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elena russo arman | MF e compagnia bella
aggiornamenti su Marco Foschi, Antonio Latella e altre notizie teatrali
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Quando la guerra invade l’ordinario, cosa resta? Dove finiscono gli ideali, le parole e la morale? L’unico dramma teatrale scritto da Amélie Nothomb, diretto da Cristina Crippa, è un’appassionante parabola su un bene irrinunciabile: la capacità di ricordare,raccontare e immaginare insieme ad altri esseri umani. Interpreta la pièce un cast affiatatissimo: un “corposo e solido (e infaticabile)” Elio De Capitani è il professore universitario “col giusto spirito da intellettuale narcisista”, che divide casa sua con il giovane assistente, Daniel e Marina, amante di turno di Daniel. Fuori, una città presa d’assedio stretta dalla morsa del gelo. Per scaldarsi, i tre protagonisti innescano con graffiante ironia un sottile gioco intellettuale, un complicato distinguo fra buona e cattiva letteratura. Un gioco all’ultimo libro e all’ultima fiammata, “sottolineato con arguzia dalla regia di Cristina Crippa” (Sara Chiappori) prima di affrontare la morte sulla grande piazza coperta di neve.
«Messo in scena - con sobria incisività e una notevole penetrazione nella scrittura fintamente semplice della Nothomb – da Cristina Crippa, che rivela sensibilità e curiosità nei confronti di scelte drammaturgiche non ovvie, Libri da ardere può contare su un trio di interpreti affiatato, a partire da Elio De Capitani, che disegna con profondità e nevrotica, ironica immedesimazione il personaggio del professore al quale si contrappongono idealmente l’inquieta, disperata Marina, interpretata dalla brava Elena Russo Arman, e l’assistente scostante di Corrado Accordino, forse il personaggio più scettico di questo testo senza speranza ma mai melodrammatico».
«La vicenda è quella di un professore di letteratura, interpretato dal bravissimo Elio De Capitani, perfetto nei panni del suo cinico, colto, tromboneggiante e vile personaggio, del suo assistente Daniel, idealista ma non troppo, Corrado Accordino, della giovane allieva Marina, iconoclasta, anoressica, attanagliata dal gelo, la prima a ”soccombere” alla barbarie della guerra, cui dà vita con bel temperamento Elena Russo Arman. (...) Ma la domanda che il testo sollecita non è se in guerra la vita sia più importante della letteratura, bensì: l’uomo privato della ragione, dell’arte, del suo godere per una parola, un quadro, un tramonto, che uomo è?».
Bestseller del teatro americano, che ha fatto incetta di premi nella versione teatrale come in quella televisiva guidata da Al Pacino, Angels in America ha trionfato anche nella messinscena di Bruni e De Capitani, che con la prima parte di questa epopea hanno conquistato i maggiori premi teatrali.
Finalmente va in scena la seconda parte, Perestroika, sempre ambientata nella New York febbrile e onnivora degli anni Ottanta, contenitore ideale delle inquietudini di un’epoca che arriva fino ai nostri giorni. Qui riprende vita l’intreccio che mischia le vite di uomini semplici con quelle di angeli barocchi, di allucinazioni psicotiche che diventano reali e di personaggi storici trasformati in fantasmi.
Ritroviamo dunque i personaggi a cui molti spettatori si erano affezionati: Prior Walter, solo e malato di AIDS, e Louis, il suo ex fidanzato, adesso amante dell’avvocato mormone Joe Pitt; la giovane moglie di quest’ultimo, che in preda alla depressione si costruisce un’identità immaginaria, e sua suocera Hannah, rigida mormone costretta ad allargare le proprie vedute. L’AIDS ha colpito anche Roy Cohn, l’avvocato corrotto, colpevole realmente di aver mandato a morte i coniugi Rosenberg durante il maccartismo.
Il passato non gli fa sconti e gli infligge l’umiliazione di dipendere dalle cure di Belize, “l’infermiera negra del turno di notte, il mio negativo”. Con l’incalzare della morte, i suoi sogni si popolano di incubi e fantasmi: sarà proprio l’apparizione della sua vittima più famosa, Ethel Rosenberg, ad accompagnarlo verso la fine.
IN BOCCA AL LUPISSIMO!!!
ANGELS IN AMERICA PARTE II
Perestroika
Teatro dell'Elfo
16/10/2009 ,
21.00
17/10/2009 ,
15.00
di Tony Kushner
traduzione di Ferdinando Bruni (edita da Ubulibri)
uno spetttacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli
scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni
video di Francesco Frongia, luci di Nando Frigerio
coproduzione Teatridithalia ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Next
Prima assoluta
Durata 2h 45' compresi due intervalli di 10 minuti ciascuno
Atteso debutto per Perestroika, seconda parte di Angels in America progetto nato dalla collaborazione tra Theatridithalia ed Emilia Romagna Teatro. Già bestseller del teatro americano dove all’inizio degli anni Novanta ha fatto incetta di premi, sia al debutto teatrale che nella versione televisiva, il testo di Tony Kushner, pubblicato in Italia da Ubulibri, viene qui messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Già registi di Si avvicina il Millennio, Bruni e De Capitani proseguono e portano a compimento il loro impegno curando l’allestimento del secondo capitolo di Angels Perestroika, forti dei numerosi premi ricevuti per l’allestimento della prima parte, e lo fanno rinnovando la fiducia allo stesso cast artistico.
Kushner traccia il ritratto di una New York febbrile e onnivora ed ambienta la storia nel pieno degli anni Ottanta del secolo scorso, cornice ideale delle inquietudini di un’epoca. Una saga contemporanea divisa in due parti che intreccia le vite di uomini semplici e disarmati con quelle di angeli barocchi e narcisisti, di allucinazioni psicotiche che si fanno reali e di personaggi della storia recente degli Stati Uniti d’America.
Come e ancor più che nella prima parte, in Perestroika si moltiplica il gioco di specchi tra realtà, immaginazione e rappresentazione, in un continuo sovrapporsi e sdoppiarsi di scene e personaggi: una sfida per la fantasia creativa dei due registi.
Nella scena conclusiva della prima parte avevamo lasciato Prior Walter solo e malato di AIDS, alle prese con un angelo che gli si era introdotto in casa sfondando il soffitto. Le “visite celesti” in Perestroika s’infittiscono, rivelando quanto questi angeli contemporanei siano creature amareggiate e disorientate, per nulla salvifiche; sembrano anzi aspettarsi qualcosa da Prior, riconoscendo in lui un Profeta. Intanto Louis, ex fidanzato di Prior, è divenuto amante dell'avvocato mormone Joe Pitt, che, a sua volta, ha abbandonato la giovane moglie. Quest’ultima, in preda alla depressione, si costruisce un’identità immaginaria tra i ghiacci dell’Antartide, assistita da Mr Bugia. Hannah, sua suocera, si stabilisce a New York per cercare di riportare i due sposi sulla “retta via” del matrimonio, secondo la confessione mormone.
Nelle scene conclusive di Si avvicina il millennio, i sintomi dell’AIDS iniziavano a minare anche la salute di Roy Cohn, figura storica di avvocato perverso e corrotto, colpevole di aver mandato a morte i coniugi Rosenberg durante il maccartismo. Sebbene “la numero uno delle velate di New York” continui a negare di avere contratto la malattia, il passato non le fa sconti e, con una sorta di contrappasso, gli infligge l’umiliazione di dipendere dalle cure di Belize, “l’infermiera negra del turno di notte, il mio negativo”. Con l’incalzare della morte, le sue notti si popolano di incubi e fantasmi: sarà proprio l’apparizione della sua vittima più famosa, Ethel Rosenberg, ad accompagnarlo verso la fine.
www.elfo.org
www.emiliaromagnateatro.com
Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno firmato insieme la regia di questo bestseller del teatro americano, ottenendo da subito il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro). A questo riconoscimento sono seguiti, due Premi Ubu ’07, il Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.
Angels in America, saga provocatoria e commovente, composta in due parti: Si avvicina il millennio e Perestroika. La prima parte, coprodotta da ERT e da Teatridithalia, ha debuttato con successo al Teatro delle Passioni di Modena nel maggio 2007. La seconda parte, Perestroika, debutterà nell'ottobre 2009 al Festival Vie, Scena contemporanea di Modena.
Il sottotitolo esplicito, Fantasia gay su temi nazionali, non sintetizza tutta la ricchezza dell’opera di Tony Kushner e la complessità dei suoi personaggi: l’autore sa infatti indagare il tema dell’identità in profondità, sondandone tutte le componenti, razziali, religiose e culturali, e riesce a dipingere un mondo - il nostro - nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
Lo scenografo Carlo Sala si è ispirato all’ambiente essenziale del Teatro delle Passioni, creando uno spazio ampio e semivuoto, luogo ideale per le immagini video di Francesco Frongia, capaci di trasformare la scena ora nello skyline che domina Central Park, ora nel panorama di Salt Lake City, nei cumuli di ghiaccio dell’Antartico, in bilico tra realtà e allucinazioni mentali. Il cast è guidato da Elio De Capitani nel ruolo di Roy Cohn (Premio Ubu come miglior attore non protagonista). Insieme a lui un gruppo affiatato di attori non ancora quarantenni: Edoardo Ribatto nel ruolo centrale di Prior, Umberto Petranca in quello di Louis (per il quale a vinto l’Ubu come attore under 30), Elena Russo Arman, Cristian Maria Giammarini e Fabrizio Matteini. Completano il cast due volti celebri della compagnia dell’Elfo: Ida Marinelli e Cristina Crippa.
Per lo storico gruppo milanese ancora uno sguardo politico su realtà nascoste e fiammeggianti in un approccio severo e forte, costruito con semplicità ma anche con profondità nella casta scena di Carlo Sala. Un merito che tocca in egual misura agli interpreti e alla regia illuminista, ma anche carica di sentimento, firmata a quattro mani da Bruni e De Capitani che interpreta da par suo il ruolo di una carogna storica.
È con enorme emozione che si vede e si vive, tra il riso e il pianto, la prima parte di Angels in America. [...] Si sovrappongono dunque le situazioni intime e i dialoghi, in uno spettacolo ricco di fantasia e voglia espressiva che supera i vincoli ambientali, importa fantastiche visioni registrate e ridondanti sonorità. E per una volta si può contare su un’adesione interpretativa di felice compattezza in cui spiccano le tormentate raffigurazioni di Cristian Maria Giammarini e Elena Russo Arman, i trasformismi di Ida Marinelli, l’introspezione di Umberto Petranca e Edoardo Ribatto, assieme al redivivo Fabrizio Matteini.
Cito il film di Nichols perché dalla prima scena De Capitani, nella parte dell’avvocato Roy Cohn, colui che nel 1952 spedì sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, si diverte a gareggiare con Al Pacino, subito ponendo un problema: non solo chi sia più bravo, più gigionesco, più cattivo; ma che cosa sia la cosiddetta copia rispetto all’originale, e che cosa sia il teatro che nasce come teatro, diventa cinema, e torna a essere teatro. [...] D’altra parte la commistione dei mezzi tecnici e degli stili – da quello della recitazione psicologico-naturalistica a quello barocco delle visioni, sogni nel caso degli uomini, tutti omosessuali, allucinazioni nel caso di Harper, l’eterna moglie americana, insoddisfatta e impasticcata – questa commistione è l’essenza sia formale che concettuale di Kushner. Nel senso della forma per Bruni e De Capitani è una pacchia, un vero tripudio: sono a casa loro, sembrano i committenti di un testo spasmodico e appassionato, poi finito al cinema e in televisione.
DA MARTEDÌ ALLA CORTE «ANGELS IN AMERICA» DI TONY KUSHNER
CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO
Angels in America di Tony Kushner, il testo teatrale che sarà in scena alla Corte da martedì 21 a domenica 26 aprile, è ormai considerato un classico negli Stati Uniti, premiato con il Pulitzer nel 1993 e già vincitore di numerosi Tony Awards, di cinque Golden Globe e di undici statuette agli Emmy Awards per la versione televisiva con Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson.
Coprodotto da Teatridithalia e da Emilia Romagna Teatro, Angels in America è stato premiato nella scorsa stagione con gli Olimpici del Teatro quale migliore spettacolo e migliore regia del 2008. Messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, lo spettacolo (che è consigliato ad un pubblico adulto per la crudezza del linguaggio e di alcune scene) si avvale dell’interpretazione di Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petracca. Scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni, video di Francesco Frongia e luci di Nando Frigerio.
Articolato in due parti (Si avvicina il millennio e Perestroika) dal suo autore Tony Kushner (nato nel 1956 e già conosciuto dal pubblico genovese per la “mise en espace” di Un posto luminoso chiamato giorno proposta dallo Stabile tre anni fa), Angels in America, di cui Bruni e De Capitani mettono in scena per ora solo la prima parte (la seconda si potrà vedere nella prossima stagione), è un’opera che affronta di petto il tema dell’identità, per sondarne nel profondo tutte le componenti (sessuali, razziali, religiose e culturali) e per dipingere un mondo – quello contemporaneo – nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
I due testi che in modo autonomo e complementare compongono questa saga, definita dal suo autore “Fantasia gay su temi nazionali”, raccontano le vicende sentimentali e i conflitti di due coppie. Da una parte, la relazione omosessuale tra Prior Walter, che scopre di essere malato di aids, e Louis Ironson, incapace di accettare la malattia e il dolore; e, dall’altra, il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt, dilaniato nelle scelte private e professionali, e Harper, giovane moglie depressa. Le loro storie s’intrecciano a quelle di Roy Cohn, personaggio realmente esistito, famoso e potente avvocato che nel 1952 fece condannare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, e di Belize, infermiere professionale ed ex travestito.
Per Angels in America – in scena alla Corte dal 21 al 26 aprile – sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.
Info: 010/53421 www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it orari: da martedì a sabato ore 20,30 domenica ore 16 prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore).
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Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno firmato insieme la regia di questo bestseller del teatro americano, ottenendo da subito il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro). A questo riconoscimento sono seguiti, due Premi Ubu ’07, il Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.
Angels in America, saga provocatoria e commovente, composta in due parti: Si avvicina il millennio e Perestroika. La prima parte, coprodotta da ERT e da Teatridithalia, ha debuttato con successo al Teatro delle Passioni di Modena nel maggio 2007. La seconda parte, Perestroika, debutterà nell'ottobre 2009 al Festival Vie, Scena contemporanea di Modena.
Il sottotitolo esplicito, Fantasia gay su temi nazionali, non sintetizza tutta la ricchezza dell’opera di Tony Kushner e la complessità dei suoi personaggi: l’autore sa infatti indagare il tema dell’identità in profondità, sondandone tutte le componenti, razziali, religiose e culturali, e riesce a dipingere un mondo - il nostro - nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
Lo scenografo Carlo Sala si è ispirato all’ambiente essenziale del Teatro delle Passioni, creando uno spazio ampio e semivuoto, luogo ideale per le immagini video di Francesco Frongia, capaci di trasformare la scena ora nello skyline che domina Central Park, ora nel panorama di Salt Lake City, nei cumuli di ghiaccio dell’Antartico, in bilico tra realtà e allucinazioni mentali. Il cast è guidato da Elio De Capitani nel ruolo di Roy Cohn (Premio Ubu come miglior attore non protagonista). Insieme a lui un gruppo affiatato di attori non ancora quarantenni: Edoardo Ribatto nel ruolo centrale di Prior, Umberto Petranca in quello di Louis (per il quale a vinto l’Ubu come attore under 30), Elena Russo Arman, Cristian Maria Giammarini e Fabrizio Matteini. Completano il cast due volti celebri della compagnia dell’Elfo: Ida Marinelli e Cristina Crippa.
Per lo storico gruppo milanese ancora uno sguardo politico su realtà nascoste e fiammeggianti in un approccio severo e forte, costruito con semplicità ma anche con profondità nella casta scena di Carlo Sala. Un merito che tocca in egual misura agli interpreti e alla regia illuminista, ma anche carica di sentimento, firmata a quattro mani da Bruni e De Capitani che interpreta da par suo il ruolo di una carogna storica.
È con enorme emozione che si vede e si vive, tra il riso e il pianto, la prima parte di Angels in America. [...] Si sovrappongono dunque le situazioni intime e i dialoghi, in uno spettacolo ricco di fantasia e voglia espressiva che supera i vincoli ambientali, importa fantastiche visioni registrate e ridondanti sonorità. E per una volta si può contare su un’adesione interpretativa di felice compattezza in cui spiccano le tormentate raffigurazioni di Cristian Maria Giammarini e Elena Russo Arman, i trasformismi di Ida Marinelli, l’introspezione di Umberto Petranca e Edoardo Ribatto, assieme al redivivo Fabrizio Matteini.
Cito il film di Nichols perché dalla prima scena De Capitani, nella parte dell’avvocato Roy Cohn, colui che nel 1952 spedì sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, si diverte a gareggiare con Al Pacino, subito ponendo un problema: non solo chi sia più bravo, più gigionesco, più cattivo; ma che cosa sia la cosiddetta copia rispetto all’originale, e che cosa sia il teatro che nasce come teatro, diventa cinema, e torna a essere teatro. [...] D’altra parte la commistione dei mezzi tecnici e degli stili – da quello della recitazione psicologico-naturalistica a quello barocco delle visioni, sogni nel caso degli uomini, tutti omosessuali, allucinazioni nel caso di Harper, l’eterna moglie americana, insoddisfatta e impasticcata – questa commistione è l’essenza sia formale che concettuale di Kushner. Nel senso della forma per Bruni e De Capitani è una pacchia, un vero tripudio: sono a casa loro, sembrano i committenti di un testo spasmodico e appassionato, poi finito al cinema e in televisione.
| Musiche di Mario Castelnuovo Tedesco
Testi di Juan Ramòn Jmènez
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Platero y Yo, del poeta spagnolo Juan Ramòn Jimènez, premio Nobel per la letteratura, racconta la storia dell'amicizia tra Platero, un asino, e il poeta.
È un poema in prosa che evoca un mondo agreste in bilico tra fantasia e realtà. Il poeta fa riferimento alla vita e ai sentimenti dell'asino per conoscere e riflettere sul mondo degli uomini. Il dialogo tra il narratore e il musicista scorre intenso e la musica non si limita a un semplice commento, ma collabora con il testo alla creazione di un unico linguaggio poetico.
Elena RUSSO ARMAN, da anni calca le scene dei più importanti teatri italiani. Ha iniziato a Torino dove si è diplomata alla Scuola del Teatro Stabile sotto la direzione di Luca Ronconi dal quale ha poi avuto i primi ruoli. Successivamente viene diretta in altri spettacoli da Gabriele Vacis, Gabriele Lavia, Marco Baliani, Lorenzo Loris, Francesco Gagliardi e Paola Rota. Ma l'incontro più importante lo ha nel 1994 quando lavora per la prima volta con il Teatro dell'Elfo a Milano diretta da Elio De Capitani.
Alessandra NOVAGA si è diplomata in chitarra con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Vicenza sotto la guida di Stefano Grondona e presso la Musik-Akademie Musikhochschule di Basilea dove ha studiato con Oscar Ghiglia. Importante il suo incontro ad Atene con Paul Galbraith.
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