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giovedì, 26 novembre 2009

IL SOLE, DI CHI E'? ALL'AUDITORIUM

Nuovo appuntamento della rassegna dedicata ai bambini Crescendo in Musica, con uno spettacolo in prima esecuzione a Milano. Sabato 28 novembre alle ore 15.30 sul palco dell’Auditorium di Milano, arriva l’opera per bambini Il sole, di chi é? della giovane compositrice Silvia Colasanti.



L’opera, prodotta dal CIDIM-Comitato Nazionale Italiano Musica in collaborazione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dopo aver debuttato al Teatro Ponchielli di Cremona nel marzo di quest’anno, arriva all’Auditorium di Milano nell’ambito di una tournée che raggiungerà i maggiori capoluoghi di provincia italiani.



Il sole, di chi è? è stata commissionata dal CIDIM a Silvia Colasanti, una felice unione tra lo stile elegante della giovane musicista e la freschezza di uno spartito dedicato ai bambini.



Il testo è tratto dalla fiaba “Lucertole al sole” di Roberto Piumini, uno dei maggiori scrittori di racconti dei giorni nostri. Narra la storia di tre lucertole cui viene impedito di prendere il sole da un lucertolone arrogante che ha la pretesa di averlo tutto per sé. Le lucertole protestano e soffrono per il sopruso consapevoli della loro debolezza e chiedono aiuto ad altri animali fino a quando, dopo varie peripezie, riusciranno a raggiungere la saggia gazza che risolverà tutto con un trucco astuto.

Sulla scena sono rappresentati stati d’animo e sentimenti fondamentali anche della vita quotidiana che proprio in quanto tali vengono facilmente riconosciuti dai ragazzi.



La parte strumentale è affidata al Polimnia Ensemble, gruppo che da sempre si è imposto per la grande motivazione culturale, che lo ha portato a riscoprire un repertorio inedito e poco conosciuto con particolare riferimento all’Ottocento strumentale italiano e russo. Il gruppo è composto da Antonio De Secondi (violino), Michelangelo Galeati (violoncello), Giampio Mastrangelo (flauto), Domenico Gabrieli (corno), Ugo Gennarini (clarinetto), Tommaso Capuano (percussioni).

Gli attori cantanti, guidati dalla regia di Francesco Frongia, coinvolgeranno in maniera attiva il pubblico soprattutto durante le parti corali che intermezzano sovente la narrazione.



Il gruppo Musicamorfosi ha sviluppato un percorso di ricerca che ha condotto a uno spettacolo nel quale linguaggi e forme della performance dal vivo – video, teatro e musica, classico e contemporaneo, jazz e musica etnica – si mescolano in un omogeneo e accattivante insieme espressivo. Sul palco, Raffaela Siniscalchi (Canzonatrice/Gazza); Marco Ravalli (Gonzello/Rospo/Topo); Debora Mancini (Lucia); Luca Ciancia (Luchino); Massimiliano Zanellati (Luca).



Biografie:

Silvia Colasanti

Si è diplomata in pianoforte con Valentino Di Bella e in composizione con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove ha studiato storia ed estetica della musica con Claudio Annibaldi e con Azio Corghi; si è perfezionata con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, ricevendo dal Presidente della Repubblica il prestigioso Premio ‘Goffredo Petrassi’ quale miglior diplomata in composizione. È stata premiata in diversi concorsi nazionali e, quali il “Lopes Graça” (Lisbona), ICOMS (Torino), “Valentino Bucchi” (Roma), Settimane musicali di Stresa (Stresa). Le sue composizioni sono state eseguite nell’ambito di vari festival tra i quali: Biennale Musica (Venezia), Kuhmon Kamarimusiikki (Kuhmo, Finlandia), Festival Berio (Accademia di Santa Cecilia, Roma), Sagra Musicale Umbra (Perugia), Orquestra Metropolitana de Lisboa (Cascais, Portogallo), Accademia Musicale Chigiana (Siena), Orchestre National de Belgique (Brussels), Orchestra della Toscana (Teatro Verdi – Firenze), Le opere di Silvia Colasanti sono pubblicate da Casa Ricordi (Milano).



Roberto Piumini

Si laurea in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano. Frequenta la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali. Insegna presso scuole medie e superiori della provincia di Varese. Lavora come attore per tre anni presso il Centro Teatrale Bresciano. Lavora come pedagogista presso la Provincia di Milano. Fa esperienza di burattinaio. Nel 1978 esce il primo libro: “Il giovane che entrava nel palazzo.” Ne seguono altri, con molti Editori: filastrocche, poesie, poemi, fiabe, racconti, romanzi, testi teatrali. Scrive testi di canzoni per piccoli e grandi, musicate da Giovanni Caviezel. Scrive testi per opere musicali di Sergio Liberovici, Andrea Basevi Gambarana, Pavle Merkù, Dimitri Nicolau, Mario Ruffini e altri musicisti. Insieme a Bianca Pitzorno e altri autori progetta il programma televisivo “Albero Azzurro”, per cui scrive testi per dieci anni. Progetta e conduce con Caviezel le trasmissioni radiofoniche “Radicchio” e “Il mattino di zucchero”. Nel 1990 inizia a pubblicare prosa e poesia per adulti. Traduce i sonetti di Shakespeare per Bompiani e poemi di Browning per Interlinea. Scrive soggetti per film e cartoni animati. Fa spettacoli di lettura e recitazione con musicisti e attori, per bambini e per adulti.

Rassegna Crescendo in Musica
IL SOLE, DI CHI É?
Opera musicale per ensemble strumentale e voci animate

Musiche di Silvia Colasanti
Testi di Roberto Piumini

Musicisti del Polimnia Ensemble
Cantanti e attori di Musicamorfosi

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00)

Date concerti
sabato 28 novembre 2009 ore 15.30

Biglietti
Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00
Posto unico adulti: euro 14,0

musicamorfosi.it

postato da: erica1cate alle ore 13:16 | link | commenti
categorie: eventi, concerti, francesco frongia, fiabe musicali
mercoledì, 09 settembre 2009

IO HITLER AL TEATRO FRANCO PARENTI

Il Corriere della Sera: «Un Hitler iperrealista per scuotere le coscienze»

Posted By Giuseppe Genna On 7 settembre 2009 @ 16:46 In Hitler - romanzo | Comments Disabled

La scheda dello spettacolo IO HITLER [1]
Il trailer di IO HITLER [2]
Il Corriere della Sera su IO HITLER [3]
Estratto dal libretto di IO HITLER [4]
Audiointervista al regista di IO HITLER [5]
Il Corriere della Sera – Milano su IO HITLER [6]

[clicca sull'immagine per la versione pdf [7]]

Franco Parenti / L’azione teatrale di Del Corno dal libro di Genna
«Un Hitler iperrealista per scuotere le coscienze»
di DANIELA ZACCONI

La passione civile declinata in sen­so storico è una spinta creativa forte per il compositore Filippo Del Corno: basta pensare all’opera «Non guardate al domani», sul rapimento di Aldo Moro. Questa ispirazione si concre­tizza ora in «Io Hitler», azione di teatro musicale proposta in prima assoluta il 9 e 10 al Parenti nell’ambito di MiTo (oggi alle 11.30, sempre al Parenti, il musici­sta, il librettista Giuseppe Genna e il regi­sta Francesco Frongia la presentano al pubblico).
«Sono arrivato a misurarmi con que­sto personaggio scomodo grazie alla sug­gestione di Hitler , il libro di Genna usci­to un paio di anni fa, che compie un’ope­razione radicale e coraggiosa» racconta Del Corno. «Genna invita a confrontarsi con il dittatore, a considerare se sia un uomo, rovesciando il titolo di Primo Le­vi, dove l’idea era rivolta alle vittime dei lager deprivate dell’umanità. Punto di partenza interessante: credo che l’esorci­smo praticato dal ‘900 nei confronti di Hitler sia stato quello di considerarlo un ‘alieno’. Invece era un uomo, e uomini erano i milioni di persone che gli hanno dato il consenso provocando una delle più grandi tragedie della storia».
L’azione teatrale, interpretata dall’atto­re Fulvio Pepe e dall’ensemble «Sentieri selvaggi» diretto da Carlo Boccadoro (scene e costumi di Giovanni De France­sco), racconta il dittatore dai 17 ai 44 an­ni, quando prende il potere. «Partendo dal libro, Genna ha scritto un testo nuo­vo » prosegue Del Corno. «L’azione teatra­le è frutto del lavoro dell’intera équipe, che ha scelto di rappresentare Hitler in modo iperrealista. La forza di Hitler era la sua retorica, capace di una coercizione emotiva che superava il significato delle cose che diceva e stava nel ritmo con cui parlava. Con la ’speech melody’, ho tra­sformato alcuni suoi discorsi in musica, inscindibile dalla recitazione».
«Inoltre» conclude Del Corno «ci sono apparizioni fantasmatiche di autori del passato come Wagner e Czerny, che ri­mandano alle frequentazioni musicali di Hitler. Presenze melodiche che serpeg­giano nell’ensemble, alimentando il sor­do rumore che è la musica del pensiero di Hitler».

IO HITLER, Teatro Franco Parenti, 9 e 10 settembre. Ore 21. Tel. 02.88.46.47.25. Ingr. 10 euro


Article printed from G I U S E P P E  G E N N A: http://www.giugenna.com

URL to article: http://www.giugenna.com/2009/09/07/iohitlercorrieremilano/

URLs in this post:

[1] La scheda dello spettacolo IO HITLER: http://www.mitosettembremusica.it/it/programma/09092009-2100-teatro-franco-parenti.html

[2] Il trailer di IO HITLER: http://www.youtube.com/watch?v=fp60atbnqfY

[3] Il Corriere della Sera su IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/08/31/io-hitler-sul-corriere-della-sera/

[4] Estratto dal libretto di IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/01/dal-libretto-di-io-hitler-mein-kampf-branchi-di-scimmie/

[5] Audiointervista al regista di IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/04/io-hitler-kondor-rai-radio2-intervista-il-regista-francesco-frongia/

[6] Il Corriere della Sera – Milano su IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/07/il-corriere-della-sera-%C2%ABun-hitler-iperrealista-per-scuotere-le-coscienze%C2%BB/

[7] versione pdf: http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2009/09/milano_20090907_10.pdf

 

Filippo Del Corno: io ed Hitler

hitlerLa notizia è freschissima: Adolf Hitler, dittatore nazista, responsabile di uno dei più grandi genocidi avvenuti nel nostro continente, è diventato recentemente protagonista di uno spot contro l’AIDS, in cui la sua figura è stata associata al diffondersi stesso del contagio. Da personaggio storico tridimensionale Hitler sembra trasformarsi oggi in un’icona virtuale. A dispetto di questa raffigurazione simbolica, mercoledì 9 settembre presso il Teatro Franco Parenti, Filippo Del Corno presenta a MITO Milano uno spettacolo incentrato sulla figura storica di Hitler. Il lavoro è una piece di teatro musicale, scritta da Giuseppe Genna e rappresentata musicalmente dall’Ensemble Sentieri Selvaggi. Insieme a Del Corno vi anticipiamo i contenuti dello spettacolo, che debutterà in scena proprio a MITO.

Filippo, cosa si dovranno aspettare gli spettatori di “Io Hitler”?
filippo_del_corno_c_f_savastano_per_sitoUn’ora di teatro musicale duro e cupo. La drammaturgia si articola in 21 piccole scene precedute da un altrettanto breve introduzione: sono come le metope di un frontone greco, che alla fine costruiscono una traiettoria narrativa completa; nel percorso si incontrano vicende note a tutti (come la bocciatura all’Accademia di Arte di Vienna) ad altri episodi meno conosciuti. C’è una grande compattezza tra testo, musica, recitazione, regia, scenografia, esecuzione musicale: insomma tutti gli aspetti di questo lavoro sono nati e cresciuti insieme, con una serie fondamentale di apporti creativi che sono arrivati da tutti coloro che vi hanno partecipato. L’impostazione  iperrealista dell’aspetto visivo dello spettacolo dovrebbe acuire una sensazione di disagio: ci si trova davvero di fronte a un uomo che dice “io Hitler”. In definitiva credo che sia un lavoro a cui è impossibile applicare le tradizionali categorie del bello o del brutto. E se devo essere sincero, non so neanche se la giusta reazione alla fine debba essere l’applauso.

Perché ha scelto di realizzare questo lavoro di teatro musicale su una figura controversa come quella di Hitler?
Ho voluto accogliere il terribile invito con cui Giuseppe Genna apre il suo libro Hitler: “Confrontatevi con lui. Considerate se questo è un uomo.” Rovesciando il titolo di Primo Levi, Genna ci impone di guardare in faccia Hitler, questa maschera che emette morte e conquista il consenso. Non è più tempo di esorcizzare Hitler affidandosi alla parodia, perché una risata purtroppo non lo seppellisce affatto. E al tempo stesso non credo sia più possibile considerare Hitler come una sorta di apparizione aliena, destinata a non più ripetersi. Hitler ha fatto parte del genere umano, e ha consapevolmente generato, con il concorso di colpa di alcuni milioni di nostri conspecifici, la più efferata tragedia della storia. Tutto questo è avvenuto (e potrebbe ancora avvenire) sulla Terra, non più di ottanta anni fa. Per questo ho sentito l’esigenza di fissare negli occhi Adolf Hitler, e sentirgli dire “Io”.

Lavorando su questo personaggio, anche da un punto di vista
storico, che idea si è fatto dell’Hitler in quanto uomo?

prove_io_hitlerDevo precisare che, mentre il libro di Genna racconta l’intera vita di Hitler, nell’azione di teatro musicale Io Hitler ho chiesto a Genna di scrivere un nuovo testo che si concentra sugli anni di formazione del dittatore, ossia dai suoi sedici anni (1905) fino alle soglie della definitiva presa del potere, quando Hitler ha quarantaquattro anni.
Scandagliando con rigore quegli anni già si scorgono alcuni elementi che andranno a costituire la personalità di Hitler cancelliere del Terzo Reich: è un ragazzo (e poi un uomo) che costruisce una fitta rete di menzogne per mascherare la sua sostanziale nullità. E’ il vuoto assoluto, una sorta di non persona (come ebbe a definirlo genialmente Joachim Fest), che riesce a riempirsi solo di un’ideologia basata sul razzismo e sul totale disprezzo dell’altro. La lunga catena di fallimenti personali che Hitler colleziona nella sua giovinezza non ne fiacca la volontà, anzi è il motore che muove la sua inesauribile necessità di rivalsa fino all’affermazione definitiva. Il giovane Hitler alterna momenti di disperata abulia ad altri di alterata eccitazione, e questa catena di picchi e sprofondamenti saranno tipici anche della sua azione di governo, fino alla disfatta totale.

Su un personaggio come questo, ricordato come autore di uno dei più grandi genocidi della storia dell’uomo, è possibile trovare degli aspetti di umanità, per non dire di positività nel suo agire, nel suo vivere, nel suo essere umano?
Hitler era biologicamente un uomo, non dobbiamo dimenticarlo. E’ stato concepito dall’atto sessuale di suo padre e sua madre, è stato partorito, allattato, e poi ha imparato ad alimentarsi, a giocare, a leggere, e così via. IQuindi ogni aspetto della vita di Hitler è assolutamente umano, ed è proprio questo che dovrebbe atterrirci. La cultura dominante del Novecento ha cercato di esorcizzare Hitler relegandolo nella sfera di ciò che è alieno dall’umano. Ma questo è un tragico errore, dal mio punto di vista, una forma di rimozione anche delle corresponsabilità che milioni e milioni di umani hanno avuto e continuano ad avere nello spezzare la vita dell’altro per affermare la propria. Detto questo Hitler non ha avuto niente di positivo: l’ordine e l’apparente prosperità della Germania pre-bellica da lui governata erano una distorsione ipnotica, un autorappresentazione di un mondo apparentemente (o forse tragicamente) s-pensierato. E non riesco a provare nessuna compassione, come altri, pur senza alcuna simpatia per il nazismo, invece hanno fatto nei confronti delle sconfitte e delle durezze che comunque hanno costellato la vita di Hitler. In lui io vedo soltanto l’assoluta consapevolezza di una vita votata alla distruzione eall’acquisizione del consenso.

Secondo l’interpretazione data nel suo lavoro, che cosa può
aver portato un uomo a desiderare risolutamente e razionalmente la morte di milioni di propri simili?

Genna ha ben rappresentato nel suo libro, e successivamente nel testo scritto per me, la caratteristica fondamentale della personalità di Hitler: la mancanza di empatia. Senza lasciarsi andare a spiegazioni psicoanalitiche è evidente che ogni atto di Hitler, pubblico o privato, tradisce la totale incapacità di far vibrare dentro di sé i pensieri e le emozioni dell’altro da sé. Ed è anche per questo motivo che nel nostro lavoro Hitler è sempre completamente solo, e anche quando apparentemente sembra rivolgersi ad altre persone parla solo con sé o con la propria immagine.
Questo è l’aspetto di Hitler tragicamente attuale, al di là di ogni  approfondimento storiografico sulle ragioni dell’affermazione del totalitarismo nel primo Novecento: l’Italia di questi ultimi mesi, con le aggressioni agli omosessuali, i barconi ricacciati in mare, le disposizioni che limitano ospedali e scuole ai migranti è un esempio di come Hitler sia sempre in agguato là dove l’altro diventa sinonimo di nemico.

Come si sviluppa la relazione tra la sua musica e il testo di Genna?
sentieri_selvagggi_c_michela_veicsteinas_per_sito_0Ho voluto rendere evidente con un segno estremo proprio la mancanza di empatia: tutta la musica è infatti “costretta” nel registro grave degli strumenti, e non supera mai il do centrale. Mancano tutti i suoni acuti, mancano cioè le vibrazioni. La musica appare quindi dis-percepita, ed è come se Hitler soffrisse di una mancanza fisiologica di percepire le frequenze acute. I suoni che escono dall’ensemble strumentale (clarinetto basso, trombone, 2 pianoforti, marimba, 2 violoncelli) sono la vibrazione malata del nervo acustico di Hitler, metafora sonora della sua mancanza di empatia. Ma è anche centrale nella costruzione della relazione tra musica e testo un altro elemento che ho tratto da Genna, ossia il fatto che Hitler porta all’estremo limite la pratica della retorica (pratica nobile quanto rischiosa) come strumento di coercizione emotiva. La vita di Hitler conosce infatti una svolta, come egli stesso scrive nel Mein Kampf, quando si accorge di saper parlare. La scena centrale di Io Hitler, la vera architrave dell’intero lavoro, è proprio la scena in cui Hitler per la prima volta parla in pubblico, in una birreria durante la riunione di un oscuro partito dell’estrema destra bavarese. Studiandone i discorsi ho pensato che la retorica di Hitler sia costruita non tanto sul senso delle parole che dice, ma sul loro suono, cioè altezze, ritmi, pause. Così ho fatto uno studio tanto disgustoso quanto necessario: ho trascritto utilizzando le tecniche della “speech melody” i discorsi di Hitler, costruendomi così una griglia di altezze e ritmi (e relative pause) che costituiscono la trama sonora dell’ensemble nelle scene dello spettacolo in cui Hitler parla in pubblico. E’ una forma di espressione retorica violenta e basale, che dà vita a un suono che percuote orecchie e cervello andando a smuovere qualcosa di perturbante.

(MITOBLOG - www.mitosettembremusica.it)


lunedì, 30 marzo 2009

MUSICA LEGGERA - SI APRE LA NUOVA STAGIONE DI SENTIERI SELVAGGI

lunedì 30 marzo 2009, ore 21 Teatro dell'Elfo

1 ALLEGRO CON ENERGIA

Michael Nyman

Something Connected With Energy

commissionato dal Festival della Scienza di Genova per festeggiare i 70 anni del gruppo ERG e realizzato a cura di Codice. Idee per la cultura.

Michael Nyman 

Nella nuova partitura composta da Michael Nyman per Sentieri selvaggi l’imprevedibile curiosità intellettuale del compositore inglese lo porta a intrecciare un dialogo con la scienza, ponendo al centro della propria riflessione il tema dell’energia. Dalle note di Nyman trabocca un vortice ritmico di instancabile e vigorosa vitalità che sembra alludere a come ogni forma di energia possa trovare il modo di auto-alimentarsi.

In Michael Nyman’s new work, composed for Sentieri selvaggi, the English composer’s unpredictable curiosity weaves a dialogue with science around the central theme of energy. Nyman’s score creates a vigorous, untiring, rhythmic vortex which seems to allude to how all forms of energy can feed themselves.

in collaborazione con ERG Festival della ScienzaCodice idee per la cultura

Ensemble Sentieri selvaggi

  • Paola Fre flauto
    Mirco Ghirardini clarinetto
    Luca Segala sax
    Giovanni Hoffer corno
    Andrea Giuffredi tromba
    Andrea Dulbecco vibrafono
    Andrea Rebaudengo pianoforte
    Piercarlo Sacco violino
    Enrica Meloni violino
    Thomas Cavuoto viola
    Aya Shimura violoncello
    Alberto Lo Gatto contrabbasso

www.musicaleggera.sentieriselvaggi.org

 

postato da: erica1cate alle ore 04:48 | link | commenti
categorie: concerti, sentieri selvaggi
sabato, 21 marzo 2009

FERDINANDO BRUNI ALLA SCALA

 
Incontro e prova aperta con Riccardo Chailly, Fabio Vacchi e Ferdinando Bruni


Il 22 marzo la Filarmonica aprirà le porte della Scala ad abbonati, studenti e atutti gli appassionati di musica per presentare lo straordinario programma musicale che verrà eseguito nella stagione della Filarmonica il giorno successivo: il 23 marzo Riccardo Chailly dirigerà infatti la prima asssoluta del melologo Prospero o dell’armonia, commissionato dalla Filarmonica a Fabio Vacchi e tratto dalla Tempesta di Shakespeare, protagonista Ferdinando Bruni, e celebrerà il bicentenario di Felix Mendelssohn-Bartholdy con la prima italiana dell’edizione critica di Der Einsame Insel, titolo della versione romana del 1830 dell’Ouverture Die Hebriden, e soprattutto con la prima esecuzione assoluta dell’edizione critica della Sinfonia n.5 Riforma.

 

In considerazione dell’eccezionalità del programma la Filarmonica ha deciso di aprire gratuitamente al pubblico la prova di domenica 22 facendola precedere alle ore 19 da un incontro con gli artisti. Se le prove aperte costituiscono sempre l’occasione di assistere al lavoro di preparazione di un’esecuzione, in questo caso l’interesse è accresciuto dal fatto che il M°Chailly accompagnerà il pubblico alla scoperta di una partitura completamente nuova nel caso di Vacchi e di pagine celebri ma rinnovate dal ritorno alle fonti originarie nel caso di Mendelssohn-Bartholdy. 

 

www.filarmonica.it

postato da: erica1cate alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: eventi, incontri, concerti, programma, ferdinando bruni
venerdì, 13 marzo 2009

PLATERO Y YO AD ORNAVASSO

Musiche di Mario Castelnuovo Tedesco 
Testi di Juan Ramòn Jmènez


Platero y Yo, del poeta spagnolo Juan Ramòn Jimènez, premio Nobel per la letteratura, racconta la storia dell'amicizia tra Platero, un asino, e il poeta. 
È un poema in prosa che evoca un mondo agreste in bilico tra fantasia e realtà. Il poeta fa riferimento alla vita e ai sentimenti dell'asino per conoscere e riflettere sul mondo degli uomini. Il dialogo tra il narratore e il musicista scorre intenso e la musica non si limita a un semplice commento, ma collabora con il testo alla creazione di un unico linguaggio poetico. 
Elena RUSSO ARMAN, da anni calca le scene dei più importanti teatri italiani. Ha iniziato a Torino dove si è diplomata alla Scuola del Teatro Stabile  sotto la direzione di Luca Ronconi dal quale ha poi avuto i primi ruoli. Successivamente viene diretta in altri spettacoli da Gabriele Vacis, Gabriele Lavia, Marco Baliani, Lorenzo Loris, Francesco Gagliardi e Paola Rota. Ma l'incontro più importante lo ha nel 1994 quando lavora per la prima volta con il Teatro dell'Elfo a Milano diretta da Elio De Capitani. 
Alessandra NOVAGA si è diplomata in chitarra con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Vicenza sotto la guida di Stefano Grondona e presso la Musik-Akademie Musikhochschule di Basilea dove ha studiato con Oscar Ghiglia. Importante il suo incontro ad Atene con Paul Galbraith.  

H 21.15 SALA POLIVALENTE - ORNAVASSO (VB)
postato da: erica1cate alle ore 02:50 | link | commenti
categorie: eventi, concerti, programma, elena russo arman
mercoledì, 11 marzo 2009

'IO NON CREDEVO CHE QUESTA SERA...' AL BINARIO 7 DI MONZA

Questa volta è davvero un addio! Sul palco del Binario 7 in esclusiva per i LAMPI di Musicamorfosisi consuma la fine del sodalizio artistico dei La Crus con un ultimo spettacolare doppio concerto per rock band, archi, elettronica e video.
"I La Crus chiudono perché gli amori finiscono, e quelli che sono stati veri e grandi non si trascinano, non meritano mediocrità”. (M.E. Giovanardi)
Per un progetto che muore, uno che nasce: il doppio concerto verrà aperto da Sembro il nuovo progetto di Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni (The Dining Rooms) e Dodo NKishi (Mouse on Mars)

Doppio appuntamento emozionante e imperdibile a Monza per i LAMPI del 13 e 14 marzo 2009 ore 21 i La Crus al Teatro Binario 7 di Monza per un doppio concerto che arriva a circa un anno di distanza dall’uscita del loro ultimo disco per Warner e dalla partenza di un lungo tour.
Una promessa, quella di chiudere a Monza, fatta agli amici di Musicamorfosi che hanno accompagnato con il gruppo d’archi le tante tappe del loro ultimo tour (compresi il grande concerto al Teatro Arcimboldi di Milano e al Parco della Musica di Roma).
Come di consueto sul palco insieme a Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti saliranno i musicisti di sempre - Paolo Milanesi tromba e fender rhodes, Leziero Rescigno batteria, Marcello Testa contrabbasso, e il quartetto d’archi di Musicamorfosi capeggiato da Feyzi Brera.
Canzone italiana d'autore, elettronica, rock, pop, un po’ di teatro e sullo sfondo i video originali di Francesco Frongia.
«Io non credevo che questa sera…» I La Crus, una delle realtà più originali e suggestive del panorama musicale italiano, hanno deciso di terminare il proprio progetto musicale, teatrale e poetico con un ultimo concerto, nel quale ripercorreranno la loro storia, fatta di dischi seminali, innovativi sia nella ricerca sonora che in quella letteraria, e tracciata da un percorso ricco di intuizioni, rivelazioni e collaborazioni(Patty Pravo, Gino Paoli, Carmen Consoli, Samuele Bersani, Nada, Manuel Agnelli, Riccardo Tesi, Syria, Cristina Donà).
Un doppio concerto che si annuncia intenso ed emozionante: ascolteremo e vivremo per l’ultima volta dal vivo l’atmosfera dell’ultimo album Io non credevo che questa sera uscito il 1° febbraio 2008 per Warner Music Italia e che contiene l’elegante versione di Infinite Possibilità presentata per la prima volta a Monza nei LAMPI del 2005 nel Mozartiano Chi è Wolfgang?, spettacolo che ha visto l’inizio della collaborazione tra il duo milanese e l’associazione Musicamorfosi (da cui è poi nato il disco Bye Bye Mozart, edito da Auditorium e lo spettacolo Rocky Mozart Sexy Show che ha circuitato in tutta Italia in occasione dell’anniversario Mozartiano).
La scelta della scaletta del concerto è caduta sulle “canzoni più importanti, le più struggenti, quelle più delicate e introspettive - sottolinea Mauro Ermanno Giovanardi - quelle che hanno fatto la storia del gruppo e quelle che più di altre raccontano e raccolgono il nostro immaginario”.
Tra queste anche Angela del tanto amato Luigi Tenco che i La Crus avevano reinterpretato nel loro primo album.
Progetto che muore, progetto che nasce, proprio a Monza la prima apparizione pubblica dei Sembro nome che raccoglie la nuova avventura di Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni conosciuti insieme come The Dinings Rooms (prodotti da Schema Records (Italia), Bonsai Music (Francia) e Guidance Recordings (U.S.A.) e Dodo NKishi cantante e batterista dei Mouse on Mars e cantante del progetto Gizmo di Vittorio Cosma e Stewart Copeland.
Lampi, sesta edizione, ideata da Saul Beretta e prodotta da Musicamorfosi, è promossa dal Comune di Monza Assessorato alla Cultura con il contributo dalla Provincia di Milano, Direzione Monza e Brianza.
postato da: erica1cate alle ore 04:48 | link | commenti
categorie: canzoni, concerti, programma, la crus, francesco frongia
domenica, 16 novembre 2008

LA CRUS: IL 18 A ROMA

LA CRUS

18 novembre 2008
Auditoruim sala Sinopoli , Roma

A Milano non fa freddo
La Crus e le ragioni del cuore


“I La Crus chiudono perché gli amori finiscono, e quelli che sono stati veri e grandi non si trascinano, non meritano mediocrità”.
Mauro Ermanno Giovanardi

I La Crus, una delle realtà più originali e suggestive del panorama italiano, chiudono la loro importantis-sima storia, fatta di dischi seminali, innovativi e pluripremiati, tracciata da un percorso ricco di intuizioni, rivelazioni e collaborazioni.



Chiudono la loro storia con un ultimo tour intenso ed emozionante e il 18 di novembre, all'Auditorium, si esibiranno per l'ultima volta a Roma. Un appuntamento imperdibile, uno spettacolo che ne abbraccia tutto il mondo poetico e che porterà il pubblico a ripercorrere la loro avventura musicale in compagnia di amici con i quali in questi anni hanno incrociato le strade, con cui hanno collaborato e condiviso palchi, o che sono stati muse ispiratrici per il loro universo.



Carmen Consoli, Syria, Riccardo Sinigallia, Pino Marino ed altri a sorpresa, saranno gli ospiti presenti sulla prestigiosa ribalta capitolina.



Una serata che si annuncia intensa e ricca di sorprese in linea con la cifra stilistica della band milanese. Canzone italiana d'autore, elettronica, pop e teatro, il tutto diretto dalla delicata regia di Francesco Frongia, che già in passato ha lavorato con i La Crus per diversi spettacoli (“Tutti i giorni sono notti”, “Mentre le ombre si allungano” e “La Costruzione di un amore”).



La scelta della scaletta cadrà sulle "canzoni più importanti, le più struggenti, quelle più delicate e introspet-tive" sottolinea M.E. Giovanardi. Quelle che hanno fatto la storia del gruppo e "Quelle che più di altre rac-contano e raccolgono il nostro immaginario.



Sul palco insieme a Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti saliranno i musicisti di sempre - Paolo Milanesi (tromba e Fender Rhodes), Leziero Rescigno (batteria) e il nuovo arrivato Marcello Testa (con-trabbasso) – accompagnati dall’ottetto d’archi dell'Ensemble MusicaMorfosi diretto da Feyzi Brera, che permetterà di riproporre dal vivo l'atmosfera dell'ultimo album "Io non credevo che questa sera" uscito il 1° febbraio 2008 per Warner Music Italia.



“L'idea di rappresentare il nostro viaggio con un ultimo giro di concerti fatti in questo modo nasce dal fatto che, di tutte le esperienze trasversali fatte in questi anni, l'incontro con l'orchestra è stata quella più emo-zionante e significativa. Non ci si immagina cosa sia sentire la potenza degli archi che pompano alle tue spalle. In queste versioni i pezzi diventano più imponenti, quelli cupi ancora più scuri e quelli già melodici, miele che cola". M.E.
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lunedì, 03 novembre 2008

OGGI IN FELTRINELLI E ALL'ELFO

ANCORA SU 'BLASTED'

Elio De Capitani, la compagnia e Nicoletta Vallorani (Università degli Studi di Milano) incontrano il pubblico Lunedì 3 novembre Librerie Feltrinelli di C.so Buenos Aires 33 ore 18.00, conduce Sara Chiappori (giornalista).

 www.elfo.org


 

SENTIERI SELVAGGI

La settimana dedicata a Ivan Fedele si apre con un concerto monografico a lui dedicato in cui l’ensemble Sentieri selvaggi diretto da Carlo Boccadoro e con la partecipazione del soprano Valentina Coladonato esplorerà i territori della scrittura sperimentale del compositore  caratterizzata da un estremo virtuosismo strumentale carico di altissima tensione emotiva. Nel programma del concerto il  legame particolare con il tema dei Conflitti è testimoniato dal brano Paroles y palabras, composto da quattro parti tutte ispirate a canzoni di lotta e scontro: Allons, Ca Ira, Querido Presencia, ¡Hasta Siempre!

Una settimana con
Ivan Fedele

Concerto

lunedì 3 novembre  Teatro dell'Elfo ore 21


Ivan Fedele

Immagini da Escher
Paroles y calabra
Etudes Australes IV/V
Modus
Maya

voce Valentina Coladonato

Ensemble Sentieri selvaggi

flauto Paola Fre

clarinetto Mirco Ghirardini

vibrafono e percussioni Andrea Dulbecco

pianoforte Andrea Rebaudengo

violino Piercarlo Sacco

violoncello Aya Shimura

direzione Carlo Boccadoro

 

Accademia internazionale della Musica

Masterclass di composizione dal 3 al 7 novembre 2008

Presso l'Accademia Internazionale della Musica, Villa Simonetta, Milano

La masterclass prevede sessioni di analisi/ascolto delle partiture più significative della produzione di Fedele e sessioni di lavoro sulle partiture che i partecipanti vorranno sottoporre alla sua attenzione. Tra le richieste provenienti da tutto il mondo sono stati selezionati dieci giovani compositori tra i quali verrà scelto da Ivan Fedele colui al quale Sentieri selvaggi commissionerà un brano per il 2009.

Scarica il comunicato

 

www.sentieriselvaggi.org

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giovedì, 19 giugno 2008

SENTIERI SELVAGGI ALLA FESTA DELLA MUSICA

19 giugno 2008 - ore 19.30
Festa della Musica - Chiostro del Palazzo delle Stelline, Milano

Concerto di Sentieri selvaggi

Paolo Coggiola Hume!

Filippo Del Corno La tigre nella bocca del diamante

Francesco Pennisi Commento a Euro

Carlo Galante La formula del fiore

Carlo Boccadoro Adesso

Ludovico Einaudi The apple tree

Ensemble Sentieri selvaggi

  • Paola Fre flauto
  • Mirco Ghirardini clarinetto
  • Andrea Rebaudengo pianoforte
  • Piercarlo Sacco violino
  • Aya Shimura violoncello
  • Carlo Boccadoro direzione

Ingresso libero
Chiostro del Palazzo delle Stelline - C.so Magenta 63 - Milano

www.sentieriselvaggi.org

ki può nn si perda il concerto, sono sempre interessanti & piacevolissimi!!!

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giovedì, 15 maggio 2008

FERDINANDO BRUNI E L'ORCHESTRA DEI POMERIGGI MUSICALI

15.05.2008 Ore 21:00 in: Sala Grande

17.05.2008 Ore 17:00 in: Sala Grande

Beethoven: Egmont op. 84
Direttore: Antonello Manacorda
Voce recitante: Ferdinando Bruni Orchestra: Orchestra I Pomeriggi Musicali

Organizzazione: Fondazione I Pomeriggi Musicali
Telefono: +39 02 87905
Indirizzo: c/o Teatro Dal Verme - via San Giovanni Sul Muro, 2 - 20121 Milano

in replica: ven 16 h21 a Padova, teatro Verdi - dom 18 h21 a Voghera, chiesa dei Frati Francescani.

 Ferdinando Bruni # Teatridithalia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La celebre ouverture di Beethoven è un concentrato di dirompente energia musicale, che dà gioia agli amanti della musica offrendo anche una mirabile narrazione per note. La composizione non è una pagina a sé stante, bensì il brano che nel 1810 “apriva” la produzione viennese dell’Egmont di Goethe e una serie di musiche di scena commissionate per questa occasione. L’Egmont storico è un nobile condottiero al seguito di Carlo V, sostenitore della tolleranza religiosa e dell’indipendenza delle natìe Fiandre e perciò imprigionato e infine giustiziato dall duca d’Alba inviato, nelle Fiandre da Filippo II per soffocare ogni libertà. Poi c’è l’Egmont nato fra il 1775 e il 1786 dalla penna di Goethe che, sullo sfondo del quadro storico, assume i tratti di un eroe “Sturm und Drang”: nobiltà d’animo più che di sangue in cui le passioni si mescolano e sovrappongono, tolleranza e libertà che diventano parte di un amore universale per tutta l’umanità, accompagnate da una fondamentale aspirazione alla giustizia. Questo Egmont non poteva non sollecitare i sentimenti del giovane Beethoven, spiritualmente partecipe delle vicende storico-politiche del suo tempo e pervaso di amore immenso e idealistico per l’umanità. La composizione delle musiche fu anche l’occasione per uno scambio fra i due autori; Goethe in questo caso fu generoso di lodi, soprattutto per la pagina che accompagna il sonno di Egmont, per la quale lo stesso Goethe aveva chiesto che vi fosse musica. La concisione drammatica dell’Ouverture resta un unicum in Egmont, che per il resto offre una musica scritta per accompagnarsi al testo di Goethe. (voceditalia.it)

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