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martedì, 03 novembre 2009

OTELLO: DA BARI LA TOURNEE

I CAPOLAVORI - PROGETTO SHAKESPEARE

OTELLO
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli

con
Danilo Nigrelli Otello
Monica Piseddu Desdemona
Michelangelo Dalisi Cassio
Arturo Cirillo Iago
Sabrina Scuccimarra Emilia
Luciano Saltarelli Roderigo
Salvatore Caruso il Doge, Montano, Bianca
Rosario Giglio Brabanzio, Araldo, Ludovico

regia Arturo Cirillo

scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto

Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Nuovo Teatro srl

L’Otello è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi. L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica. L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione. L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto che guarda il mare, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una locanda. Ma soprattutto sarà una prigione, dove un negro epilettico consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia satirica (vi è anche un clown), a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie, come il Tito Andronico. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio. Il  femminile si traveste, e si degrada,  per rivelare la sua assenza. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. É il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale, della gelosia, della brama, dell’atto animale. La storia finisce a letto, ma il letto c’era già, continuamente evocato. Brabanzio è cacciato fuori del letto, Otello lascia forse Desdemona a letto, il Doge potrebbe essere a letto, certo ci andrà poco dopo. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. É quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace. (Arturo Cirillo – note di regia).

le date

48 novembre 2009 

Bari - Teatro Piccinni

11-15 novembre 2009

Ancona - Teatro Sperimentale

17-22 novembre 2009

Napoli - Teatro San Ferdinando

1 dicembre 2009

San Benedetto del Tronto (AP) - Teatro Concordia

2, 3 dicembre 2009

Macerata - Teatro Lauro Rossi

4-6 dicembre 2009

Pesaro - Teatro Rossini

7 dicembre 2009

Casalmaggiore (CR) - Teatro Comunale

9 dicembre 2009

Scandiano (RE) - Teatro Boiardo

10 dicembre 2009

Desenzano del Garda (BS) - Teatro Alberti

11 dicembre 2009

Lumezzane (BS) - Teatro Odeon

12 dicembre 2009

Chiasso - Teatro di Chiasso

17-20 dicembre 2009

Bologna - Teatro Duse

12-17, 19-24 gennaio 2010

Roma - Teatro Eliseo

26, 27 gennaio 2010

Cremona - Teatro Ponchielli

29 gennaio 2010

Bra (CN) - Teatro Sociale

2 febbraio 2010

Castelfranco (MO) - Teatro Dadà

3 febbraio 2010

Maranello (MO) - Auditorium Ferrari

5, 6 febbraio 2010

Pordenone - Teatro Verdi

9-14 febbraio 2010

Torino - Teatro Gobetti

16 febbraio 2010

Lecco - Teatro della Società

18 febbraio 2010

Bellaria (RN)

19 febbraio 2010

Ostellato (FE) - Teatro Barattoni

20 febbraio 2010

Mirandola (MO) - Teatro Nuovo

22, 23 febbraio 2010

Reggio Emilia - Teatro Ariosto

26-28 febbraio 2010

Caserta - Teatro Comunale

www.stabilemarche.it/

Otello

postato da: erica1cate alle ore 04:50 | link | commenti (1)
categorie: eventi, foto, programma, tournée, arturo cirillo, danilo nigrelli
mercoledì, 29 aprile 2009

NELLA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO STABILE DELLE MARCHE

dal 28 ottobre al 1 novembre 2009 | Teatro Sperimentale
I CAPOLAVORI - PROGETTO SHAKESPEARE

OTELLO
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli

con Salvatore Caruso
Arturo Cirillo
Michelangelo Dalisi
Rosario Giglio
Danilo Nigrelli
Monica Piseddu
Luciano Saltarelli
Sabrina Scuccimarra

regia Arturo Cirillo

scena Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto

Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Teatro Nuovo srl

L’Otello è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi. L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica. L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione. L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto che guarda il mare, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una locanda. Ma soprattutto sarà una prigione, dove un negro epilettico consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia satirica (vi è anche un clown), a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie, come il Tito Andronico. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio. Il  femminile si traveste, e si degrada,  per rivelare la sua assenza. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. É il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale, della gelosia, della brama, dell’atto animale. La storia finisce a letto, ma il letto c’era già, continuamente evocato. Brabanzio è cacciato fuori del letto, Otello lascia forse Desdemona a letto, il Doge potrebbe essere a letto, certo ci andrà poco dopo. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. É quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace. (Arturo Cirillo – note di regia).
postato da: erica1cate alle ore 14:09 | link | commenti
categorie: arturo cirillo, danilo nigrelli
martedì, 28 ottobre 2008

ARTURO CIRILLO AL RIDOTTO DEL MERCADANTE

L'inseguitore

un testo di Tiziano Scarpa
commissione del Napoli Teatro Festival Italia
per la regia di Arturo Cirillo
con Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Sabrina Scuccimarra, Salvatore Caruso
costumi Gianluca Falaschi
musiche Francesco De Melis
scene Dario Gessati

una produzione Napoli Teatro Festival Italia / Mercadante Teatro Stabile di Napoli / Teatro Stabile del Veneto


dal 27 ottobre al 9 novembre 2008 nel ridotto del Teatro Mercadante - Napoli

 

Il primo spettacolo della fitta programmazione del Ridotto, sempre attenta alla drammaturgia contemporanea, è L’inseguitore, opera appositamente commissionata a Tiziano Scarpa, per il Napoli Teatro Festival Italia. Il veneziano autore di Occhi sulla graticola e di Kamikaze di Occidente, descrive così il protagonista del suo testo: “L'inseguitore ha un comportamento enigmatico. Fino alla fine non sappiamo che cosa vuole da Nic il signor Aloisio. Potrebbe essere un crimine o una tenerezza, un soccorso filiale oppure una prestazione lavorativa, o altre cose ancora. Napoli mi ha ispirato soprattutto questo: l'enigma della personalità, la sua indecidibilità etica. Detto più semplicemente: il non essere mai sicuri di chi ti sta di fronte. Gli altri sono la nostra fregatura e il nostro tesoro. È così dappertutto, ma specialmente in questa città. Qualunque relazione umana potrebbe trasformarsi da un momento all'altro in un'esperienza avventurosa. Nella vita quotidiana può risultare entusiasmante”.
La direzione dello spettacolo è affidata ad Arturo Cirillo, regista ed attore cresciuto artisticamente con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, che per il Mercadante ha già diretto nel 2004-2005 l’allestimento de La piramide! di Copi.
“L’inseguitore – spiega nelle sue note di regia - è un testo per quattro attori e svariati personaggi, ambientato in una non ben definita città d’Italia. Un mondo di solitudini ed emarginazioni, di lavori provvisori ed alienati, di malattie fisiche e mentali, raccontati attraverso stili diversi: dal surreale al concreto, dal quotidiano all’onirico. Avviene in “un palcoscenico completamente sgombro”, secondo l’indicazione dell’autore, che via via si riempirà di elementi, oggetti, ingressi. I luoghi si raccontano per segni, ma anche per suoni e luci. I luoghi cambiano, essendo tutto il testo quasi un ininterrotto camminare, o inseguire. Sono parole dette in movimento, con ritmi diversi, svariati come svariati sono i modi di muoversi: correndo, passeggiando, pedinando, sostando…”ù

Così la stampa

Ha debuttato, tra gli altri, “L’inseguitore”, scritto per il Festival Teatro Italia da Tiziano Scarpa e diretto da Arturo Cirillo, anche ottimo protagonista accanto a Michelangelo Dalisi, nei panni di un napoletano in cerca di incontri umani non destinati a soddisfarlo. Franco Quadri, “La Repubblica”, lunedì 9 giugno

 

“L’Inseguitore”, il testo di Tiziano Scarpa presentato al San Ferdinando nell’ambito della sezione “Scrittori per il Napoli Teatro Festival Italia” si fonda sullo spiazzamento programmatico (…).E si capisce dunque che il merito principale e il pregio formale de “L’inseguitore”stanno nell’adozione del paradosso e dell’iperbole surreale (…)E allora fa benissimo Arturo Cirillo, in quanto regista, a moltiplicare il dato del paradosso e dell’iperbole e, per contro, a ridimensionare quello del realismo. Ottima anche la prova di Cirillo in quanto attore, ovviamente nelle vesti di Aloisio. Lo affiancano adeguatamente Michelangelo Dalisi (Nic e l’Amatore) e, in più parti, Sabrina Scuccimarra e Salvatore Caruso.Enrico Fiore, “Il Mattino”, giovedì 12 giugno

 

Un maniaco? Un pazzo? Chi è “L’Inseguitore” di Tiziano Scarpa per il NTF?In un testo che indica l’ambiguità come suo statuto principale, l’ipotesi meno peregrina, ma anche la meno suggerita dalle circostanze è che il signor Aloisio, - l’inseguitore  appunto, - sia semplicemente un uomo comune. Dunque un disperato. Dunque un disperato per amore. Ma perché lo schema lucido di questa disperazione si dipani davanti agli occhi dello spettatore bisogna avere pazienza. E inseguire l’inseguitore nei suoi bluff, nelle sue disavventure (nelle cupe e intelligenti scene di Dario Gessati). Ma lo si fa assai volentieri perché quell’inseguitore è un bravissimo Arturo Cirillo che della pièce cura anche una regia che amplifica l’ambiguità del testo. (…).Meravigliosamente cirilliani i cambi di registro nei link che il testo continuamente apre.Come il sogno con Temistocle e Sofonisba (bravi Sabrina Scuccimarra e Salvatore Caruso), due anime gemelle in difetto con la normalità (a lui manca un occhio e un braccio, a lei un piede) che sul punto di appartenersi inciampano in un equivoco. E si perdono. Natascia Festa, “Corriere del Mezzogiorno” martedì 10 giugno

 

Tournée

22 > 23 maggio 09, Teatro Goldoni, Venezia
26 > 27 maggio 09, Teatro Verdi, Padova

 www.teatrostabilenapoli.it

 

postato da: erica1cate alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: eventi, programma, arturo cirillo