da palcoscenico ed attori; e perfino l’orecchio meno esterofilo si adatta alle dure sonorità della lingua tedesca.

 

Tre le parti, come di consueto. Ma questa volta si assiste a tre spettacoli differenti in uno. La prima parte, riscrittura contemporanea della giovane autrice Letizia Russo, è inquietante. Nessuna ambientazione goldoniana: gli spettatori entrano con un palcoscenico a telone aperto, che resterà tale fino alla fine dello spettacolo, mentre gli attori, figurine in controluce su un palco nero illuminato di spalle da luce bianchissima, posano, camminano, osservano incuriositi il pubblico che si affanna ad accomodarsi, al suono di un ronzio che aumenterà fino all’inizio della recitazione. Al centro solo panche di legno: sedili di una metropolitana o di un tram.
Angosciose figure, che ricordano i “Sei personaggi in cerca d’autore” pirandelliani, fuoriescono e rientrano da un’oscurità irreale. Figure irreali che escono dalla mente del regista, dai fogli del copione, per rendersi vivi agli occhi del pubblico, anime in pena del purgatorio dantesco. E, in alto, i lampadari mobili imprigionati in gabbie giganti: il tempo si è fermato e la ragione è stata imprigionata.

La trama conosciuta tratta di intrecci amorosi fra alcuni ragazzi di famiglia borghese, scatenati da un battibecco nato per un vestito. La partenza per la villeggiatura, più volte rimandata, è imminente. Tra intrighi amorosi, incesti e bancarotte, la villeggiatura - che Letizia Russo trasforma ironicamente in una “buffonata” - si farà.

La seconda parte, goldoniana per ambientazioni, vestiti e parti recitate, si svolge durante la villeggiatura: qui si snodano le vicende amorose, si intrecciano i tradimenti e nascono nuove storie d’amore. Finalmente entra in scena la tanto amata cioccolata goldoniana, anche se i servi, veri protagonisti di questo atto, per vendicarsi dei padroni prepareranno tazze di una mistura puzzolente che scopriremo non essere altro che feci.
Su un sottofondo di cicale, Latella si sbizzarrisce non solo linguisticamente, con un'alternanza tra italiano, tedesco e brevi tratti di latino (mettendo spesso in bocca all’attore tedesco Michaeil Weber difficilissimi versi danteschi), ma soffermandosi anche su un'attenta ricerca musicale: dalla taranta pugliese, ballata sul palco con svenimento finale della giovane Sabina, ad un’antica cantata siciliana che rese famosa Rita Botto, “Mi voto e m’arrivotu suspirannu”.

L’atmosfera del terzo atto cambia completamente: il rientro dalla villeggiatura ha sconvolto tutto. Le coppie si sono rimescolate, le persone che non si amano si sposano, e si abbandona chi si ama davvero. Girano le lettere, gli intrighi, su un palcoscenico svuotato, con botole magiche da cui appaiono e scompaiono gli attori e le loro nuove vite, in cui si ritrovano completamente nudi, così come in scena.
A chiudere la pièce, insieme a Leonardo e Costanza, anche il guanto rosso dell’amore, della passione, della follia e del sentimento torbido indossato da alcuni personaggi: da chi, a turno, tesse i fili della vicenda.

Il pubblico resta immobile (con alcune eccezioni) dalle 19 alle 24 grazie ad uno spettacolo visionario che contiene grandi riferimenti alla storia del teatro moderno e contemporaneo. Ma che non manca di sottolineare la perdita d'identità contemporanea a favore di una logica dell'apparire.
Il trionfo di Latella movimenta (“bene o male, purché se ne parli”) il Napoli Teatro Festival Italia 09, capovolgendo le aspettative di alcuni spettacoli, troppo pubblicizzati ed acclamati, felicemente soppiantati da altri “meno attesi”.


LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA
di Carlo Goldoni
adattamento: Letizia Russo, Antonio Latella
regia: Antonio Latella
produzione: Schauspiel Koln
riallestimento commissionato da Napoli Teatro Festival Italia
durata: 280'
applausi del pubblico: 3' 50''
prima nazionale
 
Visto a Napoli, Teatro San Carlo, il 13 giugno 2009

postato da: erica1cate alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: recensioni, eventi, foto, articoli, festival, antonio latella
sabato, 13 giugno 2009

La "Trilogia della villeggiatura" secondo Antonio Latella al Napoli Teatro Festival

Due giorni a Napoli (13 e 14 giugno) per mostrare il risultato di uno scambio culturale tra attori tedeschi e italiani, l'opera di Goldoni anche come possibilità di ragionare sul teatro.

di  Andrea Pocosgnich (link)

Dopo Servillo ecco un altro celebrato e premiato artista italiano cimentarsi con l’emblematica opera goldoniana. Il 13 e 14 giugno Antonio Latella presenterà al Teatro San Carlo, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, il suo lavoro sulla Trilogia della villeggiatura. Lo spettacolo prodotto dalla Schauspiel Koln andò in scena proprio a Colonia nel Marzo del 2008 con un ensemble di attori tedeschi e italiani che, come afferma il regista, “si confrontano e in qualche modo si seducono nel nome del teatro o dell’amore”.

La storia sulle due famiglie diventa l’incontro di due culture, quella tedesca e quella italiana, di due lingue che, come afferma Latella, “diventano una lingua e una cultura sola” e il canovaccio goldoniano diventa uno spunto per ripensare il teatro e “un viaggio verso la conoscenza”. Latella ha diviso i tre momenti (smanie, avventure e ritorno) in tre stazioni differenti, ognuno con una sua autonomia scenica, nel primo la lingua è “ricostruita” viene avvicinata insomma ai giorni nostri, mentre nella seconda parte c’è un ritorno alla lingua originaria con l’uso del dialetto, per arrivare poi alla terza parte in cui la parola è rarefatta, qui si assiste, lo afferma il regista a “un quadro pittorico dove le parole sono poche, dove diventa difficile parlare”.

Trilogia della Villeggiatura
di Carlo Goldoni
adattamento Letizia Russo, Antonio Latella
regia di Antonio Latella
produzione Schauspiel Koln
riallestito da Napoli Teatro Festival Italia

in scena
13, 14 giugno (ore 19.00)
Teatro di San Carlo -
Napoli Teatro Festival

postato da: cabepfir alle ore 09:50 | link | commenti (1)
categorie: eventi, foto, articoli, festival, antonio latella
giovedì, 04 giugno 2009

AL VIA IL NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2009

Festival Italia 09
 

 

Napoli Teatro Festival Italia 09
Si aprono le danze, o meglio i palcoscenici: la macchina del Napoli Teatro Festival Italia, con la sua imponente organizzazione attiva ormai da mesi, aprirà ufficialmente i battenti domani, attirando e tenendo impegnato il mondo teatrale napoletano e italiano, ma soprattutto accogliendo le nuove scene internazionali.

Il festival, alla seconda edizione, si svolgerà dal 4 al 28 giugno nei maggiori teatri partenopei e non solo. Dei 40 spettacoli in programma, più della metà sono prodotti o coprodotti, per un totale di oltre 250 rappresentazioni e 12 diverse lingue parlate in scena, 2.500 artisti, 18 paesi partecipanti, 20 nuove creazioni (alcune commissionate) e 28 testi originali.

 

L’intento è quello di presentare il contrasto, l’innovazione, l’unione Napoli-Europa, la multicultura napoletana e i multilinguaggi internazionali, il tutto messo in scena anche in siti inusuali: non solo il Teatro San Carlo o il Mercadante, ma anche il museo Madre, il Real Albergo dei Poveri - suggestiva ambientazione già sperimentata lo scorso anno -, o la Napoli Sotterranea. E ci sarà anche "Il teatro sommerso", progetto ideato e realizzato da Ettore Massarese, che intende far scoprire al pubblico il teatro romano di via dell'Anticaglia, un tempo destinato ad accogliere migliaia di spettatori e oggi "sommerso" dalle tante stratificazioni abitative che negli anni l’hanno circondato e in parte ricoperto. Il teatro romano di 12.000 posti portato alla luce dalla Sovrintendenza sarà così adibito a luogo di performance, al quale si accederà attraverso abitazioni private. Alcuni spettacoli saranno seguiti dalle terrazze, con pubblico munito di cannocchiali ed auricolari, ad osservare le storie che si svolgono negli appartamenti dei palazzi intorno.
Il festival prevede anche una sezione parallela, E45 Fringe Festival (dall’autostrada europea E45 che unisce le strade dalla Finlandia a Gela, in Sicilia), in cui giovani artisti sono stati scelti fra le proposte scartate dal cartellone ufficiale. 27 spettacoli che andranno in scena sui palcoscenici del Nuovo Teatro Nuovo, del Trianon e del Teatro Instabile: tutte produzioni indipendenti che non chiedono di essere coprodotte e che hanno ricevuto il sostegno solo per la comunicazione e gli spazi loro assegnati.
A caratterizzare i lavori del festival non saranno solo le ambientazioni, le scelte linguistiche e culturali volontariamente mescolate, ma anche la volontà di presentare spettacoli continuamente in fieri. Molti autori e registi sono stati invitati a vivere a Napoli per un mese, spronati a conoscere la vera anima della città: da questi soggiorni sono nate collaborazioni, provini, mescolanze attoriali, nuovi spunti per i testi che, anche involontariamente, sono stati influenzati dalla naturale teatralità napoletana.
Come già nella prima edizione il festival punta a non essere dannoso per l'ambiente: l’ecosostenibilità viene perseguita adottando regole di compatibilità ambientale nelle attività teatrali, ma anche presentando una sezione di spettacoli dedicati espressamente ai temi ecologici.
Parallelamente agli spettacoli, la Summer School vedrà professori dell’ateneo napoletano e docenti stranieri alternarsi in diverse lezioni sul teatro.
Ma ci sarà anche il Festival d’Oltremare che aprirà i battenti all’inizio di luglio, mantenendo attiva questa molteplice macchina teatrale fino all’inizio della prossima stagione autunnale.

Tra i progetti commissionati dal Napoli Teatro Festival Italia c'è il testo di Manlio Santanelli "Napoli non si misura con la mente", che si affianca ai lavori di Eugène Savitzkaya, Colum McCann e Antonio Skármeta. Inoltre diversi artisti napoletani, da Enzo Moscato ad Antonio Latella, da Vincenzo Salemme a Ruggero Cappuccio, sono stati invitati a presentare progetti speciali. E proprio a Moscato è affidato il debutto della rassegna con "Pièce Noire", che lo vede per la prima volta anche regista del testo, in scena al Mercadante dal 4 al 6 giugno.
Dal 2008 il festival produce inoltre la prima Compagnia Teatrale Europea, composta da artisti di diversi paesi dell'Unione. Quest'anno la Compagnia è diretta dal ventottenne francese David Lescot, che propone la messinscena di "L'Européenne", commedia - di cui è anche autore - sui limiti e i difetti dell’Unione: un testo con il quale ha vinto il Gran Prix de Littérature Dramatique 2008, e che sarà in scena dal 5 all’8 giugno al San Carlo.
Un workshop sul mito moderno ed europeo del Don Giovanni, diretto da Lukas Hemleb, anticipa invece la produzione per l'edizione 2010 della Compagnia.
L'attesa maggiore, in questa prima parte del festival, è infine per "Città visibili" di Chay Yew, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Lo spettacolo, commissionato dal festival, è stato realizzato tra l’Italia e la Cina con diversi linguaggi, dalla danza alle maschere, e con attori sia italiani che orientali. La prima, in scena il 22 maggio a Singapore, prevedeva un palcoscenico rotante e un pubblico su scalinate da anfiteatro, mentre i personaggi provenivano dall’incrocio di strade cittadine. Vedremo cosa succederà nell’allestimento napoletano, in scena dal 6 al 14 giugno al Real Albergo dei Poveri.

www.klpteatro.it

www.teatrofestivalitalia.it

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