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arturo cirillo | MF e compagnia bella
aggiornamenti su Marco Foschi, Antonio Latella e altre notizie teatrali
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con
Danilo Nigrelli Otello
Monica Piseddu Desdemona
Michelangelo Dalisi Cassio
Arturo Cirillo Iago
Sabrina Scuccimarra Emilia
Luciano Saltarelli Roderigo
Salvatore Caruso il Doge, Montano, Bianca
Rosario Giglio Brabanzio, Araldo, Ludovico
regia Arturo Cirillo
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto
Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Nuovo Teatro srl
L’Otello è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi. L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica. L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione. L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto che guarda il mare, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una locanda. Ma soprattutto sarà una prigione, dove un negro epilettico consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia satirica (vi è anche un clown), a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie, come il Tito Andronico. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio. Il femminile si traveste, e si degrada, per rivelare la sua assenza. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. É il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale, della gelosia, della brama, dell’atto animale. La storia finisce a letto, ma il letto c’era già, continuamente evocato. Brabanzio è cacciato fuori del letto, Otello lascia forse Desdemona a letto, il Doge potrebbe essere a letto, certo ci andrà poco dopo. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. É quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace. (Arturo Cirillo – note di regia).
le date
4–8 novembre 2009
Bari - Teatro Piccinni
11-15 novembre 2009
Ancona - Teatro Sperimentale
17-22 novembre 2009
Napoli - Teatro San Ferdinando
1 dicembre 2009
San Benedetto del Tronto (AP) - Teatro Concordia
2, 3 dicembre 2009
Macerata - Teatro Lauro Rossi
4-6 dicembre 2009
Pesaro - Teatro Rossini
7 dicembre 2009
Casalmaggiore (CR) - Teatro Comunale
9 dicembre 2009
Scandiano (RE) - Teatro Boiardo
10 dicembre 2009
Desenzano del Garda (BS) - Teatro Alberti
11 dicembre 2009
Lumezzane (BS) - Teatro Odeon
12 dicembre 2009
Chiasso - Teatro di Chiasso
17-20 dicembre 2009
Bologna - Teatro Duse
12-17, 19-24 gennaio 2010
Roma - Teatro Eliseo
26, 27 gennaio 2010
Cremona - Teatro Ponchielli
29 gennaio 2010
Bra (CN) - Teatro Sociale
2 febbraio 2010
Castelfranco (MO) - Teatro Dadà
3 febbraio 2010
Maranello (MO) - Auditorium Ferrari
5, 6 febbraio 2010
Pordenone - Teatro Verdi
9-14 febbraio 2010
Torino - Teatro Gobetti
16 febbraio 2010
Lecco - Teatro della Società
18 febbraio 2010
Bellaria (RN)
19 febbraio 2010
Ostellato (FE) - Teatro Barattoni
20 febbraio 2010
Mirandola (MO) - Teatro Nuovo
22, 23 febbraio 2010
Reggio Emilia - Teatro Ariosto
26-28 febbraio 2010
Caserta - Teatro Comunale

con Salvatore Caruso
Arturo Cirillo
Michelangelo Dalisi
Rosario Giglio
Danilo Nigrelli
Monica Piseddu
Luciano Saltarelli
Sabrina Scuccimarra
regia Arturo Cirillo
scena Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto
Teatro Stabile delle Marche – Teatro Eliseo – Teatro Nuovo srl
un testo di Tiziano Scarpa
commissione del Napoli Teatro Festival Italia
per la regia di Arturo Cirillo
con Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Sabrina Scuccimarra, Salvatore Caruso
costumi Gianluca Falaschi
musiche Francesco De Melis
scene Dario Gessati
una produzione Napoli Teatro Festival Italia / Mercadante Teatro Stabile di Napoli / Teatro Stabile del Veneto
dal 27 ottobre al 9 novembre 2008 nel ridotto del Teatro Mercadante - Napoli
Il primo spettacolo della fitta programmazione del Ridotto, sempre attenta alla drammaturgia contemporanea, è L’inseguitore, opera appositamente commissionata a Tiziano Scarpa, per il Napoli Teatro Festival Italia. Il veneziano autore di Occhi sulla graticola e di Kamikaze di Occidente, descrive così il protagonista del suo testo: “L'inseguitore ha un comportamento enigmatico. Fino alla fine non sappiamo che cosa vuole da Nic il signor Aloisio. Potrebbe essere un crimine o una tenerezza, un soccorso filiale oppure una prestazione lavorativa, o altre cose ancora. Napoli mi ha ispirato soprattutto questo: l'enigma della personalità, la sua indecidibilità etica. Detto più semplicemente: il non essere mai sicuri di chi ti sta di fronte. Gli altri sono la nostra fregatura e il nostro tesoro. È così dappertutto, ma specialmente in questa città. Qualunque relazione umana potrebbe trasformarsi da un momento all'altro in un'esperienza avventurosa. Nella vita quotidiana può risultare entusiasmante”.
La direzione dello spettacolo è affidata ad Arturo Cirillo, regista ed attore cresciuto artisticamente con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, che per il Mercadante ha già diretto nel 2004-2005 l’allestimento de La piramide! di Copi.
“L’inseguitore – spiega nelle sue note di regia - è un testo per quattro attori e svariati personaggi, ambientato in una non ben definita città d’Italia. Un mondo di solitudini ed emarginazioni, di lavori provvisori ed alienati, di malattie fisiche e mentali, raccontati attraverso stili diversi: dal surreale al concreto, dal quotidiano all’onirico. Avviene in “un palcoscenico completamente sgombro”, secondo l’indicazione dell’autore, che via via si riempirà di elementi, oggetti, ingressi. I luoghi si raccontano per segni, ma anche per suoni e luci. I luoghi cambiano, essendo tutto il testo quasi un ininterrotto camminare, o inseguire. Sono parole dette in movimento, con ritmi diversi, svariati come svariati sono i modi di muoversi: correndo, passeggiando, pedinando, sostando…”ù
Così la stampa
Ha debuttato, tra gli altri, “L’inseguitore”, scritto per il Festival Teatro Italia da Tiziano Scarpa e diretto da Arturo Cirillo, anche ottimo protagonista accanto a Michelangelo Dalisi, nei panni di un napoletano in cerca di incontri umani non destinati a soddisfarlo. Franco Quadri, “La Repubblica”, lunedì 9 giugno
“L’Inseguitore”, il testo di Tiziano Scarpa presentato al San Ferdinando nell’ambito della sezione “Scrittori per il Napoli Teatro Festival Italia” si fonda sullo spiazzamento programmatico (…).E si capisce dunque che il merito principale e il pregio formale de “L’inseguitore”stanno nell’adozione del paradosso e dell’iperbole surreale (…)E allora fa benissimo Arturo Cirillo, in quanto regista, a moltiplicare il dato del paradosso e dell’iperbole e, per contro, a ridimensionare quello del realismo. Ottima anche la prova di Cirillo in quanto attore, ovviamente nelle vesti di Aloisio. Lo affiancano adeguatamente Michelangelo Dalisi (Nic e l’Amatore) e, in più parti, Sabrina Scuccimarra e Salvatore Caruso.Enrico Fiore, “Il Mattino”, giovedì 12 giugno
Un maniaco? Un pazzo? Chi è “L’Inseguitore” di Tiziano Scarpa per il NTF?In un testo che indica l’ambiguità come suo statuto principale, l’ipotesi meno peregrina, ma anche la meno suggerita dalle circostanze è che il signor Aloisio, - l’inseguitore appunto, - sia semplicemente un uomo comune. Dunque un disperato. Dunque un disperato per amore. Ma perché lo schema lucido di questa disperazione si dipani davanti agli occhi dello spettatore bisogna avere pazienza. E inseguire l’inseguitore nei suoi bluff, nelle sue disavventure (nelle cupe e intelligenti scene di Dario Gessati). Ma lo si fa assai volentieri perché quell’inseguitore è un bravissimo Arturo Cirillo che della pièce cura anche una regia che amplifica l’ambiguità del testo. (…).Meravigliosamente cirilliani i cambi di registro nei link che il testo continuamente apre.Come il sogno con Temistocle e Sofonisba (bravi Sabrina Scuccimarra e Salvatore Caruso), due anime gemelle in difetto con la normalità (a lui manca un occhio e un braccio, a lei un piede) che sul punto di appartenersi inciampano in un equivoco. E si perdono. Natascia Festa, “Corriere del Mezzogiorno” martedì 10 giugno
Tournée
22 > 23 maggio 09, Teatro Goldoni, Venezia
26 > 27 maggio 09, Teatro Verdi, Padova
www.teatrostabilenapoli.it