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giovedì, 22 ottobre 2009

PERESTROIKA: GLI ANGELI TORNANO ALL'ELFO

ELFO | 22 ottobre - 22 novembre 2009
ANGELS IN AMERICA
Parte II Perestroika
di Tony Kushner
traduzione di Ferdinando Bruni (edita da ubulibri)
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Ida Marinelli, Cristian Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli
scene di Carlo Sala
costumi di Ferdinando Bruni
video di Francesco Frongia
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
produzione Teatridithalia/ERT Emila Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Next-Laboratorio delle idee per Oltre il palcoscenico

Orario repliche: da martedì a sabato ore 20.30 - domenica ore 16.00
durata 165'

Prima Nazionale
16 e 17 ottobre Correggio, Teatro Asioli - Vie Scena Contemporanea Festival

angelsinamericaperestroika

Bestseller del teatro americano, che ha fatto incetta di premi nella versione teatrale come in quella televisiva guidata da Al Pacino, Angels in America ha trionfato anche nella messinscena di Bruni e De Capitani, che con la prima parte di questa epopea hanno conquistato i maggiori premi teatrali.
Finalmente va in scena la seconda parte, Perestroika, sempre ambientata nella New York febbrile e onnivora degli anni Ottanta, contenitore ideale delle inquietudini di un’epoca che arriva fino ai nostri giorni. Qui riprende vita l’intreccio che mischia le vite di uomini semplici con quelle di angeli barocchi, di allucinazioni psicotiche che diventano reali e di personaggi storici trasformati in fantasmi.
Ritroviamo dunque i personaggi a cui molti spettatori si erano affezionati: Prior Walter, solo e malato di AIDS, e Louis, il suo ex fidanzato, adesso amante dell’avvocato mormone Joe Pitt; la giovane moglie di quest’ultimo, che in preda alla depressione si costruisce un’identità immaginaria, e sua suocera Hannah, rigida mormone costretta ad allargare le proprie vedute. L’AIDS ha colpito anche Roy Cohn, l’avvocato corrotto, colpevole realmente di aver mandato a morte i coniugi Rosenberg durante il maccartismo.
Il passato non gli fa sconti e gli infligge l’umiliazione di dipendere dalle cure di Belize, “l’infermiera negra del turno di notte, il mio negativo”. Con l’incalzare della morte, i suoi sogni si popolano di incubi e fantasmi: sarà proprio l’apparizione della sua vittima più famosa, Ethel Rosenberg, ad accompagnarlo verso la fine.

www.elfo.org

IN BOCCA AL LUPISSIMO!!!

giovedì, 15 ottobre 2009

PERESTROIKA AL DEBUTTO

ANGELS IN AMERICA PARTE II

Perestroika

Teatro dell'Elfo


Teatro Asioli, Correggio (RE)

16/10/2009 21.00  
17/10/2009 15.00  

di Tony Kushner
traduzione di Ferdinando Bruni (edita da Ubulibri)
uno spetttacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli
scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni
video di Francesco Frongia, luci di Nando Frigerio
coproduzione Teatridithalia ed Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Next

Prima assoluta


Durata 2h 45' compresi due intervalli di 10 minuti ciascuno


Atteso debutto per Perestroika, seconda parte di Angels in America progetto nato dalla collaborazione tra Theatridithalia ed Emilia Romagna Teatro. Già bestseller del teatro americano dove all’inizio degli anni Novanta ha fatto incetta di premi, sia al debutto teatrale che nella versione televisiva, il testo di Tony Kushner, pubblicato in Italia da Ubulibri, viene qui messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Già registi di Si avvicina il Millennio, Bruni e De Capitani proseguono e portano a compimento il loro impegno curando l’allestimento del secondo capitolo di Angels Perestroika, forti dei numerosi premi ricevuti per l’allestimento della prima parte, e lo fanno rinnovando la fiducia allo stesso cast artistico.
Kushner traccia il ritratto di una New York febbrile e onnivora ed ambienta la storia nel pieno degli anni Ottanta del secolo scorso, cornice ideale delle inquietudini di un’epoca. Una saga contemporanea divisa in due parti che intreccia le vite di uomini semplici e disarmati con quelle di angeli barocchi e narcisisti, di allucinazioni psicotiche che si fanno reali e di personaggi della storia recente degli Stati Uniti d’America.

Come e ancor più che nella prima parte, in Perestroika si moltiplica il gioco di specchi tra realtà, immaginazione e rappresentazione, in un continuo sovrapporsi e sdoppiarsi di scene e personaggi: una sfida per la fantasia creativa dei due registi.


Nella scena conclusiva della prima parte avevamo lasciato Prior Walter solo e malato di AIDS, alle prese con un angelo che gli si era introdotto in casa sfondando il soffitto. Le “visite celesti” in Perestroika s’infittiscono, rivelando quanto questi angeli contemporanei siano creature amareggiate e disorientate, per nulla salvifiche; sembrano anzi aspettarsi qualcosa da Prior, riconoscendo in lui un Profeta. Intanto Louis, ex fidanzato di Prior, è divenuto amante dell'avvocato mormone Joe Pitt, che, a sua volta, ha abbandonato la giovane moglie. Quest’ultima, in preda alla depressione, si costruisce un’identità immaginaria tra i ghiacci dell’Antartide, assistita da Mr Bugia. Hannah, sua suocera, si stabilisce a New York per cercare di riportare i due sposi sulla “retta via” del matrimonio, secondo la confessione mormone.

Nelle scene conclusive di Si avvicina il millennio, i sintomi dell’AIDS iniziavano a minare anche la salute di Roy Cohn, figura storica di avvocato perverso e corrotto, colpevole di aver mandato a morte i coniugi Rosenberg durante il maccartismo. Sebbene “la numero uno delle velate di New York” continui a negare di avere contratto la malattia, il passato non le fa sconti e, con una sorta di contrappasso, gli infligge l’umiliazione di dipendere dalle cure di Belize, “l’infermiera negra del turno di notte, il mio negativo”. Con l’incalzare della morte, le sue notti si popolano di incubi e fantasmi: sarà proprio l’apparizione della sua vittima più famosa, Ethel Rosenberg, ad accompagnarlo verso la fine.

www.elfo.org
www.emiliaromagnateatro.com

mercoledì, 09 settembre 2009

IO HITLER AL TEATRO FRANCO PARENTI

Il Corriere della Sera: «Un Hitler iperrealista per scuotere le coscienze»

Posted By Giuseppe Genna On 7 settembre 2009 @ 16:46 In Hitler - romanzo | Comments Disabled

La scheda dello spettacolo IO HITLER [1]
Il trailer di IO HITLER [2]
Il Corriere della Sera su IO HITLER [3]
Estratto dal libretto di IO HITLER [4]
Audiointervista al regista di IO HITLER [5]
Il Corriere della Sera – Milano su IO HITLER [6]

[clicca sull'immagine per la versione pdf [7]]

Franco Parenti / L’azione teatrale di Del Corno dal libro di Genna
«Un Hitler iperrealista per scuotere le coscienze»
di DANIELA ZACCONI

La passione civile declinata in sen­so storico è una spinta creativa forte per il compositore Filippo Del Corno: basta pensare all’opera «Non guardate al domani», sul rapimento di Aldo Moro. Questa ispirazione si concre­tizza ora in «Io Hitler», azione di teatro musicale proposta in prima assoluta il 9 e 10 al Parenti nell’ambito di MiTo (oggi alle 11.30, sempre al Parenti, il musici­sta, il librettista Giuseppe Genna e il regi­sta Francesco Frongia la presentano al pubblico).
«Sono arrivato a misurarmi con que­sto personaggio scomodo grazie alla sug­gestione di Hitler , il libro di Genna usci­to un paio di anni fa, che compie un’ope­razione radicale e coraggiosa» racconta Del Corno. «Genna invita a confrontarsi con il dittatore, a considerare se sia un uomo, rovesciando il titolo di Primo Le­vi, dove l’idea era rivolta alle vittime dei lager deprivate dell’umanità. Punto di partenza interessante: credo che l’esorci­smo praticato dal ‘900 nei confronti di Hitler sia stato quello di considerarlo un ‘alieno’. Invece era un uomo, e uomini erano i milioni di persone che gli hanno dato il consenso provocando una delle più grandi tragedie della storia».
L’azione teatrale, interpretata dall’atto­re Fulvio Pepe e dall’ensemble «Sentieri selvaggi» diretto da Carlo Boccadoro (scene e costumi di Giovanni De France­sco), racconta il dittatore dai 17 ai 44 an­ni, quando prende il potere. «Partendo dal libro, Genna ha scritto un testo nuo­vo » prosegue Del Corno. «L’azione teatra­le è frutto del lavoro dell’intera équipe, che ha scelto di rappresentare Hitler in modo iperrealista. La forza di Hitler era la sua retorica, capace di una coercizione emotiva che superava il significato delle cose che diceva e stava nel ritmo con cui parlava. Con la ’speech melody’, ho tra­sformato alcuni suoi discorsi in musica, inscindibile dalla recitazione».
«Inoltre» conclude Del Corno «ci sono apparizioni fantasmatiche di autori del passato come Wagner e Czerny, che ri­mandano alle frequentazioni musicali di Hitler. Presenze melodiche che serpeg­giano nell’ensemble, alimentando il sor­do rumore che è la musica del pensiero di Hitler».

IO HITLER, Teatro Franco Parenti, 9 e 10 settembre. Ore 21. Tel. 02.88.46.47.25. Ingr. 10 euro


Article printed from G I U S E P P E  G E N N A: http://www.giugenna.com

URL to article: http://www.giugenna.com/2009/09/07/iohitlercorrieremilano/

URLs in this post:

[1] La scheda dello spettacolo IO HITLER: http://www.mitosettembremusica.it/it/programma/09092009-2100-teatro-franco-parenti.html

[2] Il trailer di IO HITLER: http://www.youtube.com/watch?v=fp60atbnqfY

[3] Il Corriere della Sera su IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/08/31/io-hitler-sul-corriere-della-sera/

[4] Estratto dal libretto di IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/01/dal-libretto-di-io-hitler-mein-kampf-branchi-di-scimmie/

[5] Audiointervista al regista di IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/04/io-hitler-kondor-rai-radio2-intervista-il-regista-francesco-frongia/

[6] Il Corriere della Sera – Milano su IO HITLER: http://www.giugenna.com/2009/09/07/il-corriere-della-sera-%C2%ABun-hitler-iperrealista-per-scuotere-le-coscienze%C2%BB/

[7] versione pdf: http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2009/09/milano_20090907_10.pdf

 

Filippo Del Corno: io ed Hitler

hitlerLa notizia è freschissima: Adolf Hitler, dittatore nazista, responsabile di uno dei più grandi genocidi avvenuti nel nostro continente, è diventato recentemente protagonista di uno spot contro l’AIDS, in cui la sua figura è stata associata al diffondersi stesso del contagio. Da personaggio storico tridimensionale Hitler sembra trasformarsi oggi in un’icona virtuale. A dispetto di questa raffigurazione simbolica, mercoledì 9 settembre presso il Teatro Franco Parenti, Filippo Del Corno presenta a MITO Milano uno spettacolo incentrato sulla figura storica di Hitler. Il lavoro è una piece di teatro musicale, scritta da Giuseppe Genna e rappresentata musicalmente dall’Ensemble Sentieri Selvaggi. Insieme a Del Corno vi anticipiamo i contenuti dello spettacolo, che debutterà in scena proprio a MITO.

Filippo, cosa si dovranno aspettare gli spettatori di “Io Hitler”?
filippo_del_corno_c_f_savastano_per_sitoUn’ora di teatro musicale duro e cupo. La drammaturgia si articola in 21 piccole scene precedute da un altrettanto breve introduzione: sono come le metope di un frontone greco, che alla fine costruiscono una traiettoria narrativa completa; nel percorso si incontrano vicende note a tutti (come la bocciatura all’Accademia di Arte di Vienna) ad altri episodi meno conosciuti. C’è una grande compattezza tra testo, musica, recitazione, regia, scenografia, esecuzione musicale: insomma tutti gli aspetti di questo lavoro sono nati e cresciuti insieme, con una serie fondamentale di apporti creativi che sono arrivati da tutti coloro che vi hanno partecipato. L’impostazione  iperrealista dell’aspetto visivo dello spettacolo dovrebbe acuire una sensazione di disagio: ci si trova davvero di fronte a un uomo che dice “io Hitler”. In definitiva credo che sia un lavoro a cui è impossibile applicare le tradizionali categorie del bello o del brutto. E se devo essere sincero, non so neanche se la giusta reazione alla fine debba essere l’applauso.

Perché ha scelto di realizzare questo lavoro di teatro musicale su una figura controversa come quella di Hitler?
Ho voluto accogliere il terribile invito con cui Giuseppe Genna apre il suo libro Hitler: “Confrontatevi con lui. Considerate se questo è un uomo.” Rovesciando il titolo di Primo Levi, Genna ci impone di guardare in faccia Hitler, questa maschera che emette morte e conquista il consenso. Non è più tempo di esorcizzare Hitler affidandosi alla parodia, perché una risata purtroppo non lo seppellisce affatto. E al tempo stesso non credo sia più possibile considerare Hitler come una sorta di apparizione aliena, destinata a non più ripetersi. Hitler ha fatto parte del genere umano, e ha consapevolmente generato, con il concorso di colpa di alcuni milioni di nostri conspecifici, la più efferata tragedia della storia. Tutto questo è avvenuto (e potrebbe ancora avvenire) sulla Terra, non più di ottanta anni fa. Per questo ho sentito l’esigenza di fissare negli occhi Adolf Hitler, e sentirgli dire “Io”.

Lavorando su questo personaggio, anche da un punto di vista
storico, che idea si è fatto dell’Hitler in quanto uomo?

prove_io_hitlerDevo precisare che, mentre il libro di Genna racconta l’intera vita di Hitler, nell’azione di teatro musicale Io Hitler ho chiesto a Genna di scrivere un nuovo testo che si concentra sugli anni di formazione del dittatore, ossia dai suoi sedici anni (1905) fino alle soglie della definitiva presa del potere, quando Hitler ha quarantaquattro anni.
Scandagliando con rigore quegli anni già si scorgono alcuni elementi che andranno a costituire la personalità di Hitler cancelliere del Terzo Reich: è un ragazzo (e poi un uomo) che costruisce una fitta rete di menzogne per mascherare la sua sostanziale nullità. E’ il vuoto assoluto, una sorta di non persona (come ebbe a definirlo genialmente Joachim Fest), che riesce a riempirsi solo di un’ideologia basata sul razzismo e sul totale disprezzo dell’altro. La lunga catena di fallimenti personali che Hitler colleziona nella sua giovinezza non ne fiacca la volontà, anzi è il motore che muove la sua inesauribile necessità di rivalsa fino all’affermazione definitiva. Il giovane Hitler alterna momenti di disperata abulia ad altri di alterata eccitazione, e questa catena di picchi e sprofondamenti saranno tipici anche della sua azione di governo, fino alla disfatta totale.

Su un personaggio come questo, ricordato come autore di uno dei più grandi genocidi della storia dell’uomo, è possibile trovare degli aspetti di umanità, per non dire di positività nel suo agire, nel suo vivere, nel suo essere umano?
Hitler era biologicamente un uomo, non dobbiamo dimenticarlo. E’ stato concepito dall’atto sessuale di suo padre e sua madre, è stato partorito, allattato, e poi ha imparato ad alimentarsi, a giocare, a leggere, e così via. IQuindi ogni aspetto della vita di Hitler è assolutamente umano, ed è proprio questo che dovrebbe atterrirci. La cultura dominante del Novecento ha cercato di esorcizzare Hitler relegandolo nella sfera di ciò che è alieno dall’umano. Ma questo è un tragico errore, dal mio punto di vista, una forma di rimozione anche delle corresponsabilità che milioni e milioni di umani hanno avuto e continuano ad avere nello spezzare la vita dell’altro per affermare la propria. Detto questo Hitler non ha avuto niente di positivo: l’ordine e l’apparente prosperità della Germania pre-bellica da lui governata erano una distorsione ipnotica, un autorappresentazione di un mondo apparentemente (o forse tragicamente) s-pensierato. E non riesco a provare nessuna compassione, come altri, pur senza alcuna simpatia per il nazismo, invece hanno fatto nei confronti delle sconfitte e delle durezze che comunque hanno costellato la vita di Hitler. In lui io vedo soltanto l’assoluta consapevolezza di una vita votata alla distruzione eall’acquisizione del consenso.

Secondo l’interpretazione data nel suo lavoro, che cosa può
aver portato un uomo a desiderare risolutamente e razionalmente la morte di milioni di propri simili?

Genna ha ben rappresentato nel suo libro, e successivamente nel testo scritto per me, la caratteristica fondamentale della personalità di Hitler: la mancanza di empatia. Senza lasciarsi andare a spiegazioni psicoanalitiche è evidente che ogni atto di Hitler, pubblico o privato, tradisce la totale incapacità di far vibrare dentro di sé i pensieri e le emozioni dell’altro da sé. Ed è anche per questo motivo che nel nostro lavoro Hitler è sempre completamente solo, e anche quando apparentemente sembra rivolgersi ad altre persone parla solo con sé o con la propria immagine.
Questo è l’aspetto di Hitler tragicamente attuale, al di là di ogni  approfondimento storiografico sulle ragioni dell’affermazione del totalitarismo nel primo Novecento: l’Italia di questi ultimi mesi, con le aggressioni agli omosessuali, i barconi ricacciati in mare, le disposizioni che limitano ospedali e scuole ai migranti è un esempio di come Hitler sia sempre in agguato là dove l’altro diventa sinonimo di nemico.

Come si sviluppa la relazione tra la sua musica e il testo di Genna?
sentieri_selvagggi_c_michela_veicsteinas_per_sito_0Ho voluto rendere evidente con un segno estremo proprio la mancanza di empatia: tutta la musica è infatti “costretta” nel registro grave degli strumenti, e non supera mai il do centrale. Mancano tutti i suoni acuti, mancano cioè le vibrazioni. La musica appare quindi dis-percepita, ed è come se Hitler soffrisse di una mancanza fisiologica di percepire le frequenze acute. I suoni che escono dall’ensemble strumentale (clarinetto basso, trombone, 2 pianoforti, marimba, 2 violoncelli) sono la vibrazione malata del nervo acustico di Hitler, metafora sonora della sua mancanza di empatia. Ma è anche centrale nella costruzione della relazione tra musica e testo un altro elemento che ho tratto da Genna, ossia il fatto che Hitler porta all’estremo limite la pratica della retorica (pratica nobile quanto rischiosa) come strumento di coercizione emotiva. La vita di Hitler conosce infatti una svolta, come egli stesso scrive nel Mein Kampf, quando si accorge di saper parlare. La scena centrale di Io Hitler, la vera architrave dell’intero lavoro, è proprio la scena in cui Hitler per la prima volta parla in pubblico, in una birreria durante la riunione di un oscuro partito dell’estrema destra bavarese. Studiandone i discorsi ho pensato che la retorica di Hitler sia costruita non tanto sul senso delle parole che dice, ma sul loro suono, cioè altezze, ritmi, pause. Così ho fatto uno studio tanto disgustoso quanto necessario: ho trascritto utilizzando le tecniche della “speech melody” i discorsi di Hitler, costruendomi così una griglia di altezze e ritmi (e relative pause) che costituiscono la trama sonora dell’ensemble nelle scene dello spettacolo in cui Hitler parla in pubblico. E’ una forma di espressione retorica violenta e basale, che dà vita a un suono che percuote orecchie e cervello andando a smuovere qualcosa di perturbante.

(MITOBLOG - www.mitosettembremusica.it)


martedì, 05 maggio 2009

GLI ANGELS VOLANO DI NUOVO SU MILANO

Riconoscimenti: Premio ANCT 07 (Associazione Nazionale Critici di Teatro). Premio Ubu per il teatro 2007 a Elio De Capitani quale migliore attore non protagonista e Umberto Petranca quale miglior attore under 30. Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.
• programma di sala 2008/2009 (1MB pdf)
galleria fotografica
X Fuori Scena - Repubblica.it, Anna Bandettini intervista Elio de Capitani e Ferdinando Bruni. (33.8MB mp3)
X Intervista integrale di Roberto Festa a Tony Kushner - 2007 (61.9MB mp3)
X spot radio (1,3MB mp3)
Video Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro 2008: Miglior spettacolo di prosa e Miglior regia
Trailer Angels in America (video)

Recensioni:
Masolino D'Amico su La Stampa
Franco Quadri su La Repubblica
Franco Cordelli sul Corriere della Sera
Gianni Manzella su Il Manifesto
Sandro Avanzo su Liberazione
Maria Grazia Gregori su L'Unità
Renato Palazzi su Il sole 24 ore
Magda Poli su Corriere della sera
Rita Sala su Il Messaggero

Milano per lo spettacolo - Mercoledì 6 maggio h. 18 al Mondadori Multicenter Duomo: Ferdinando Bruni, Elio De Capitani e gli attori della compagnia presentano Angels in America. Conduce Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano.
Mercoledì Naba - Mercoledì 13 maggio h. 18 al Naba, Spazio Elastico Edificio Amaranto (Via Darwin, 20): Ferdinando Bruni e Elio De Capitani presentano Angels in America
ELFO | 5 - 24 maggio 09
ANGELS IN AMERICA
Fantasia gay su temi nazionali
Prima parte: Si avvicina il millennio
di Tony Kushner
traduzione Mario Cervio Gualersi (edita da Ubulibri)
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Ida Marinelli, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca
scene di Carlo Sala
costumi di Ferdinando Bruni
video Francesco Frongia
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
produzione Teatridithalia/ERT Emila Romagna Teatro Fondazione

Orario repliche: da martedì a sabato ore 20.30 - domenica ore 16.00

E' valido l'abbonamento Invito a Teatro

angelsinamerica

Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno firmato insieme la regia di questo bestseller del teatro americano, ottenendo da subito il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro). A questo riconoscimento sono seguiti, due Premi Ubu ’07, il Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.

Angels in America, saga provocatoria e commovente, composta in due parti: Si avvicina il millennio e Perestroika. La prima parte, coprodotta da ERT e da Teatridithalia, ha debuttato con successo al Teatro delle Passioni di Modena nel maggio 2007. La seconda parte, Perestroika, debutterà nell'ottobre 2009 al Festival Vie, Scena contemporanea di Modena.
Il sottotitolo esplicito, Fantasia gay su temi nazionali, non sintetizza tutta la ricchezza dell’opera di Tony Kushner e la complessità dei suoi personaggi: l’autore sa infatti indagare il tema dell’identità in profondità, sondandone tutte le componenti, razziali, religiose e culturali, e riesce a dipingere un mondo - il nostro - nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.

Lo scenografo Carlo Sala si è ispirato all’ambiente essenziale del Teatro delle Passioni, creando uno spazio ampio e semivuoto, luogo ideale per le immagini video di Francesco Frongia, capaci di trasformare la scena ora nello skyline che domina Central Park, ora nel panorama di Salt Lake City, nei cumuli di ghiaccio dell’Antartico, in bilico tra realtà e allucinazioni mentali. Il cast è guidato da Elio De Capitani nel ruolo di Roy Cohn (Premio Ubu come miglior attore non protagonista). Insieme a lui un gruppo affiatato di attori non ancora quarantenni: Edoardo Ribatto nel ruolo centrale di Prior, Umberto Petranca in quello di Louis (per il quale a vinto l’Ubu come attore under 30), Elena Russo Arman, Cristian Maria Giammarini e Fabrizio Matteini. Completano il cast due volti celebri della compagnia dell’Elfo: Ida Marinelli e Cristina Crippa.

DALLA RASSEGNA STAMPA:

Per lo storico gruppo milanese ancora uno sguardo politico su realtà nascoste e fiammeggianti in un approccio severo e forte, costruito con semplicità ma anche con profondità nella casta scena di Carlo Sala. Un merito che tocca in egual misura agli interpreti e alla regia illuminista, ma anche carica di sentimento, firmata a quattro mani da Bruni e De Capitani che interpreta da par suo il ruolo di una carogna storica.

Maria Grazia Gregori, l’Unità

È con enorme emozione che si vede e si vive, tra il riso e il pianto, la prima parte di Angels in America. [...] Si sovrappongono dunque le situazioni intime e i dialoghi, in uno spettacolo ricco di fantasia e voglia espressiva che supera i vincoli ambientali, importa fantastiche visioni registrate e ridondanti sonorità. E per una volta si può contare su un’adesione interpretativa di felice compattezza in cui spiccano le tormentate raffigurazioni di Cristian Maria Giammarini e Elena Russo Arman, i trasformismi di Ida Marinelli, l’introspezione di Umberto Petranca e Edoardo Ribatto, assieme al redivivo Fabrizio Matteini.

Franco Quadri, la Repubblica

Cito il film di Nichols perché dalla prima scena De Capitani, nella parte dell’avvocato Roy Cohn, colui che nel 1952 spedì sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, si diverte a gareggiare con Al Pacino, subito ponendo un problema: non solo chi sia più bravo, più gigionesco, più cattivo; ma che cosa sia la cosiddetta copia rispetto all’originale, e che cosa sia il teatro che nasce come teatro, diventa cinema, e torna a essere teatro. [...] D’altra parte la commistione dei mezzi tecnici e degli stili – da quello della recitazione psicologico-naturalistica a quello barocco delle visioni, sogni nel caso degli uomini, tutti omosessuali, allucinazioni nel caso di Harper, l’eterna moglie americana, insoddisfatta e impasticcata – questa commistione è l’essenza sia formale che concettuale di Kushner. Nel senso della forma per Bruni e De Capitani è una pacchia, un vero tripudio: sono a casa loro, sembrano i committenti di un testo spasmodico e appassionato, poi finito al cinema e in televisione.

Franco Cordelli, Corriere della Sera
lunedì, 20 aprile 2009

ANGELS... A ZENA...

DA MARTEDÌ ALLA CORTE «ANGELS IN AMERICA» DI TONY KUSHNER
CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO

Angels in America di Tony Kushner, il testo teatrale che sarà in scena alla Corte da martedì 21 a domenica 26 aprile, è ormai considerato un classico negli Stati Uniti, premiato con il Pulitzer nel 1993 e già vincitore di numerosi Tony Awards, di cinque Golden Globe e di undici statuette agli Emmy Awards per la versione televisiva con Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson.
Coprodotto da Teatridithalia e da Emilia Romagna Teatro, Angels in America è stato premiato nella scorsa stagione con gli Olimpici del Teatro quale migliore spettacolo e migliore regia del 2008. Messo in scena da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, lo spettacolo (che è consigliato ad un pubblico adulto per la crudezza del linguaggio e di alcune scene) si avvale dell’interpretazione di Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petracca. Scene di Carlo Sala, costumi di Ferdinando Bruni, video di Francesco Frongia e luci di Nando Frigerio.
Articolato in due parti (Si avvicina il millennio e Perestroika) dal suo autore Tony Kushner (nato nel 1956 e già conosciuto dal pubblico genovese per la “mise en espace” di Un posto luminoso chiamato giorno proposta dallo Stabile tre anni fa), Angels in America, di cui Bruni e De Capitani mettono in scena per ora solo la prima parte (la seconda si potrà vedere nella prossima stagione), è un’opera che affronta di petto il tema dell’identità, per sondarne nel profondo tutte le componenti (sessuali, razziali, religiose e culturali) e per dipingere un mondo – quello contemporaneo – nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.
I due testi che in modo autonomo e complementare compongono questa saga, definita dal suo autore “Fantasia gay su temi nazionali”, raccontano le vicende sentimentali e i conflitti di due coppie. Da una parte, la relazione omosessuale tra Prior Walter, che scopre di essere malato di aids, e Louis Ironson, incapace di accettare la malattia e il dolore; e, dall’altra, il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt, dilaniato nelle scelte private e professionali, e Harper, giovane moglie depressa. Le loro storie s’intrecciano a quelle di Roy Cohn, personaggio realmente esistito, famoso e potente avvocato che nel 1952 fece condannare alla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, e di Belize, infermiere professionale ed ex travestito.
Per Angels in America – in scena alla Corte dal 21 al 26 aprile – sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.
Info: 010/53421 www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it orari: da martedì a sabato ore 20,30 domenica ore 16 prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore).

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venerdì, 20 marzo 2009

ANGELS IN AMERICA AL TEATRO INDIA - ROMA

Riconoscimenti: Premio ANCT 07 (Associazione Nazionale Critici di Teatro). Premio Ubu per il teatro 2007 a Elio De Capitani quale migliore attore non protagonista e Umberto Petranca quale miglior attore under 30. Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.
• programma di sala 2008/2009 (1MB pdf)
galleria fotografica
Recensioni:
Masolino D'Amico su La Stampa
Franco Quadri su La Repubblica
Franco Cordelli sul Corriere della Sera
Gianni Manzella su Il Manifesto
Sandro Avanzo su Liberazione
Maria Grazia Gregori su L'Unità
ANGELS IN AMERICA
Fantasia gay su temi nazionali
Prima parte: Si avvicina il millennio
di Tony Kushner

traduzione di Mario Cervio Gualersi (edita da Ubulibri)
regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
Elio De Capitani - Roy M. Cohn/Prior 2, fantasma
Elena Russo Arman - Harper Amaty Pitt, moglie di Joe/Martin Heller
Ida Marinelli - Hannah Porter Pitt, madre di Joe/Rabbino Isidor Chemelwitz/Henry, medico di Roy
Cristina Crippa - Emily/Ella Chapter/la donna del South Bronx/Ethel Rosenberg
Cristian Maria Giammarini - Joseph Porter Pitt/Prior 1, fantasma/l'Eschimese
Edoardo Ribatto - Prior Walter, il compagno di Louis/l'uomo nel parco
Fabrizio Matteini - Belize, ex amante di Prior/Mr Bugia
Umberto Petranca - Luis Ironson
scene di Carlo Sala
costumi di Ferdinando Bruni
video di Francesco Frongia
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
una produzione TEATRIDITHALIA/Emilia Romagna Teatro Fondazione

angelsinamerica

Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno firmato insieme la regia di questo bestseller del teatro americano, ottenendo da subito il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro). A questo riconoscimento sono seguiti, due Premi Ubu ’07, il Premio Hystrio ’08 alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro ’08, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa.

Angels in America, saga provocatoria e commovente, composta in due parti: Si avvicina il millennio e Perestroika. La prima parte, coprodotta da ERT e da Teatridithalia, ha debuttato con successo al Teatro delle Passioni di Modena nel maggio 2007. La seconda parte, Perestroika, debutterà nell'ottobre 2009 al Festival Vie, Scena contemporanea di Modena.
Il sottotitolo esplicito, Fantasia gay su temi nazionali, non sintetizza tutta la ricchezza dell’opera di Tony Kushner e la complessità dei suoi personaggi: l’autore sa infatti indagare il tema dell’identità in profondità, sondandone tutte le componenti, razziali, religiose e culturali, e riesce a dipingere un mondo - il nostro - nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignità.

Lo scenografo Carlo Sala si è ispirato all’ambiente essenziale del Teatro delle Passioni, creando uno spazio ampio e semivuoto, luogo ideale per le immagini video di Francesco Frongia, capaci di trasformare la scena ora nello skyline che domina Central Park, ora nel panorama di Salt Lake City, nei cumuli di ghiaccio dell’Antartico, in bilico tra realtà e allucinazioni mentali. Il cast è guidato da Elio De Capitani nel ruolo di Roy Cohn (Premio Ubu come miglior attore non protagonista). Insieme a lui un gruppo affiatato di attori non ancora quarantenni: Edoardo Ribatto nel ruolo centrale di Prior, Umberto Petranca in quello di Louis (per il quale a vinto l’Ubu come attore under 30), Elena Russo Arman, Cristian Maria Giammarini e Fabrizio Matteini. Completano il cast due volti celebri della compagnia dell’Elfo: Ida Marinelli e Cristina Crippa.

DALLA RASSEGNA STAMPA:

Per lo storico gruppo milanese ancora uno sguardo politico su realtà nascoste e fiammeggianti in un approccio severo e forte, costruito con semplicità ma anche con profondità nella casta scena di Carlo Sala. Un merito che tocca in egual misura agli interpreti e alla regia illuminista, ma anche carica di sentimento, firmata a quattro mani da Bruni e De Capitani che interpreta da par suo il ruolo di una carogna storica.

Maria Grazia Gregori, l’Unità

È con enorme emozione che si vede e si vive, tra il riso e il pianto, la prima parte di Angels in America. [...] Si sovrappongono dunque le situazioni intime e i dialoghi, in uno spettacolo ricco di fantasia e voglia espressiva che supera i vincoli ambientali, importa fantastiche visioni registrate e ridondanti sonorità. E per una volta si può contare su un’adesione interpretativa di felice compattezza in cui spiccano le tormentate raffigurazioni di Cristian Maria Giammarini e Elena Russo Arman, i trasformismi di Ida Marinelli, l’introspezione di Umberto Petranca e Edoardo Ribatto, assieme al redivivo Fabrizio Matteini.

Franco Quadri, la Repubblica

Cito il film di Nichols perché dalla prima scena De Capitani, nella parte dell’avvocato Roy Cohn, colui che nel 1952 spedì sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg, si diverte a gareggiare con Al Pacino, subito ponendo un problema: non solo chi sia più bravo, più gigionesco, più cattivo; ma che cosa sia la cosiddetta copia rispetto all’originale, e che cosa sia il teatro che nasce come teatro, diventa cinema, e torna a essere teatro. [...] D’altra parte la commistione dei mezzi tecnici e degli stili – da quello della recitazione psicologico-naturalistica a quello barocco delle visioni, sogni nel caso degli uomini, tutti omosessuali, allucinazioni nel caso di Harper, l’eterna moglie americana, insoddisfatta e impasticcata – questa commistione è l’essenza sia formale che concettuale di Kushner. Nel senso della forma per Bruni e De Capitani è una pacchia, un vero tripudio: sono a casa loro, sembrano i committenti di un testo spasmodico e appassionato, poi finito al cinema e in televisione.

Franco Cordelli, Corriere della Sera
Teatro India, Roma 20-29 marzo 2009
Teatro Piccini, Bari 1-5 aprile 2009
Teatro
Asioli, Correggio 8 aprile 2009
Teatro Sociale, Brescia 15-19 aprile 2009
Teatro della Corte, Genova 21-26 aprile 2009
Teatro Fraschini, Pavia 28-30 aprile 2009
in bocca al lupo! beati gli spettatori appassionati...
mercoledì, 11 marzo 2009

'IO NON CREDEVO CHE QUESTA SERA...' AL BINARIO 7 DI MONZA

Questa volta è davvero un addio! Sul palco del Binario 7 in esclusiva per i LAMPI di Musicamorfosisi consuma la fine del sodalizio artistico dei La Crus con un ultimo spettacolare doppio concerto per rock band, archi, elettronica e video.
"I La Crus chiudono perché gli amori finiscono, e quelli che sono stati veri e grandi non si trascinano, non meritano mediocrità”. (M.E. Giovanardi)
Per un progetto che muore, uno che nasce: il doppio concerto verrà aperto da Sembro il nuovo progetto di Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni (The Dining Rooms) e Dodo NKishi (Mouse on Mars)

Doppio appuntamento emozionante e imperdibile a Monza per i LAMPI del 13 e 14 marzo 2009 ore 21 i La Crus al Teatro Binario 7 di Monza per un doppio concerto che arriva a circa un anno di distanza dall’uscita del loro ultimo disco per Warner e dalla partenza di un lungo tour.
Una promessa, quella di chiudere a Monza, fatta agli amici di Musicamorfosi che hanno accompagnato con il gruppo d’archi le tante tappe del loro ultimo tour (compresi il grande concerto al Teatro Arcimboldi di Milano e al Parco della Musica di Roma).
Come di consueto sul palco insieme a Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti saliranno i musicisti di sempre - Paolo Milanesi tromba e fender rhodes, Leziero Rescigno batteria, Marcello Testa contrabbasso, e il quartetto d’archi di Musicamorfosi capeggiato da Feyzi Brera.
Canzone italiana d'autore, elettronica, rock, pop, un po’ di teatro e sullo sfondo i video originali di Francesco Frongia.
«Io non credevo che questa sera…» I La Crus, una delle realtà più originali e suggestive del panorama musicale italiano, hanno deciso di terminare il proprio progetto musicale, teatrale e poetico con un ultimo concerto, nel quale ripercorreranno la loro storia, fatta di dischi seminali, innovativi sia nella ricerca sonora che in quella letteraria, e tracciata da un percorso ricco di intuizioni, rivelazioni e collaborazioni(Patty Pravo, Gino Paoli, Carmen Consoli, Samuele Bersani, Nada, Manuel Agnelli, Riccardo Tesi, Syria, Cristina Donà).
Un doppio concerto che si annuncia intenso ed emozionante: ascolteremo e vivremo per l’ultima volta dal vivo l’atmosfera dell’ultimo album Io non credevo che questa sera uscito il 1° febbraio 2008 per Warner Music Italia e che contiene l’elegante versione di Infinite Possibilità presentata per la prima volta a Monza nei LAMPI del 2005 nel Mozartiano Chi è Wolfgang?, spettacolo che ha visto l’inizio della collaborazione tra il duo milanese e l’associazione Musicamorfosi (da cui è poi nato il disco Bye Bye Mozart, edito da Auditorium e lo spettacolo Rocky Mozart Sexy Show che ha circuitato in tutta Italia in occasione dell’anniversario Mozartiano).
La scelta della scaletta del concerto è caduta sulle “canzoni più importanti, le più struggenti, quelle più delicate e introspettive - sottolinea Mauro Ermanno Giovanardi - quelle che hanno fatto la storia del gruppo e quelle che più di altre raccontano e raccolgono il nostro immaginario”.
Tra queste anche Angela del tanto amato Luigi Tenco che i La Crus avevano reinterpretato nel loro primo album.
Progetto che muore, progetto che nasce, proprio a Monza la prima apparizione pubblica dei Sembro nome che raccoglie la nuova avventura di Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni conosciuti insieme come The Dinings Rooms (prodotti da Schema Records (Italia), Bonsai Music (Francia) e Guidance Recordings (U.S.A.) e Dodo NKishi cantante e batterista dei Mouse on Mars e cantante del progetto Gizmo di Vittorio Cosma e Stewart Copeland.
Lampi, sesta edizione, ideata da Saul Beretta e prodotta da Musicamorfosi, è promossa dal Comune di Monza Assessorato alla Cultura con il contributo dalla Provincia di Milano, Direzione Monza e Brianza.
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giovedì, 05 marzo 2009

IL SOLE DI CHI E'? OGGI AL TEATRO PONCHIELLI

IL SOLE DI CHI E

IL SOLE DI CHI È?

Opera musicale per ensemble strumentale e voci animate


musica Silvia Colasanti
testo Roberto Piumini
luci Giorgio Morgese
regia Francesco Frongia
attori e cantanti Musicamorfosi
Polimnia Ensemble
prima nazionale

durata: 50 minuti

Il CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) ha commissionato alla compositrice Silvia Colasanti una nuova opera dedicata al mondo dell’infanzia. Il sole di chi è? trae ispirazione dalla fiaba teatrale Lucertole al sole dello scrittore Roberto Piumini.
Un lucertolone ignorante e arrogante scaccia le piccole lucertole dal sole, con la pretesa di averlo tutto per sé. Le lucertole protestano e soffrono, consapevoli della loro debolezza. A nulla serve l’aiuto del rospo e del topo, sconfitti dal prepotente. Risolverà ogni cosa la gazza saggia, con un trucco astuto.
Sul palco 5 attori/cantanti e una ensemble musicale formato da flauto, clarinetto, corno, violino, violoncello e percussioni renderanno questa fiaba, già ricca di azioni e sentimenti, ancora più accattivante.

Silvia Colasanti
Si è diplomata in pianoforte con Valentino Di Bella e in composizione con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Ha seguito, ottenendo il diploma di merito, il corso di perfezionamento in composizione dell’Accademia Musicale Chigiana, tenuto da Azio Corghi; con quest’ultimo si è perfezionata con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, ricevendo dal Presidente della Repubblica il prestigioso Premio ‘Goffredo Petrassi’ quale miglior diplomata in composizione.
Le opere di Silvia Colasanti sono pubblicate da Casa Ricordi (Milano).

Roberto Piumini
Nel 1978 esce il primo libro: “Il giovane che entrava nel palazzo.” Ne seguono altri, in progressione geometrica, con molti Editori: filastrocche, poesie, poemi, fiabe, racconti, romanzi, testi teatrali. Scrive testi di canzoni per piccoli e grandi, musicate da Giovanni Caviezel. Si separa. Incontra lettori e adulti in scuole, biblioteche e librerie. Collabora con Caviezel in spettacoli, incontri e libri musicali. Scrive testi di poesia su materiali di ricerca ed esperienza di bambini, ragazzi e adulti di varie località italiane. Legge proprie storie e poesie in libri con audiocassetta. Scrive testi per opere musicali di Sergio Liberovici, Andrea Basevi Gambarana, Pavle Merkù, Dimitri Nicolau, Mario Ruffini e altri musicisti.

Francesco Frongia
Regista e videomaker. Nato nel 1962, inizia la sua carriera nel 1988 dopo aver frequentato la Civica Scuola di Cinema di Milano. Dal 1992 collabora con Teatridithalia lavorando con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Il teatro musicale è il settore che lo ha visto più impegnato: dall'incompiuto Die Hochzeit di Richard Wagner (1997) realizzato per il Comune di Milano, alla regia di Pollicino di Hans Werner Henze (1999), direttore Bruno del Bon con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, fino alla realizzazione di Chat opera di Francesco Antonioni (2002), che debutta al Piccolo Teatro di Milano con l'ensemble Sentieri Selvaggi e la direzione di Carlo Boccadoro e viene in seguito ospitato al Festival Settembre Musica di Torino.

Musicamorfosi
Non è un gruppo, ma un sistema relazionale aperto capace di tenere assieme teste pensanti e mani generose, idee sull’orlo, attrici, musicisti classici, jazz, pop, cantautori, videoartisti e creativi, emergenti e sommersi. Saul Beretta, musicista, autore, produttore, promotore e agitatore di insolite iniziative, è il suo inventore e direttore artistico. Musicamorfosi ha sviluppato un percorso di ricerca che ha condotto a un modello di format di spettacolo, nel quale linguaggi e forme della performance dal vivo – video, teatro e musica, classico e contemporaneo, jazz e musica etnica – si mescolano in un omogeneo e accattivante insieme espressivo, una scommessa culturale – capace di coinvolgere e appassionare artisti come Mario Brunello, Vinicio Capossela, Stefano Bollani, La Crus, Gianmaria Testa, Moni Ovadia, Giovanni Falzone, Mercanti di Liquore.

Polimnia Ensemble
“…una delle serate più piacevoli che ci sia capitato di ascoltare di recente. Si tratta di musicisti di prim’ordine”. Così si è espresso il critico di Repubblica dopo il debutto del Pol imnia Ensemble alle Settimane Internazionali di musica di insieme di Napoli. Il gruppo, fondato a Roma nel 1985 da Angela Chiofalo, si è imposto subito per una grande motivazione culturale che lo ha portato, grazie alla mobilità del suo organico, a riscoprire e ad eseguire un repertorio inedito e poco conosciuto con particolare riferimento all’ottocento strumentale italiano e russo. Il Polimnia Ensemble ha il suo attivo una cospicua produzione discografica Fra le più prestigiose collaborazioni si ricordano quelle con Milena Vukotic, Ninetto Davoli, Cecilia Gasdia e Josè Carreras e Giuseppe Manfridi.
H 10.00
H 14.30
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sabato, 07 febbraio 2009

IL SOLE DI CHI E' - FIABA MUSICALE

IL SOLE DI CHI E
IL SOLE DI CHI E'

Opera musicale per ensemble strumentale e voci animate

Musica di Silvia Colasanti
Testo di Roberto Piumini
Edizioni Casa Ricordi

regia Francesco Frongia
scene e costumi Giovanni De Francesco

produzione artistica e esecutiva Musicamorfosi
produzione CIDIM
in collaborazione con Maggio Musicale Fiorentino


Gazza/Canzonatrice: Raffaela Siniscalchi
Gonzello: Marco Ravalli
Lucia: Debora Mancini
Luca: Luca Ciancia
Luchino: Massimiliano Zanellati


Teatro Camagni Via Colleoni 2/4 Baruccana di Seveso
7 febbraio ore 16.00 e 17.15 - domenica 8 febbraio ore 15.30

anteprima

Info e Prenotazioni: tutti i giorni dalle 16.00 Alle 18.00
0362 503483 - 338 8561501



debutto Teatro Ponchielli di Cremona 5 marzo 2009

info: ilsoledichi@musicamorfosi.it

Richiedi la presentazione in PDF e la Scheda tecnica
oppure le altre proposte di f
iabe e laboratori, giochi musicali scrivendo a mcm@musicamorfosi.it o telefonando allo 0362 507944




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martedì, 25 novembre 2008

CARMEN AL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA

Carmen
dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, tratto dalla novella omonima di Prosper Mérimée
musica di Georges Bizet
prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 3 marzo 1875
L’opera viene rappresentata in lingua originale con sopratitoli in italiano

Personaggi e Interpreti

Carmen Nora Sourouzian
Micaela Davinia Rodriguez
Frasquita Eleonora Cilli
Mercedes Annunziata Vestri
Don José José Balestrini / Mickael Spadacini
Escamillo Claudio Sgura
Il Dancairo Enrico Maria Marabelli
Il Remendado Camillo Facchino
Zuniga Ugo Guagliardo
Morales Marcello Rosiello
con la partecipazione di Dario Cantarellinel ruolo di Pastia
Ufficiali, dragoni, monelli, sigaraie, zingari, contrabbandieri

direttore

Riccardo Frizza


regia, scene e costumi

Ferdinando Bruni


coreografie

Adriana Borriello


video e assistente alla regia Francesco Frongia
assistente alle scene e ai costumi
Andrea Serafino


CORO DELLE VOCI BIANCHE DELLA CIVICA SCUOLA DI MUSICA C.MONTEVERDI" DI CREMONA
diretto da Raul Dominguez
nuovo allestimento

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco

ORCHESTRA LIRICA I POMERIGGI MUSICALI

REPLICHE : 26 NOVEMBRE H20.30, 28 NOVEMBRE H20.30, 30 NOVEMBRE H15.30

Brescia il 4 e 6 dicembre, a Pavia il 9 e l'11, a Como il 14 e 16 e infine a Bergamo il 19 e 21 (ovviamente tutto sold-out da settembre!!!)